25 APRILE, FESTA DELLA LIBERAZIONE

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tricolore
Il 25 Aprile del 1945, l’Italia vide la fine dell’occupazione nazifascista, sancendo definitivamente la fine di un periodo di guerre cruente che costarono la vita a migliaia di persone.
I partigiani liberarono le principali città del nord, insorgendo contro le residue truppe tedesche, che erano affiancate dagli uomini della RSI del Duce d’Italia, Benito Mussolini, il quale, pochi giorni dopo, viene catturato a Como mentre tenta di raggiungere il confine con la Svizzera; muore in seguito a colpi di arma da fuoco, durante un episodio di fucilazione sommaria, mai ben appurato.

La chiamiamo “Festa della Liberazione”, ma sarebbe più corretto chiamarla “Commemorazione della nostra Libertà”, nel rispetto dei tanti che sono morti per darci la libertà, dei tanti che sono morti per regalarci un sogno che si chiamava Italia.
Dalle ceneri della guerra, nacque la Repubblica Italiana ed un nuovo Stato, una rinata Patria, quella che ancora oggi, nel 2010, salutiamo ad ogni sventolare del Tricolore.
Eppure, siamo degni del sacrificio fatto da quegli uomini? Mi sento di rispondere no alla domanda.
Abbiamo una terra bellissima, che il resto del Mondo ci invidia, ma non la valorizziamo, anzi, la svendiamo al miglior offerente.
Di quel sogno che era l’Italia, cosa è rimasto? Non c’è giorno in cui non mi venga da chiedere cosa pensasse chi, ragazzo come tanti, con molta voglia di vivere e molti desideri in corpo, si ritrovasse a combattere in Russia, o a El Alamein o a Milano e vedesse cadere affianco a sé amici cari e commilitoni… E’ vero li ricordiamo con belle canzoni e gli dedichiamo almeno qualche ora nel corso dell’anno, ma è questo che davvero volevano?
Se fossimo noi a combattere e morire, adesso, per la Patria, per cosa lo faremmo? O meglio, saremmo disposti a farlo?
Da quello che si vede in giro e da quello che si sente ogni dì, non credo che ci sarebbero uomini disposti a tanto, oggigiorno.

Per questo, partecipare almeno un giorno all’anno ad uno di questi eventi commemorativi, dovrebbe non solo essere un obbligo morale, ma un momento in cui fare un minimo di pensiero proprio e riflettere su chi, qualsiasi persona sia, ha dato la vita per un ideale, per un qualcosa che lo ha spinto a dar battaglia ad altri suoi simili, suoi fratelli, suoi amici.
Ricordando che c’è sempre una scelta, scegliamo non solo di ricordare, ma di continuare a tenere alti gli ideali di Patria, per un’Italia più forte e coesa, per un’Italia che viva e sappia dare vita.
Onore ai caduti per la libertà!

SEGUE IL PROGRAMMA PER IL 65° ANNIVERSARIO DELLA LIBERAZIONE

25 Aprile, Nel Segno della Libertà

Sabato 24 Aprile
Ore 16.30
Mostra Storica dal titolo “Liberazione d’Italia dal ’43 al ‘45” presso la sede del quartiere di Cassina Amata, in via Corridori 12

Domenica 25 Aprile
Ore 7.45
Consegna delle Corone d’alloro in diversi punti della città a cura dei rappresentanti dell’Anpi, con la collaborazione della Polizia Locale e del GOR.

Ore 9.30
Ritrovo della Autorità e della cittadinanza in Aula Consiliare

Ore 9.45
Intervento della banda giovanile comunale

Ore 10.30
Alzabandiera sulla Piazza della Resistenza

Ore 10.40
Corteo cittadino per le vie della Città

Ore 11
Piazza della Resistenza: deposizione della corona d’alloro al Monumento della Liberazione e discorsi commemorativi

In caso di maltempo, la cerimonia si terrà presso l’Aula Consiliare.

La manifestazione proseguirà nel pomeriggio al Quartiere di Calderara con un corteo per le vie cittadine.
La partenza è alle ore 14.30 dal Centro Anziani ARCI, in via Riboldi 119; sarà presente la banda musicale giovanile del comune e il CAG “Ciao Ragazzi”.

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14 Risposte

  1. avatar elena

    04/22/2010, 09:56 pm

    Certo, è una ricorrenza molto importante e di sicuro ci sarò.
    Spero che la partecipazione sia alta…

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  2. avatar pierfrancesc

    04/23/2010, 03:34 pm

    grazie per questa segnalazione!

    ci sono tante iniziative e tanta informazione sul web, in onore di questa data tanto importante per la nostra storia…io ho solo un ricordo legato al 25 aprile, la canzone “bella ciao” insegnatami a scuola, alle medie. l’ho trovata con il testo in karaoke

    http://www.historychannel.it/karastoria/#video_karastoria

    buon giorno della liberazione anche a voi!

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  3. avatar Lorenzo Locatelli

    04/23/2010, 03:56 pm

    @Pierfrancesc grazie a te per la segnalazione del sito web, che però apre un link sulla canzone “Funicolì Funicolà”; se si vuole sentire “Bella Ciao”, la si deve andare a selezionare manualmente nella lista sottostante.

    Speriamo di vedere la partecipazione di molta cittadinanza! Sperando che il brutto tempo dia una piccola tregua.

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  4. avatar Simone Carcano

    04/23/2010, 04:01 pm

    Ecco tra l’altro Bella Ciao verrà suonata e cantata nonostante polemiche e parole al vento dei giorni scorsi.

    Il dato che è sotto agli occhi di tutti e sul quale sarebbe bene rifletterci è questa ricorrenza (importante per la nostra storia, sicuramente) verrà a costare ben 2.200 Euro. Se pensiamo al periodo di crisi e al fatto che i soldi non sono mai sufficienti anche nel migliore dei momenti mi sembra una cifra eccessiva. Constatato il fatto che la quasi totalità di quei quattrini è spesa per l’acquisto di corone d’alloro, che verranno posizionate in circa 20/22 punti della città. Forse sarebbe meglio ridimensionare le spese e comprare corone solo per i punti principali (massimo una decina).

    Ma sono pronto a scommetterci che subito si griderebbe al fascismo e all’ingratitudine.

    Fatta questa precisazione, festeggeremo questo 25 Aprile di tutti.

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  5. avatar Hur

    04/24/2010, 12:20 am

    Non capisco cosa non va in “Festa della liberazione”… Spero non sia un semplice passare con nonchalance sopra a una montagna di memoria storica e onore umano con la leggerezza di un adolescente. Spero sia qualcosa di ragionato e argomentabile. Almeno questo.

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  6. avatar Francesco Rienzo

    04/24/2010, 09:12 am

    Hur quello che a noi indispettisce è il fatto che una festa così importante per la nostra patria tenda a diventare una festa solo di determinati partiti, così come è stato finora. Penso al sindaco di Milano col padre sulla sedia a rotelle fischiati qualche anno fa, al presidente della Regione. Questo non ti sembra vergognoso? Non ti sembra ingiusto associare una parte politica totolitaria com’era quella fascista ad una parte politica democratica di adesso?

    Per quanto riguarda liberazione e libertà, vi rassicuro, non c’è sotto alcun discorso puerile o ‘ignorante’, ma è dovuto ad una nostra riflessione che, penso, debba ritenersi meritevole di rispetto. Liberazione è strettamente connessa a libertà, perché senza la prima non avremmo avuto la seconda. Dire che il 25 aprile è Commemorazione della nostra libertà, non vuole dire fare discorsi politici, verso i quali noi abbiamo sempre dimostrato di tirarci fuori per puri scopi elettorali o speculativi, ma ricordare come la nostra libertà, quella che abbiamo ora, è merito di quel 25 aprile. La libertà è quello che ci ha tramandato la liberazione. E se noi dimentichiamo questo, il 25 aprile rischia, a mio parere, di diventare un evento senza quel rilievo che veramente ha.

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  7. avatar Hur

    04/25/2010, 11:31 am

    @Francesco. Se non sbaglio cattolici, comunisti, liberali, socialisti, azionisti, monarchici, anarchici combatterono per la “liberazione” e poi i partiti di riferimento, insieme, scrissero la Costituzione fondandola sulla sintesi tra le rispettive tradizioni politiche e ispirandola ai princìpi della Democrazia e dell’Antifascismo. Come mai secondo te gli altri partiti, come li chiami, da allora non sono scesi allegramente in piazza a festeggiare? Fa parte della tradizione della nostra destra non partecipare (giustamente) ai festeggiamenti. Perché la nostra destra discende dal fascismo. Oggi questa destra esiste ancora. Vive accanto a un centrodestra che da pochi anni si è ufficialmente liberato del fardello per modernizzarsi. Accanto infine a un partito senza radici storiche, Forza Italia, che con quell’avvenimento non è affatto collegato. Quindi cosa c’è da recriminare?
    Secondo, cosa centrano i fischi alla sedia a rotelle? Io non lo avrei mai fatto. Perché me lo racconti? Cosa vuoi dire? Se è solo per esprimere accanto alla recriminazione anche il disprezzo per l’avversario, ti garantisco che con me non attacca. Personalmente penso che gli imbecilli ci sono ovunque. Ma nello stesso tempo penso che ci sono ovunque quelli che provocano sapendo che ci sono gli imbecilli.
    Terzo, sull’associare PDL e fascismo dovremmo discuterne. Chiaro che non sono accostabili, di tempo ne è passato. Che poi diverse persone parlino dell’attuale come di un governo autoritario, su questo potremmo discutere.

    La cosa curiosa sai qual’è? Che vi ho chiesto perché vorreste sostituire liberazione con libertà e hai iniziato a rispondermi parlando di altro. Nella seconda parte del messaggio poi rispondi. E secondo me con un, rispettabile, giro di parole retorico. Il ragionamento presentato non porta nessuna vera motivazione, dato che è ovvio e banale che libertà deriva da liberazione. Ma se dal 1945 il nome utilizzato è liberazione cosa c’è di così importante (al di là di una semplice metonimia) che possa spingere a cambiarlo? La risposta è nascosta in realtà nella prima parte del tuo messaggio. La rabbia che esprimi è quel che mi colpisce per prima. La risposta è che avete in mente una “appropriazione” della Liberazione da parte dell’opposto schieramento politico. Qualcosa vi è stato rubato. Spiegatemi come e cosa. Fare insieme una festa, che non è la neutra festa di paese ma ha un’origine POLITICA, significa anzitutto parlarsi, è qualcosa di complesso e delicato; questa convivenza avrebbe dovuto essere costruita nel tempo dalle parti in causa. Quel che si chiede invece è altro, una soluzione non certo discussa ma subdola e rapida: cambiare nome. Cambiare nome significa precisamente questo, caro Francesco, grattare via tutto il contenuto storico-politico di quell’evento per poterlo celebrare come evento neutro politicamente; in secondo luogo significa appiattire il passato sul presente con una manovra (cosiddetta del “metterci il cappello”) che permette di accostare la festa della liberazione al concetto di libertà oggi più diffuso. Perché bisogna avere cattiva coscienza, o fette di salame davanti agli occhi grandi così, per non vedere o dire chiaramente che una festa “della libertà” sarebbe una conquista fantastica per il popolo delle libertà. Dire che il 25 aprile è Commemorazione della nostra libertà VUOL DIRE fare discorsi politici.

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  8. avatar Francesco Rienzo

    04/25/2010, 01:44 pm

    @ Hur: sai qual’è il problema Hur? La rabbia di cui tu parli io la vedo nei miei confronti e nei confronti di tante altre persone, che si permettono di fare ragionamenti che, a tuo parere, saranno retorici, ma per me no. E non capisco la coda di paglia di alcuni soggetti che non riescono a sentir ragioni, come a voler imprigionare liberta è liberazione, la mia libertà e liberazione, non di un partito politico, in parole vuote.

    L’ipocrito tentativo di appropriarsi di una festa che è tradizionalmente di tutti per soli scopi politici e partitici è orrendo, così come questa mattina molte persone, invece di sventolare il tricolore, hanno preferito sventolare la bandiera del proprio partito. Sai, secondo me, le vere persone che hanno smarrito il senso di quella festa sono questi soggetti, che fanno polemiche su Bella Ciao senza, forse, neanche comprendere il vero significato di Italia unita, un’Italia al di là delle strette mentalità ideologiche, che è forse l’unico baluardo rimasto ad alcune persone. Invece di unirsi sotto lo stesso simbolo, si preferisce scomodare lo squallido spettro del fascismo, per bloccare chi fa determinate scelte diverse dalle proprie.

    E ti dirò un’ultima cosa, io oggi sventolavo la nostra bandiera italiana e mi sono pure commosso, così come molti altri ragazzi che come me non hanno avuto bisogno di testimoniare la propria presenza con un simbolo politico, perchè sono li innanzitutto per se stessi, non per farsi vedere. Di destra o di sinistra, forse però comprendevano a pieno il sacrificio di chi veramente si è immolato per la patria.

    Non procedo oltre, perchè reputo questa una festa di gioia e voglio come tale viverla, non certo mettendomi a fare inutili polemiche o discussioni, suscitando la rabbia di qualcuno che vorrebbe venirmi a insegnare il valore del 25 aprile.

    Buona festa della liberazione.

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  9. avatar Hur

    04/25/2010, 09:17 pm

    @Francesco: pensi che io sia arrabbiato con te? Io ho semplicemente fatto una domanda per capire esprimendo l’augurio di trovare dall’altra parte qualcuno che avesse voglia di ragionare insieme. Va bene, quel discorso per te non è retorico, mi permetti di chiederti di spiegarmelo? A me è sembrato retorico: è ancora lecito esprimere giudizi di merito sulle modalità di argomentazione o anche questo è “attaccare l’avversario”?
    Come puoi pensare che io voglia imprigionare concetti in parole vuote, “senza sentir ragione”, se proprio io ho proposto di scavarle, approfondirle attraverso un dialogo? Ipocrisia? Insegnare? Ti ho rivolto alcune domande a cui non ho avuto risposta. Attenderò.
    Sono contento che ti sia commosso. Guarda, io sono anni che vado a festeggiare a Milano e non ho mai portato con me bandiere. Anch’io sento mia la festa. Forse in modo diverso da te.
    Dato che introduci autonomamente anche questo argomento faccio un’altra osservazione: parli di uno “squallido spettro del fascismo”; bene, voglio far notare che il nostro attuale capo del governo da prima ancora che iniziasse la sua carriera politica agita lo spauracchio della dittatura comunista anche se sappiamo bene che in Italia il comunismo non è mai stato dittatura (al contrario del fascismo), che la modernizzazione dei comunisti italiani è avvenuta prima ancora di quella dei fascisti, inoltre che oggi siedono in parlamento solo partiti trasformati col tempo (anzi, per essere precisi, nel Pdl c’è la componente di Azione Sociale, mentre i partiti che conservano la denominazione comunista sono tutti extraparlamentari); infine i paragoni tra berlusconismo e fascismo sono recenti, non è certo dal ’94 che sui giornali si è cominciato a scrivere di nuovo regime. Chi è che agita spettri quindi? O quantomeno, chi ha cominciato a farne abuso?
    In attesa di risposte, se vorrai concedermele per alimentare il confronto, rinnovo almeno una domanda: per cosa ti sei commosso? Lo chiedo perchè te la prendi con generiche persone che non capiscono nemmeno il vero significato di un’Italia unita. Ma il 25 aprile, voglio far notare, non è la festa “dell’unità d’Italia”. Oggi Napolitano ha detto “Il 25 aprile è non solo festa della Liberazione: è festa della riunificazione d’Italia”, collegando simbolicamente gli eventi storici dato che il Risorgimento e la Liberazione rimangono appartenenti a epoche diverse.
    Io non penso che queste siano vuote polemiche. Penso che siano argomenti da approfondire se ci si vuole capire.
    Buon 25 aprile anche a te.

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  10. avatar Francesco Rienzo

    04/25/2010, 09:46 pm

    @ Hur: ci mancherebbe altro. Se si tratta di confronto, io sono sempre disponibile, ma dai toni un po’ alti usati precedentemente mi è parso ci fosse un certo pregiudizio verso le idee degli altri (come è successo, come ogni anno, anche oggi), mie in questo caso. Mi sarò sbagliato allora. In qualsiasi caso, leggi, se ti va, il nuovo articolo che ho pubblicato.

    Io penso che la Liberazione sia quell’evento che ci ha permesso di godere ora della nostra libertà. Non per forza se si parla di libertà, bisogna rievocare il Popolo della Libertà, cos’ come se si parla di Liberazione, non parliamo certo di una festa solo del centro sinistra. E’ grazie a quell’evento che siamo stati liberati, e grazie alla Costituzione abbiamo recuperato per gli italiani tutti la loro libertà, diritto inviolabile dell’uomo. Questa è per me commemorazione della nostra libertà, nient’altro.

    Vedi Hur, quello che non capisco è come si possa, ogni volta che si parla del 25 aprile, arrivare a parlare di Berlusconi o Azione Sociale. Qui c’è lo spettro del fascismo: chi si fa passare ingiustamente per eroe partigiano di fronte a quelli che sarebbero i fascisti del centro destra italiano. Comunismo e Fascismo sono state due pericolose dittature, entrambe. A nulla, a mio parere, serve dire che in Italia non è arrivato il comunismo, perchè a due passi dal nostro paese ce n’è stato eccome, facendo molti più morti delle altre dittature. I sistemi totalitari sono, tutti senza eccezioni, squallidi.

    Perchè rendere il 25 aprile uno strumento per racimolare qualche voto, macchiandolo in questo modo? Perchè oggi ho visto tante persone che invece di tenere la bandiera italiana si rifugiavano dietro le bandiere dei loro partiti politici? I partiti non sono nulla rispetto alla nostra patria, sono contingenti in confronto. Non è questa speculazione politica, visto che si dovrebbero mettere da parte ogni simbolo di questo tipo? Io reputo certa speculazione ignobile.

    Sai cosa intendo per Italia unita nel 25 aprile? Quell’Italia che nella liberazione ha trovato la forza di scacciare gli oppressori della libertà, quegli italiani che con le loro forze e quelle degli alleati sono riusciti in una simile impresa. E sai perchè mi sono commosso? Perchè vedere tante persone morire per darci questa libertà è veramente commovente. Non credi?

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  11. avatar Lorenzo Locatelli

    04/25/2010, 10:56 pm

    Dobbiamo renderci conto che questo è un discorso molto difficile da affrontare ed è un argomento che ha sempre trovato forti divisioni fra le parti politiche.
    Noi giovani non riuciamo a renderci conto di ciò che una guerra porta…degli orrori, della paura e dell’odio che ne consegue.
    Tutti ne abbiamo letto nei libri di scuola, abbiamo visto film e documentari, ma senza vivere quella situazione è impossibile da comprendere tutto il discorso.
    Ciò che posso fare e che possiamo fare noi, è ricordare in questo giorno il grande sacrificio che fecero gli uomini che combatterono per l’Italia, anche andando contro i loro stessi fratelli, che avevano scelto di dargli battaglia dal lato opposto.
    Tutti gli altri discorsi non ci competono e non ci è dato trattarli con esaustiva completezza, perchè noi non eravamo lì e non l’abbiamo vissuto.

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  12. avatar Hur

    04/26/2010, 02:36 pm

    Grazie Francesco per aver accettato il dialogo. I toni un po’ alti, come li chiami, ma mai irrispettosi, sono forse dati dalla preoccupazione, non certo dal voler prendermela con te in quanto persona. Sai qual è la preoccupazione? Quella che mi nasce dall’ascoltare ogni giorno parole vuote, parole-bandiera, mai spiegate, usate come stumento, manipolate.
    Sostituire liberazione con libertà: significa sostituire il risultato al costo, dimenticandolo. Con quale dei due termini rendi più giustizia e onore a quelle persone che hanno avuto il coraggio di lottare? Come pensi che la chiamassero loro? Certo “non per forza se si parla di libertà, bisogna rievocare il Popolo della Libertà” ma sii obiettivo: oggi chi è che si riempie la bocca di quella parola? E chi ha proposto pubblicamente di attuare quel cambiamento terminologico? E’ controproducente voler non vedere, rimuovere. Per me il 25 aprile non è commemorazione della nostra libertà “e nient’altro”. Così è la storia che viene dimenticata, è la memoria che viene snaturata. Quello che non capisci è come si possa, ogni volta che si parla del 25 aprile, arrivare a parlare di Berlusconi o Azione Sociale? Ma perché, mi chiedo, rimuovi dal discorso sempre l’aspetto più importante, cioè il suo contenuto POLITICO? Quella lotta fu una lotta politica! Non contro le zanzare. Dunque è ovvio che ancora oggi accenda discussioni politiche.
    Chi è poi che si fa passare ingiustamente per partigiano?
    Guarda, io non ho tessere di partito, e da questa posizione ti porto un esempio inventato: mettiti nei panni del sessantenne di Rifondazione, che ha vissuto il travagliato passaggio dal PCI in poi. Un legame di riconoscenza, affettivo lo ha sempre legato ai partigiani comunisti che hanno combattuto per l’Italia libera dal fascismo. Con quale stato d’animo pensi che possa portare la sua bandiera in manifestazione? Con gioia. Anche con orgoglio. Soprattutto perché sa che i politici di ora e la politica di ora non sono nati dal nulla, non sono sganciati da quegli anni. Lui porta memoria.
    Perché trattare le cose della storia avulse da tutto? Perché appiattire le cose sul presente? Perché mettere da parte i simboli? Il 25 aprile non si festeggia miss Italia ma un evento storico-politico! Perché non rendere veramente onore a quelle persone che combatterono?

    @Lorenzo. Caro Lorenzo ti capisco. Non è facile il lavoro della memoria storica, non è facile approfondire. Richiede tempo e voglia. Dire che “questi discorsi non ci competono e non ci è dato trattarli con esaustiva completezza, perchè noi non eravamo lì e non l’abbiamo vissuto” significa arrendersi prima del tempo, prima ancora di essersi dati la possibilità di approfondire, è una resa. Dai, coraggio, non chiudiamoci nella posizione difensiva di tutti quelli che scelgono di credere a parole vuote, a slogan non spiegati, a bandiere portatrici di voto solo perché è più facile e fa vivere in pace.

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  13. avatar Lorenzo Locatelli

    04/26/2010, 02:57 pm

    @Hur è piacevole avere un dialogo fra le parti e di certo aiuta a crescere.
    Non intendevo arrendermi sul discorso, ci mancherebbe, ma mi rendo conto che andare a comprendere appieno una situazione storica come quella, sia complesso, appunto perchè non abbiamo un’esperienza diretta in proposito.
    La cosa migliore, come dici tu, è capire e comprendere, mettendoci tanto tempo, voglia e passione.

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  14. avatar Hur

    04/30/2010, 10:12 am

    @Francesco. Peccato non essere riusciti a continuare il discorso. In cambio regalo a tutti uno spunto di riflessione sul tema della LIBERTA’:
    “Da qualche parte, ai piani alti di un’importante organizzazione, un manipolo di superesperti “declassa” l’economia di un’intera nazione. E quell’intera nazione va a picco. Roba che neanche la Spectre. Però siccome io ogni tot metto una croce su una scheda fingendo di scegliere chi mi governa, allora avrei l’immensa fortuna di vivere nel Mondo Libero. Che c**o.”

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