25 APRILE, OGGI. E’ GIUNTO IL MOMENTO DI “LIBERARSI” DAGLI INETTI?

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25aprile

Oggi tutta Italia festeggia quella che, forse, è la ricorrenza più sentita e importante della nostra storia recente. In questo stesso giorno dell’anno 1945, infatti, le città di Milano e Torino venivano liberate dalla presenza delle truppe nazifasciste ed in contemporanea il generale tedesco Günther Meinhold si arrendeva formalmente al CLN (Comitato di Liberazione Nazionale) ligure. Il giorno successivo, le truppe alleate entravano nelle città del Nord Italia.

Il 27 aprile 1945 Benito Mussolini, che indossava una divisa da soldato tedesco, fu catturato a Dongo, in prossimità del confine con la Svizzera, mentre tentava di espatriare assieme all’amante Claretta Petacci. Riconosciuto dai partigiani, fu fatto prigioniero e giustiziato il giorno successivo 28 aprile a Giulino di Mezzegra, sul lago di Como; il suo cadavere venne esposto impiccato a testa in giù, accanto a quelli della stessa Petacci e di altri gerarchi, in piazzale Loreto a Milano, ove fu lasciato alla disponibilità della folla, che infierì sul cadavere per ore.

Sono passati 66 anni da quella data storica, ma ancora oggi questo giorno di festa viene ribaltato e utilizzato dai politicanti di turno a proprio piacimento. Da una parte la “sinistra” (o ciò che ne rimane) lo usa come mezzo di propaganda politica, dall’altra la “destra” si fa trovare sempre spiazzata di fronte al senso di questa ricorrenza (senza una reale motivazione). Cosa peggiore, c’è chi quel giorno nemmeno era nato, ma tenta di darne comunque una propria interpretazione senza valutarne obiettivamente i fatti e storpiandone il significato, solo per fare le solite chiacchiere da bar.

CONTINUA DOPO IL SALTO

il-25-aprile-1945-pagina-storica-corriere-della-seraA questo punto noi giovani, parte di quella che è ormai la nuova generazione, ci poniamo soltanto una domanda: è davvero questa l’Italia che si voleva ricostruire, quella dei giorni nostri? Ad oggi, forse, noi tutti dovremmo comprendere la necessità di ripartire, “liberandoci“ innanzitutto dall’inettitudine e dall’inutilità di tanti politici, di tutte le parti e colori senza esclusione alcuna.

La strada del ’business‘ , il modo in cui si intende oggi la politica, ha ormai raggiunto binari diversi ed incompatibili con i bisogni e la necessità vera del Paese: forse, dovremmo cominciare a trattare i professionisti della politica in modo diverso, così come si trattano i dipendenti di un’azienda.
Se si dimostrano incapaci, vanno licenziati, se rubano, devono andare in galera, e se danneggiano la Nazione, ne rendano conto ai loro titolari, ossia i cittadini.

Ad oggi una frase di quell’epoca ci colpisce, perchè ancora attuale: “L’Italia è libera e l’Italia risorgerà“. Attendiamo inerti o dopo 66 anni vogliamo fare noi la differenza?
Forse, i giovani possono tornare a comprendere questo sentimento e realizzare quel sogno che è ancora la speranza di tutti, ovvero, prendere le redini della nostra società e mostrare la reale differenza e intraprendenza delle nuove generazioni.

— Per leggere tutte le notizie e le foto di Paderno 7 sul 25 aprile – Liberazione di Paderno Dugnano, clikka qui oppure sull’omonimo tag in fondo ad ogni articolo correlato —

 

4 Risposte

  1. avatar benito

    04/25/2011, 01:06 pm

    ormai in Italia non esiste piu’ ormai da anni la sinistra, la destra od il centro. E’ tutto un calderone di idee confuse, dove i politici hanno la possibilista’ di spaziare, muoversi da un fronte ad un altro, cambiare pelle o farsi portare dal vento.
    In realta’, tutto si muove per questioni d’interesse personale o di gruppo. L’ideale non esiste piu’. Tutto e’ praticamente in vendita ed i cittadini rappresentano la merce di scambio. Il risultato di tale “politica” e’ quella oggi di vedere l’Italia in ginocchio, irriconoscibile, senza piu’ futuro, derisa da tutto il resto del mondo…dove il popolo vive della ricchezza accumulata dal passato e che presto consumera’.

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  2. avatar Gianni

    04/27/2011, 09:52 am

    L’Italia dopo la seconda guerra mondiale è risorta, grazie a uno statista allevato nell’Impero Austroungarico e dal quale aveva capito come lo Stato Nazione fosse un limite e non un fine da realizzare. Dopo De Gasperi e il piano Marshall è arrivato il boom, si è creata una rete autostradale tra le più grandi al mondo.
    La domanda dovrebbe essere secondo me, da quando quello spirito propulsivo ha iniziato a spegnersi.
    Io non sono uno storico ma segnalo solo un paio di eventi contemporanei: Dossetti che ha abolito di fatto la legge uninominale per il senato impedendo che scontri frontali come quelli del 48 facessero nascere a sinistra uno schieramento pronto a governare (come lo è diventata la sinitra francese grazie a Mitterand) e congelando Togliatti e i suoi eredi nella loro egemonia e il benservito dato allo stesso De Gasperi.

    Se pensiamo a uno statista come lui che ha governato in fondo pochi anni pensiamo alla ricostruzione e all’Europa. Quali grandi riforme storiche segnalano invece il percorso di Andreotti che ha governato moltissimo di più?

    Finché eravamo sotto l’ala protettiva degli Usa questo non si sentiva e potevamo goderci le nostre elezioni dove tutto rimaneva sempre uguale…dopo è stato il disastro e se la vecchia generazione di politici era oramai arteriosclerotica ma aveva cmq fatto la resistenza e la ricostruzione i loro allievi sono nati nelle segrete stanze dei partiti e non sanno gestire un mondo competitivo come questo…

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  3. avatar Lorenzo Locatelli

    04/27/2011, 10:06 am

    @Gianni non solo gli “allievi” non sanno gestire un mondo competitivo, ma hanno del tutto smarrito il senso per il quale si fa politica.
    Lo si intende oggi come un lavoro, dove si possono fare molti soldi ed ottenere potere, come se si facesse parte di una casta elitaria.
    Nessuno gli spiega che il vero potere, in una democrazia, in una repubblica, è in mano al popolo.
    Se non lo capiscono, forse dovremmo prendere provvedimento, no?

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  4. avatar giuseppe dellavalle

    04/28/2011, 07:45 pm

    Le truppe tedesche si erano arrese a Caserta fin dal 22 Aprile
    Il 27 il gen Wolff presentò a Lucerna,agli incaricati della OSS,la delega di Graziani per comprendere anche le truppe della RSI.
    Alle 14 del 29 fu apposta la firma ufficiale dei plenipoteziari a Caseta. il cessate il fuoo fu stabilito per il 2 Maggio alle ore 14 per ragioni logistiche di comunicazione a tutti i reparti tedeschi e alleati.

    Mussolini non si sa ancora con certezza quando e dove fu ucciso, Senz’altro non a Giulino di Mezzegra . Quanto riportato è soltanto un resoconto apparso sull’Unità contenete molte incongruenze .

    Questo solo per cercare di sfatare delle leggende che ci trasciniamo da tempo
    DELLAVALLE

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