A CENA CON PADERNO 7, LE RICETTE: “POLPETTE CROCCANTI DI RISO”. IL POTERE CALORICO ED ENERGETICO DEL RISO

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A Cena Con Paderno 7 (www.paderno7onair.it)Dopo la pausa della settimana scorsa per il 150° Unità d’Italia, tornano le ricette domenicali di Paderno 7. Parleremo quest’oggi di un piatto davvero sfizioso, come avrete visto dal titolo.

No, non si tratta di supplì: si tratta di semplici ma sfiziose polpette di riso.
La procedura non è per niente difficile ma richiede del tempo; l’ideale è preparare l’impasto, dargli la forma e metterle nel congelatore, pronte da essere fritte all’ultimo momento per un appetitoso aperitivo!

Ingredienti per circa 20 polpetteCrocchette di riso 2 (www.paderno7onair.it)

500g di riso Roma
200g di formaggio grattugiato (Parmigiano o Pecorino)
2 uova
prezzemolo e aglio q.b.
olio di semi di arachidi q.b.

Tempo di preparazione: circa 45 minuti + tempo di raffreddamento del riso

Il consiglio è quello di preparare il riso un giorno prima della preparazione, così da poterlo lavorare più facilmente e non rischiare che le polpette perdano forma durante la cottura.

Esecuzione

Cuocere il riso in acqua bollente salata – per il tempo di cottura leggere sulla confezione del riso.
Lasciare raffreddare.
Una volta raffreddato il riso, aggiungervi le uova, il formaggio grattugiato e un trito di prezzemolo e aglio.
Lavorare il tutto fino ad ottenere un composto omogeneo.
A questo punto, con le mani, dare la forma preferita per le polpette.

DOPO IL SALTO, IL RISO E LA SUA DIGERIBILITA’


Crocchette di riso 1 (www.paderno7onair.it)Dopo averle preparate tutte, passare alla cottura in olio bollente (per la frittura vedere ricetta “Vellutata di ceci profumata al rosmarino con melanzane croccanti”); lasciare assorbire l’olio in eccesso su carta assorbente e servire.

Tra Scienza e cucina …
Il Potere calorico ed energetico del Riso

Nonostante le sue origini cinesi, il riso ha occupato sin da subito un posto decisivo nell’agricoltura del nostro Paese, tanto che l’Italia ne è tutt’oggi il principale produttore europeo. Le molteplici qualità di questo cereale ne hanno fatto un pilastro della “dieta mediterranea”, quasi al pari della pasta.

Da un punto di vista chimico, il riso rientra nella classe dei carboidrati, più specificatamente tra i carboidrati complessi. Vista la loro complessità strutturale, questi ultimi vengono assimilati molto lentamente dal nostroriso1 organismo costituendo fonti energetiche “a rilascio graduale”, a differenza di zuccheri semplici che, invece, sono una fonte di energia immediata.

La principale componente del riso è l’amido. L’amido è un polisaccaride costituito da due polimeri del glucosio chiamati amilosio e amilopectina, entrambi scissi dagli enzimi salivari, pancreatici ed intestinali del nostro organismo sino ad ottenere singole molecole di glucosio a noi utili. In particolare, l’amilopectina è un polimero ramificato del glucosio e questa caratteristica lo rende più facilmente attaccabile dai suddetti enzimi e, di conseguenza, più facilmente digeribile; nel riso, la digeribilità è inoltre aumentata dal volume ridotto dei granuli di amido e dalla quasi totale assenza di cellulosa.

Riguardo la componente proteica del riso, invece, è da sottolineare l’assenza di gluteline e prolammine, generalmente presenti nei cereali tra cui frumento, farro e orzo… Gluteline e prolammine sono responsabili della formazione del glutine; il riso, quindi, è un alimento adatto anche a chi soffre di celiachia o intolleranze simili. Le proteine presenti nel riso sono di discreta qualità e, se associate a quelle dei riso_pianta2legumi, diventano quasi paragonabili a quelle della carne.

La componente lipidica è costituita soprattutto da acidi grassi essenziali (acido linoleico e linolenico), i cui benefici sono stati brevemente descritti nella ricetta “Frittelle di carnevale con crema alle nocciole” (clikka qui per la ricetta).

Infine, ricordiamo che il riso ha un basso contenuto di sodio, ed è quindi indicato per chi soffre di ipertensione o, semplicemente, per chi vuole ridurre la ritenzione idrica, ma un alto contenuto di selenio, elemento essenziale soprattutto per il suo ruolo nell’eliminazione dei radicali liberi.

— Se vuoi conoscere tutte le altre ricette di “A Cena con Paderno 7” e scoprire cosa ti consiglia Irene, clikka qui oppure sull’omonimo tag alla fine di ogni articolo della rubrica —

 

6 Risposte

  1. avatar Davide

    04/01/2011, 12:32 pm

    Ciao! scusa non voglio essere il professore di turno, ma c’è un errore e una contraddizione nei due articoli (in quello qui sopra e in quello che citi).
    In uno affermi questo: “Per fibra alimentare si intende un insieme di polisaccaridi (ossia carboidrati) vegetali – quali amido e cellulosa – che non vengono assimilati dal nostro organismo; non hanno quindi alcun valore nutrizionale ma sono comunque utilissime per diversi aspetti.”
    In questo articolo invece all’inizio di “tra scienza e cucina” affermi di nuovo che l’amico da parte della fibra alimentare ma che comunque ci sono degli enzimi che lo digeriscono e che lo rendono disponibile contraddicendoti con quello che hai detto in precedenza.
    O sono io che mi sono rimbambito di botto e non capisco più l’italiano o credo che tu abbia fatto un po’ di confusione: l’amido non fa parte della fibra alimentare e penso sia la più diffusa fonte di energia che possiamo ottenere dal mondo vegetale.
    Per fibra si intende tutti quei carboidrati che non possiamo digerire, come la cellulosa, le pectine, ecc ed ha la sua ben nota utilità al’organismo (e non solo).

    Non volevo essere ne polemico ne saputello :P bye!

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  2. avatar Davide

    04/01/2011, 12:33 pm

    errore di battitura: affermi di nuovo che l’amido fa parte della fibra alimentare

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  3. avatar Irene

    04/01/2011, 02:27 pm

    Ciao Davide!Io ti ringrazio tantissimo per questa tua attenzione, anche perchè vuol dire che segui quello che scrivo ed effettivamente non posso darti torto, anzi, devo DARTI RAGIONE!
    La confusione c’è stata in quanto non ho sottolineato (distrattamente e stupidamente) l’esistenza dell’AMIDO RESISTENTE, che è una forma dell’amido che non viene digerita dagli enzimi del nostro organismo e rientra perciò nelle “fibre alimentari”.
    L’amido resistente si forma ad esempio in seguito ad una ricristallizzazione dei granuli in seguito al raffreddamento-la pasta fredda ha un indice glicemico inferiore rispetto a quella appena cotta-
    Detto ciò, ora vedrò come provvedere, intanto ti ringrazio nuovamente!

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  4. avatar Irene

    04/01/2011, 02:38 pm

    Gli errori saranno cancellati al più presto, in una e nell’altra parte!

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  5. avatar Davide

    04/02/2011, 11:32 am

    esssssatto! :) pasta fredda, patate lesse “del giorno dopo”, pane raffermo ecc..
    Grazie l’amido resistente a volte nelle diete compaiono dei cibi che diresti: ma! ma! x)

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  6. avatar Irene

    04/02/2011, 12:40 pm

    Bene, equivoco risolto, effettivamente ho omesso un “piccolo” dettaglio xD
    Grazie ancora Davide, spero di trovare altri commenti nelle prossime ricette, di correzione e non! :)

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