“ALLE GIRAFFE CON CARLOTTA”, IL FILM DEL WEEKEND: A SPASSO CON BOB

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A SPASSO CON BOB

Sabato 19/11: 15.00; 17.10; 19.20; 21.30; 23.40
Domenica 20/11: 11.40; 15.00; 17.10; 19.20; 21.30

TRAMA: James Bowen (Luke Treadaway) è un musicista di strada a Londra, senza un tetto sulla testa e schiavo dell’eroina. La sua vita cambierà grazie all’incontro con un gatto rosso, trovato a gironzolare nel suo quartiere popolare di Tottenham. Per curarlo da una ferita, James trova la forza di alzarsi al mattino, ma la cura è reciproca: anche il piccolo felino non lo lascia mai. La loro storia di amicizia farà il giro del mondo rendendoli due celebrità.

VOTO:

COSA CI PIACE: Tratto da un’incredibile storia vera, raccontata nel best-seller internazionale A streetcat namedlocandina Bob pubblicato nel 2012, A spasso con Bob è un’inconsueta e dolcissima storia d’amicizia che – scegliendo un tono leggero e spensierato – si sviluppa restando sempre in bilico tra commedia underground e dramma neoralista. Le vicende di questo ragazzo e del suo gatto persi nel mondo colpiscono subito al cuore, diventando un inno alla vita e alla possibilità dei miracoli.

Il film convince nel costruire  l’esclusivo rapporto tra James e Bob, che viene raccontato senza cadere in facili stereotipi o situazioni patetiche desiderose di strappare la lacrima a tutti i costi. Il regista Roger Spottiswoode evita inoltre la trappola di un’eccessiva edulcorazione da commedia; quella che vediamo sullo schermo non è la solita Londra da cartolina, anzi, le prime sequenze potrebbero quasi arrivare da un film di Ken Loach per il crudo realismo e la durezza dello sguardo nel restituire gli homeless martoriati dal freddo, affamati, con gli abiti sudici e invisibili ai passanti.

Ottimo il protagonista Luke Treadaway, davvero credibile nello scrivere sul proprio corpo i segni della sofferenza per l’astinenza da eroina e del dolore, oltre che essere bravissimo come artista di strada (è lui che suona e canta tutti i brani). Ma la scena gli viene continuamente rubata dal gatto Bob nel ruolo di se stesso (!), con la sua presenza imponente e certi sguardi che bucano lo stesso.

a-streetcat-named-bob-movie-650x365COSA NON CONVINCE: Nel momento in cui il film sposta il focus dall’amicizia tra James e Bob, ecco che puntualmente viene declassato nel pantano della mediocrità.

La forza della storia è infatti continuamente stemperata dalla volontà di aumentarne il pathos, assegnando a James indegne trame secondarie: un interesse amoroso per una squinternata di quartiere che pare una copia sobria di Courtney Love, un amico che muore di overdose e un conflitto con un padre (nel libro nemmeno accennato) che lo avrebbe abbandonato da piccolo costituendo così, in modo estremamente schematico e naif, l’unica causa della sua tossicodipendenza. Che peccato.

 

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