“ALLE GIRAFFE CON CARLOTTA”, IL FILM DEL WEEKEND: ALLA RICERCA DI DORY

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ALLA RICERCA DI DORY

Sabato 24/09: 14.00; 14.50; 16.20; 17.00; 18.30; 19.10; 20.40; 22.5058591_ppl
Domenica 25/09:
10.50; 11.30; 14.00; 14.50; 16.20; 17.00; 18.30; 19.10; 20.40; 22.50

TRAMA: Nella mente della smemorata pesciolina Dory riemergono all’improvviso frammentari ricordi del passato, che la spingono ad avventurarsi nell’oceano alla ricerca dei genitori dai quali è rimasta separata da piccola. Nella sua spericolata ricerca, Dory sarà accompagnata ancora una volta da Nemo e dall’ansioso Marlin.

VOTO:

COSA CI PIACE: Solo la Pixar poteva riuscire a far brillare di luce propria un sequel prodotto esclusivamente per esigenze commerciali, sfruttando ancora dopo tredici anni l’indimenticata fama del suo progenitore: Alla ricerca di Dory non cerca di reinventarsi il classico, ma piuttosto di ricalcarne la struttura narrativa per creare qualcosa di inedito. Alla regia torna Andrew Stanton, uno dei registi più talentuosi e dal tocco più personale della casa Pixar, che ha basato la sua poetica sull’idea dell’abbandono e del ritrovarsi perduti senza speranza (ricordiamo su tutti Alla Ricerca di Nemo Wall-E).

Dory non è più una spalla ma la protagonista, unico e vero motore del racconto scelto per mostrare ai più piccoli l’importanza di accettare se stessi e di imparare a conoscere le proprie debolezze per aggirarle, usandole come forza e mai come limite. Alla ricerca di Dory è un film delicato ed emotivamente onesto sull’handicap, inteso in senso lato come svantaggio fisco o psicologico: Stanton mette in scena un meraviglioso universo sottomarino di freaks, dalla smemorata pesciolina azzurra al piccolo Nemo, (nato con una pinna più piccola dell’altra), dall’irascibile e misantropo polipo Hank alla balena miope Destiny, fino ad arrivare al beluga ipocondriaco Bailey.

alla-ricerca-di-dory-2Ma la pellicola svela l’anima più insostituibile quando mette in scena il meccanismo dei ricordi di Dory, che ritrova se stessa e il suo passato attraverso flashback, oggetti rivelatori, canzoncine e filastrocche in una continua e commuovente rivelazione.

COSA NON CONVINCE: Il film si perde quando cerca di ricalcare e amplificare a ogni costo la struttura narrativa del prequel. La pellicola si basa infatti sul medesimo assunto, una ricerca folle lungo distanze impossibili per i protagonisti, eppure non riesce mai a restituire quel medesimo senso di “tutto è perduto”. Tutto ciò che accade è ad un livello superiore di assurdità e implausibilità, e questo non aiuta certo il confronto.

 

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