“ALLE GIRAFFE CON CARLOTTA”, IL FILM DEL WEEKEND: BATMAN V SUPERMAN

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BATMAN V SUPERMANBatman V Superman

Sabato 02/04: 14.30; 15.00; 17.30; 18.00; 20.30; 21.00; 23.25
Domenica 03/04:
14.30; 15.00; 17.30; 18.00; 20.30; 21.00

TRAMA: Dopo gli eventi che hanno quasi portato alla distruzione di Metropolis, Batman (Ben Affleck) inizia a chiedersi se l’alieno Superman (Henry Cavill) non sia una minaccia per l’umanità. Anche l’opinione pubblica si divide: Superman deve considerarsi un prezioso eroe o un’arma potenzialmente incontrollabile? Intanto, il folle magnate Lex Luthor (Jesse Eisenberg) decide di approfittare dell’attrito tra i due supereroi per assecondare le proprie mire.

VOTO: 3

COSA CI PIACE: Vorrei dire gli effetti speciali, ma sono tanto abusati ed eccessivi che alla fine risultano come un insopportabile fracasso fine a se stesso.

Quindi niente.

COSA NON CONVINCE: È stata dura, durissima riprendersi dalla visione di Batman V Superman, non tanto per la delusione (l’operazione intentata da Snyder era sospetta sin dal suo annuncio), quanto per lo shock e l’incredulità di aver assistito a un film di tale bruttezza. Incredibile come si possano buttare via 400 milioni di dollari e un intero anno di post-produzione per mettere al mondo un film senza alcuna apparente ragion d’essere mentre c’è ancora gente che muore di fame.

Se l’intento principale della Warner era quello di inaugurare un filone DC Comics che potesse dar fastidio ai cugini della Marvel, i nostri cari Avengers, X-Men e compagnia bella possono dormire sonni tranquilli. Lo scontro tra Batman e Superman non è altro che una carnevalata, una storia incoerente e puerile sublimata nel più banale e inutile dei blockbuster. Insomma, si era tanto sparlato a priori di come la scelta di Affeck avrebbe rovinato il personaggio di Batman nonché l’intero film, ma alla fine il povero Ben risulta essere il minore dei mali (a parte che l’attore si è pompato a tal punto da sembrare più Mickey Rourke che il cavaliere Oscuro, ahimè!).

SupermanI problemi sono infatti ben altri, a partire da un intreccio incongruente e confusionario: non si capisce quale sia il punto della disputa, né il motivo dell’agire malefico dello psicotico Lex Luthor (versione macchiettistica e demente di Jocker), né le ragioni profonde che muovono i due supereroi (due patetici scervellati in balia degli eventi), né la presenza di personaggi forzati e ridondanti come Lois Lane (povera Amy Adams), Alfred (c’era bisogno di scomodare Jeremy Irons?) e soprattutto Wonder Woman, che sul finale ricompare dal nulla così come dal nulla era arrivata. Stesso discorso per le ambientazioni: si passa da Metropolis a un’isola dell’Oceano Pacifico, da Gotham City a un villaggio in Africa per poi finire a Washington senza alcuna soluzione di continuità, mentre le frequenti e sconnesse sequenze oniriche buttate qua e là per far finta di approfondire la psiche dei protagonisti hanno quasi più senso delle scene reali.

Coronano lo sfinimento dello spettatore attonito una serie di esplosioni ed effetti speciali tanto esagerati e rumorosi che in confronto i Transformers sono eleganti, nonché qualche riflessione pseudofilosofica di Superman sul senso della vita umana che metterebbe in imbarazzo la popolazione di Krypton. Le infinite due ore e mezza di pellicola si concludono con dieci finali diversi uno dietro l’altro, in uno sfoggio di pathos e di un’enfasi fuori luogo che mettono solide basi per il già annunciato sequel.

Che Dio ce ne scampi.

 

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