“ALLE GIRAFFE CON CARLOTTA”, IL FILM DEL WEEKEND: BROOKLYN

, , Lascia un commento

BROOKLYN

Sabato 26/03: 14.40; 16.50; 19.15
Domenica 27/03:
14.40; 16.50; 19.15

TRAMA: Irlanda, 1952. La giovane Eilis Lacey (Saoirse Ronan) vive nel suo paesino natale con la madre e la sorella maggioreBrooklyn, fino al momento in cui quest’ultima le propone di trasferirsi in America, dove vi sono maggiori possibilità di trovare un lavoro soddisfacente. Arrivata a Brooklyn, la ragazza si ambienta a fatica e combatte con un’insopprimibile nostalgia di casa, fino a che non conoscerà un affascinante gentiluomo italoamericano (Emory Cohen). Ma quando un evento inatteso la costringerà a tornare a casa, Eilis rimetterà in discussione la sua nuova vita.

VOTO: 6/7

COSA NON CONVINCE: Stavolta è necessario partire da cosa proprio non va. Brooklyn ha infatti un difetto congenito, di sostanza, che prescinde da qualsiasi sua realizzazione concreta: quello di essere un melò alla Harmony, un cinema per signore, una storia d’amore assolutamente convenzionale con non pochi tratti da soap opera.

Protagonista una giovane donna coraggiosa che affronta peripezie già viste e straviste, all’interno di una ruffiana vicenda di immigrazione dai buoni sentimenti che vede un abuso di stereotipi sugli irlandesi e sugli italiani, oltre ad essere un’apologia cieca e incondizionata degli Stati Uniti, isola di salvezza e di nuovi inizi.

COSA CI PIACE: Veniamo invece agli inaspettati lati positivi. È innegabile che Brooklyn sia un film graziosissimo, poco tragico ma molto intimista e solare, dal tocco leggero e ironico. Non per niente dietro alla sceneggiatura c’è quel talento di nome Nick Hornby, che ha elevato questo melodrammone tradizionale a un elegante ritratto femminile e di affermazione personale. Lo scrittore inglese adatta allo schermo il romanzo omonimo di Colm Toibin dimostrando ancora una volta di saper maneggiare alla perfezione anche del materiale narrativo non suo (ricordiamo Wild e soprattutto An Education, che gli era valsa la candidatura all’Oscar), riuscendo così a personalizzare la vicenda e a evitare i consueti eccessi del genere.

Brooklyn 2L’altra indiscutibile gemma del film è proprio la protagonista Saoirse Ronan, giovane attrice dal viso di porcellana lanciata a 13 anni con Espiazione (era il 2007), che con questa performance passa definitivamente all’età adulta a livello cinematografico, guadagnandosi anche una nomination come miglior protagonista femminile: è soprattutto nell’esprimere l’innocenza e la tremenda nostalgia di casa attraverso il solo – disarmante – sguardo che l’attrice riesce davvero a bucare lo schermo.

Menzione speciale meritano i colori luminosi e cangianti della fotografia di Yves Bélanger (dominano su tutti il giallo e il verde), così come le carrellate sui panorami dell’Irlanda, una patria tanto stereotipata nelle scene con protagonisti gli abitanti pettegoli e retrogradi quanto mozzafiato in quelle silenziose panoramiche dei paesaggi inconfondibili.

 

Lascia un Commento

(*) Obbligatorio, il tuo indirizzo Email non viene mostrato

Immagine CAPTCHA
*