“ALLE GIRAFFE CON CARLOTTA”, IL FILM DEL WEEKEND: DOCTOR STRANGE

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DOCTOR STRANGE

Sabato 05/11: 14.20; 15.40; 16.20; 18.00; 19.00; 20.20; 21.20: 22.45;
Domenica 06/11: 11.00; 11.30; 14.20; 15.40; 16.40; 18.00; 19.00; 20.20; 21.20; 22.45

TRAMA: Stephen Strange (Benedict Cumberbatch) è un eccentrico neurochirurgo di fama mondiale le cui mani restanoDoc Strange gravemente danneggiate in seguito ad un incidente stradale. Disperato e disposto a tutto pur di ottenere una guarigione che sembra impossibile, Strange si reca a Kamar-Taj, un’isolata comunità del Nepal guidata dall’Antico (Tilda Swinton), che lo inizierà alle Arti Mistiche. Strange scoprirà così l’esistenza di altre dimensioni e di forze oscure che minacciano il nostro mondo.

VOTO:

COSA CI PIACE: È con i suoi personaggi minori che la Marvel si concede di osare di più, finendo per esprimersi al meglio: questo Doctor Strange ne è la dimostrazione, una boccata d’aria fresca che ricorda subito che cosa aveva impressionato dei primi film dei Marvel Studios. Un prodotto con una consistenza umana decisamente più accentuata che stabilisce una frattura nel mondo dei supereroi, sostituendo poteri mistico-esoterici a quelli ipertecnologici.

Il film riesce a distribuire in dosi sopportabili le inevitabili sentenziosità new age e a usarle come mero materiale narrativo, come innesco di racconto, senza in fondo prenderle troppo sul serio. L’ingrediente speciale è ancora una volta l’autoironia, quella che aiuta a riportare sulla terra la vicenda grazie a gag spassose e attori di serie A che fanno respirare i propri personaggi, a partire dall’insuperabile Benedict Cumberbatch perfetto nei panni megalomani ed egocentrici di Strange e da una Tilda Swinton più mutante e androgina che mai.

nullIl regista Scott Derrickson preme coraggiosamente l’acceleratore sulla dimensione visiva in maniere che non era facile aspettarsi, creando un complicato coacervo di trip psichedelico anni ‘70, architetture grafiche alla Escher e caleidoscopi che trova nella confusione il proprio ordine: caotico come pochi, Doctor Strange è in realtà matematicamente ordinato per non far perdere mai l’occhio dello spettatore nei suoi labirinti.

COSA NON CONVINCE: La storia che il film ci racconta, le infinite possibilità che apre e anche i poteri che questi nuovi personaggi hanno, sono qualcosa di assolutamente inedito per la Marvel, eppure – davanti all’ennesimo spiegone di un piano malvagio che potrebbe significare la fine del mondo – capiamo che siamo nuovamente davanti ad una origin story la cui struttura e le dinamiche sono sempre le stesse.

 

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