“ALLE GIRAFFE CON CARLOTTA”, IL FILM DEL WEEKEND: OMICIDIO ALL’ITALIANA

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OMICIDIO ALL’ITALIANA

Sabato 11/03: 14.50; 17.10; 19.10
Domenica 12/03: 
11.20; 14.50; 17.10; 19.10

TRAMA: Acitrullo è un paesino sperduto di sedici abitanti, nell’entroterra abruzzese, tutto anziani e rovine. Quando la vecchia contessa del paese muore improvvisamente a causa di soffocamento da cibo, al sindaco, Piero Peluria (Maccio Capatonda), viene l’idea di sfruttare l’avvenimento fingendo che si tratti di un efferato omicidio, così da attirare l’attenzione dei media e trasformare la località in un macabro luogo d’interesse.

VOTO:

COSA CI PIACE: Si sa, Maccio Capatonda è un campione della comicità demenziale, quasi surrealista, ma concovermd_home quest’ultimo Omicidio all’italiana ha davvero superato se stesso, ideando una pellicola anarchica e dadaista che mette a nudo i costumi peggiori di una certa Italia a colpi di satira tagliente e precisa, sfottendo pesantemente la smania incontrollabile di massa del morboso voyeurismo da cronaca nera.

Il film mostra infatti una società in cui lo sciacallaggio mediatico è la regola, e in cui la differenza tra fiction e cronaca sta ormai scomparendo agli occhi dello spettatore: la giustizia, ormai, sembra essere decretata col televoto. Tratteggiata in maniera incisiva e inquietante, quella che sfila ad Acitrullo è una fauna di maschere in via di disumanizzazione: la generazione selfie, una classe politica che non va oltre le frasi fatte, una polizia assetata di popolarità mediatica, giornalisti che si muovono in branchi famelici, turisti dell’orrore.

Omicidio-All-Italiana-Antonia-Truppo-699x393Con Omicidio all’italiana, Capatonda riesce a trovare il giusto equilibrio tra l’irrefrenabile e discontinuo slapstick demenziale e l’esigenza di una rappresentazione cinematografica: se per Italiano medio il comico era partito da un suo corto concepito per il web e ampliato per l’occasione, qui il soggetto è indipendente e originale – per questo con una costruzione razionale ben più articolata.

La pellicola trascina immediatamente lo spettatore in una voragine comica giocata su idiozie talvolta geniali, con la capacità unica di associare il massimo del basso e del semplice al massimo del sofisticato e dell’ardito, caratteristica che rende Capatonda una delle voci più interessanti da seguire in questo momento.

COSA NON CONVINCE: È difficile negare che il buon Maccio riesca ad essere più diretto e chiaro nei propri intenti quando non li esprime a parole (che spesso si ripetono nelle solite gag), ma con il linguaggio unico delle immagini.

 

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