“ALLE GIRAFFE CON CARLOTTA”, IL FILM DEL WEEKEND: SPLIT

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SPLIT

Sabato 04/03: 22.30
Domenica 05/03: 22.30

TRAMA: Tre giovani ragazze, Claire, Marcia e l’emarginata Casey (Anya Taylor Joy), vengono rapite da Kevin Wendell Crumb (James McAvocy), un uomo affetto da disturbo dissociativo della personalità, nella cui mente convivono 23 identità diverse che entrano in conflitto tra loro. Kevin è in cura dalla psichiatra Karen Fletcher (Betty Buckley), convinta che vi sia un’altra personalità nascosta dentro di lui che attende di venire a galla per dominare sulle altre.

VOTO: 7/8

COSA CI PIACE: Violento, teso e asfissiante, il nuovo thriller di M. Night Shyamalan segna il ritorno di un regista datosplit-universal-final per disperso dalla vecchia gloria de Il Sesto Senso. Ispirato alla tragica e incredibile storia vera del criminale americano Billy Milligan, Split ci porta sin da subito al chiuso e nel buio delle stanze e delle persone. Senza inutili preamboli, Shyamalan torna a fare quello che gli riesce meglio, ovvero arginare personaggi e spettatori in spazi angusti per aprire la porta a una tensione senza ossigeno.

Split è ancora un film piccolo ed essenziale, frutto della collaborazione con uno dei migliori produttori in circolazione, Jason Blum, l’unico che con la sua politica dei costi contenutissimi e del cinema di tensione (anche Whiplash è suo) riesce a tirare fuori dai registi il meglio. Un B-movie dalla regia asciutta e dalla tecnica impressionante, che parte semplice e poi via via che prosegue rende sempre più complessa l’orchestrazione, aggiunge elementi, amplia le ramificazioni seguendo le personalità del protagonista fino al gran finale, in cui convergono elementi di generi diversi.

split-movie-james-mcavoy-endingEd è proprio nella (non) rappresentazione del male incombente che il regista torna a dare il meglio di sé. Funziona meravigliosamente il rapporto tra psicanalista e paziente che si fa spinta narrativa, con il medico della psiche a fungere da detective e indagatore di anime turbate e di oscuri misteri di sangue. Gli occhi sono tutti su di lui, l’attore più talentuoso e appassionato della sua generazione, James McAvoy, che rende credibile anche l’impossibile senza mostrare sforzo alcuno.

Inaspettatamente, il protagonista assoluto della pellicola è il dolore nella sua forma più alta: se da una parte esso è inteso come condanna, come ferita destinata a sanguinare per sempre senza mai trovare pace in una cicatrice, dall’altra Split lo eleva a maestro di vita, capace di forgiare spiriti superiori.

COSA NON CONVINCE: Split è talmente riuscito come film di genere da andare oltre i suoi stereotipi e aprire nuovi scenari narrativi e filosofici. Quindi non aspettatevi uno dei soliti horror scemi, ne rimarreste delusi come i miei vicini di poltrona, che si lamentavano dei tempi più lunghi della media.

 

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