“ALLE GIRAFFE CON CARLOTTA”, IL FILM DEL WEEKEND: SUICIDE SQUAD

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SUICIDE SQUADharley quinn

Sabato 10/09: 19.00; 20.20; 21.20; 22.50; 23.40
Domenica 11/09: 11.00; 19.00; 20.20; 21.20; 22.50

TRAMA: Un’agenzia dell’intelligence americana decide di reclutare una banda di supercriminali metaumani per difendere il Paese da un’eventuale offensiva soprannaturale. I leggendari Deadshot (Will Smith), Harley Quinn (Margot Robbie), Capitan Boomerang (Jai Courtney), El Diablo (Jay Hernandez) e Killer Croc (Adewale Akinnuoye-Agbaje) si trovano così costretti ad affrontare una delicata missione di salvataggio in cambio di uno sconto sulla propria pena carceraria; ognuno di loro ha un chip esplosivo installato sul collo, pronto ad attivarsi in caso di ribellione.

VOTO: 5

COSA CI PIACE: È una meravigliosa, folle e provocante figura femminile a salvare Suicide Squad dal disastro più totale: Harley Quinn, ex psichiatra che dal massimo della sanità mentale è portata a diventare il massimo della pazzia solo per amore di Joker, allegoria estrema e romantica di tutte le donne tanto innamorate del proprio uomo da rinunciare a se stesse. La sexy e maliziosamente ironica Margot Robbie, in stato di grazia, sfoggia una performance ipnotica e sottilmente sopra le righe che ci accompagna nella sua intricata e tenera storia d’amore, tra ridicolo, grottesco e sentimentale autentico.

Per il resto, regge bene solo la prima mezz’ora della pellicola – quella più canonica di presentazione dei personaggi principali con microstorie indipendenti ricche di suggestioni e dall’interessante cornice pop-psichedelica – che può vantare un montaggio e un ritmo più frenetico e accattivante, quasi da videoclip musicale (davvero notevole la colonna sonora, che spazia da hit del rap ai grandi classici del rock quali Simpathy For the Devil o Bohemian Rhapsody).

suicidesquad-castCOSA NON CONVINCE: La macchina narrativa finisce molto presto per incepparsi e rendere evidenti le voragini di sceneggiatura. I buchi e le incoerenze narrative sono quasi urlate in faccia allo spettatore, mentre la commistione tra melodramma e ironia, violenza e commedia è mal bilanciata quasi quanto le raffazzonate tematiche messe sul tavolo dai personaggi, intrappolati in dialoghi-stereotipi sul bene e il male, sul riscatto e sull’impossibilità di adattarsi alla normalità. Il sommo autogol è aver dato un ruolo chiave alla strega Incantatrice (Cara Delevingne), svolta kitsch e datata che non si sforza nemmeno di essere lontanamente credibile e segna così una svolta oziosamente fantasy impossibile da gestire.

Ridicola anche la presenza-vetrina di Joker, che – nei mesi di teaser – il circo del marketing aveva fatto spacciare come centrale per le sorti della vicenda: il suo peso specifico è in realtà inconsistente e pretestuoso, mentre la performance di Jared Leto, che puntava ad essere “il miglior Joker di sempre” è così estremizzata e intrappolata nei panni di gangster emo da risultare posticcio e costantemente fuori posto.

Ma delusione più grande dell’intera pellicola sta nella mancanza di coraggio, nell’aver tradito spudoratamente l’anima cattiva, cinica e politicamente scorretta del progetto originario. La squadra suicida, che doveva contare criminali spietati e senza scrupoli, alla fin fine si rivela un timido gruppo di brave persone capitate semplicemente dalla parte sbagliata della barricata. Sono i buoni sentimenti a reggere il racconto, e il tono provocatorio è molto più nella forma che nella sostanza: i protagonisti vengono normalizzati e tenuti al guinzaglio, mentre la loro parabola finisce per rivelarsi disgustosamente positiva e rassicurante.

Meno male che ci pensa la Marvel a regalarci un autentico antieroe come Deadpool.

 

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