“ALLE GIRAFFE CON CARLOTTA”, SPECIALE: AMY, IL FILM EVENTO DEDICATO ALLA CANTANTE AMY WINEHOUSE

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Martedì 15/09: 16.30; 19.00; 21.30;
Mercoledì 16/09: 16.30; 19.00; 21.30;
Giovedì 17/09: 16.30; 19.00; 21.30;

La stella di Amy Winehouse tornerà a brillare nelle sale italiane per tre giorni, da domani fino al 17 Settembre, con un film-evento a lei dedicato, Amy, già definito dalla critica di tutto il mondo «un tragico capolavoro».

Come suggerisce l’eloquente sottotitolo The girl behind the name, il documentario del regista britannico Asif Kapadia intende far conoscere la ragazza Amy prima che il peso della fama la inghiottisse, arrivando dritto alla sorgente del mito. «Sono solo una ragazza che canta», teneva a sottolineare la Winehouse.

Scelta felice per la naturalezza di questo film è stata quella di non prevedere alcuna voce narrante. Il documentario è costruito come un caleidoscopio di toccante materiale, spesso inedito, dedicato alla cantante: fotografie e video girati dalla famiglia, dagli amici, dal manager Nick Shymansky, da Amy stessa, nonché da interviste audio al “maledetto” ex-marito Blake Fielder, al  padre Mitch, alla madre Janis e agli amici più stretti. Si comincia con un filmato casalingo del 1998 nel quale una giovanissima Amy è travestita da Marilyn Monroe per una festa di compleanno, e si finisce 13 anni più tardi con il suo funerale del 2011. Il resto è una battaglia continua tra angeli e demoni, violenti scontri tra dipendenza autodistruttiva e episodi di grande lucidità, interrotte da bellissime interpretazioni di Tears Dry on Their Own e Back to Black.

Le canzoni sono la chiave (del resto, lo sono sempre state), e rappresentano la testimonianza più vera e preziosa della vita della cantante: Kapadia le usa saggiamente come unico filo narrante per ricostruire la sua storia, spesso evidenziando il testo nei sottotitoli per rendere evidenti i punti di contatto tra vita e arte.

Il regista non ha voluto giocare sulla facile carta del vittimismo. La sua tesi è che Amy fosse  un’artista troppo fragile per il suo incredibile talento, dall’autostima inversamente proporzionale alla bravura. La sua vulnerabilità, purtroppo, non è mai stata protetta dagli attacchi dell’industria dell’intrattenimento: persino le persone a lei più vicine (vedi padre e marito) lucravano sulla sua fama. Alla fine, tutto si riduce alle parole pronunciate dalla cantante che s’ascoltano nel film: «Non penso che diventerò mai famosa. Non lo potrei reggere. Diventerei pazza».

È un film che vi farà piangere, ma soprattutto non potrete più darvi pace per la prematura morte dell’artista, prima ancora che potesse regalarci un album numero tre, quattro o cinque.

 

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