BLITZ DEGLI ANIMALISTI IN STATALE. I DANNI DELL’INCOSCIENZA

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Loro, gli “animalisti”, lo hanno definito un momento storico, quello del 20 Aprile scorso, quando cinque attivisti del movimento “Contro Green Hill” (tutti ricorderete la commovente storia dei cagnolini di razza Beagle) hanno fatto irruzione nello stabulario del Dipartimento di Farmacologia dell’Università Statale di Milano mandando all’aria il lavoro dei ricercatori. Il momento storico, effettivamente, c’è stato, ma in negativo: migliaia di euro e anni di lavoro andati in fumo, perché, forse sfugge ai più, i tempi richiesti per queste ricerche non sono affatto brevi, nonché la speranza di trovare cure per quelle malattie che si stavano studiando (tra le altre, molte malattie neurodegenerative). statale2
Non si discute il diritto di manifestare il proprio pensiero, ma il modo di imporlo, commettendo addirittura reati (è stata sporta denuncia da parte del rettore della Statale di Milano). Gli attivisti non si sono limitati ad irrompere in un luogo privato, ma hanno dato sfoggio di gesti plateali che hanno raggiunto l’apice con la manomissione del materiale presente nei laboratori e con la sottrazione di alcuni animali che adesso, tra l’altro, non sanno dove sistemare e chiamano a raccolta i loro sostenitori. Peccato che, oltre ad aver agito capricciosamente senza pensare al lavoro dei ricercatori, non abbiano nemmeno pensato al fatto che i suddetti animali non sono adatti alla vita fuori dal laboratorio, proprio in quanto manipolati ad hoc per determinati scopi.

Per l’ennessima volta gli “animalisti” si sono anteposti a quella che, di fatto, è una legge: la sperimentazione animale non è reato (qui il link alla normativa). Certo, questa riduzione ai minimi termini di una serie infinita di articoli farebbe storcere il naso a chiunque ma forse a molti sfugge che, sebbene possa sembrare un paradosso, gli animali utilizzati nelle ricerca scientifica sono del tutto tutelati. Probabilmente, nell’immaginario collettivo si ha la visione dello scienziato pazzo che raccoglie un topolino per strada, lo porta nel suo laboratorio e lo sevizia a suo piacere: bene, non è così, nemmeno lontanamente. Come è giusto che sia, la sperimentazione animale è nelle mani di autorità competenti, le quali innanzitutto si preoccupano di stabilire se è necessaria o meno e di darne il via libera solo qualora i ricercatori rispettino determinate regole.statale1 Allestire una ricerca utilizzando modelli animali non è facile: i dettami a cui deve attenersi si possono riassumere nella “regola delle 3R”, proposta già nel lontano 1959 dallo zoologo William Russell e dal microbiologo Rex Burch: le tre erre stanno per replacement, ossia sostituzione con metodi alternativi, reduction, riferito al numero di capi utilizzati che deve essere il minimo possibile, e refinement, il miglioramento delle condizioni animali. Quando è possibile, gli esperimenti vengono condotti in vitro ossia non direttamente sull’animale e utilizzando, in alcuni casi, cellule batteriche. A volte, però, a questo approccio si deve preferire quello in vivo. Se vogliamo leggerla in chiave opportunista – per lo scienziato, si intende – vi dirò addirittura che un animale maltrattato non sarebbe di alcun ausilio alla ricerca.

statale3Insomma, è stato arrecato un danno grave, che mette ulteriormente in luce la considerazione per la Scienza in questo Paese in cui, evidentemente, le belle parole e gli slogan ad effetto di alcuni sono più importanti del giudizio competente di altri. Da un lato, si pretende che lo scienziato sia in grado di prevedere anche l’imprevedibile (vedi sentenza circa il terremoto de L’Aquila); dall’altro, gli si punta il dito contro tacciandolo di insensibilità e chi più ne ha più ne metta.

Una domanda, alla fine, mi sorge spontanea: le migliaia di Drosophile melanogaster, meglio conosciute come moscerini della frutta nonché uno dei principali modelli animali usati da sempre, non sono abbastanza degne di salvezza? Voglio dire, di certo non ho mai sentito parlare di animalisti che si battono per degli insetti…Saranno mica proprio loro a creare una distinzione tra esseri viventi di serie A ed esseri viventi di serie B?

 

7 Risposte

  1. avatar Francesco

    04/24/2013, 10:25 am

    È stato un gesto ignorante, compiuto da persone ignoranti ed arroganti…
    Studio ingegneria meccanica e non posso che schierarmi dalla parte dei ricercatori come qualsiasi altra persona che capisca almeno un minimo di scienza, mi piacerebbe sapere se questi 5 idioti sapessero almeno cosa era in fase di test sugli animali.
    Ma almeno sono stati arrestati i ladri?

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  2. avatar Irene Aiello

    04/24/2013, 10:43 am

    Io credo che qui non ci voglia una grande mente per capire che la sperimentazione animale, oggi come oggi (e molto probabilmente lo sarà anche tra cent’anni) è indispensabile. Sul piano etico è chiaro che nascano i più svariati pareri, spesso contrastanti tra loro, ma questo non può e non deve permettere gesti come questi. Gli attivisti non sono stati arrestati, è stata sporta denuncia da parte del rettore della Statale. Io non so quali pene siano previste dalle legge in questo caso, ma qualunque siano mi auguro siano applicate.

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  3. avatar Alessia

    04/24/2013, 10:44 am

    Complimenti per l’articolo che non è una presa di posizione ingiustificata, ma riesce a fornire spiegazioni a chi ne capisce poco ed è supportato da esempi e leggi!
    Il gesto di queste persone è davvero da ignoranti e quello che irrita di più è che da molti, sicuramente, saranno visti come eroi… Mentre gli scienziati che salvano vite con le loro scoperte saranno visti come orchi cattivi da fermare a tutti i costi. Povera Italia!

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  4. avatar Jacopo Erriquez

    04/24/2013, 12:09 pm

    Brava Irene, bell’articolo!

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  5. avatar Stefano

    04/24/2013, 05:18 pm

    Bellissimo articolo! Vorrei anche sottolineare lo scandaloso modo con cui è stata trattata la notizia da parte dei maggiori telegiornali nazionali, che di fatto hanno praticamente ignorato le “ragioni” di scienziati e ricercatori.

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  6. avatar Silvia

    04/24/2013, 08:22 pm

    Non posso che condividere le posizioni dei ricercatori. Quello che mi stupisce e che mi preoccupa è che queste persone non siano state fermate… Va bene poter esprimere le proprie opinioni, ma non si può cavarsela con una denuncia e restare impuniti dopo aver commesso un reato e aver provocato simili danni…

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  7. avatar danoz

    04/24/2013, 08:43 pm

    Grande Irene! Articolo dannatamente giusto nonchè geniale, condivido in pieno!

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