BONUS LIBRI, CASATI E LA MAGGIORANZA BOCCIANO LA MOZIONE DELLA LEGA PER ELIMINARE L’ISEE. ORA IL BONUS SOLO A POCHI

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libri-di-testo_risparmiare-2E alla fine la mozione non passò. Casati e la sua maggioranza di centrosinistra hanno bocciato la mozione presentata dal sottoscritto per conto della Lega e dal resto dell’opposizione che chiedeva l’annullamento dell’indicatore Isee come criterio di accesso al Bonus Libri per gli studenti delle scuole medie (inserito dalla Giunta Casati-Di Maio). E’ risultato palese, purtroppo, come le motivazioni della maggioranza fossero puramente ideologiche e non tenessero conto della realtà quotidiana vissuta dalle famiglie. I loro esponenti, infatti, hanno una chiara distinzione in testa, tra poveri e presunti ricchi, dimenticandosi che in mezzo c’è un’ampia fascia di famiglie da tutelare. Senza considerare che è tutto da dimostrare il fatto che una famiglia con 20.000 euro di Isee possa definirsi benestante.

Ma a prescindere dalla divisione novecentesca tra “poveri buoni” e “ricchi cattivi”, il risultato raggiunto è stato mettere le mani in tasca a quelle famiglie (che si fanno il “mazzo” dalla mattina alla sera per mantenere i propri figli) che non percepiranno più il bonus. Basti pensare che una famiglia con 2 figli prima poteva arrivare a 400 euro di rimborso dei testi di scuola, mentre una famiglia con 3 figli a 600 euro. Quello che questi signori hanno dimenticato è che un conto è il diritto allo studio – che è universale e deve essere garantito a tutti indipendentemente dal reddito – un altro è il diritto ad essere assistiti economicamente dallo Stato in caso di difficoltà. Non si possono confondere i due piani e riconoscere un servizio solo nel secondo caso, perchè significa “monetizzare” i diritti di ognuno e non tutelare tutti i cittadini.

La beffa è stata che la giunta e la maggioranza non hanno avuto il coraggio di assumersi le proprie responsabilità alludendo al fatto che i risparmi sarebbero andati a sopravvenute esigenze educative legate alla disabilità. Peccato per loro che i conti in ordine, lasciati dalla precedente Amministrazione di centrodestra, consentivano di fare l’una e l’altra cosa.

Le bugie hanno ahimè le gambe corte. Ma le famiglie hanno invece la memoria lunga.

 

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