CIBO “NATURALE”, CIBO SALUTARE? “CHIMICO” NON E’ SINONIMO DI DANNOSO. L’ESPERTO DARIO BRESSANINI CI MOSTRA LE PUBBLICITA’ INGANNEVOLI

Naturale e chimico, pubblicità ingannevole

All’aggettivo “chimico” viene spesso attribuita un’accezione negativa quando è associato al cibo (e non solo), soprattutto se utilizzato in antitesi con quella che suona quasi come una parolina magica: naturale. Quindi, chimico pare andare di pari passo con artificiale, non considerando che tutto ciò che ci circonda è chimica, noi stessi in primis. Gli spot che pubblicizzano prodotti alimentari fanno leva proprio su questa contrapposizione, inducendo il consumatore meno informato a pensare che tutto ciò che è naturale è salutare e che, allo stesso tempo, la “chimica” altro non fa che danneggiarci; si dovrebbe, in questi casi, parlare di pubblicità ingannevole, alla cui voce si legge “(…)induce in errore o può pregiudicare il giudizio del consumatore(…)”.

Il professor Dario Bressanini, divulgatore scientifico nonché chimico di professione – e sostenitore dei tanto additati OGM – si addentra spesso in questa diatriba cercando di scindere le uguaglianze chimico=artificiale=dannoso e naturale=salutare, anche perchè, nella maggior parte dei casi, senza l’ausilio di modificazioni da parte dell’uomo nell’industria alimentare, non avremmo tutta questa varietà e, conseguenza peggiore, le intossicazioni alimentari sarebbero all’ordine del giorno per ognuno di noi (riuscite ad immaginare cosa accadrebbe se non fossero utilizzati, ad esempio, i conservanti?).

Su questo argomento ci sarebbe da parlare per pagine e pagine, riportando molteplici esempi, non solo a sfondo prettamente scientifico ma anche facilmente comprensibili ai più. Per ora riportiamo un recente articolo di Bressanini che riguarda lo slogan di un prodotto commerciale di un famoso marchio di salumi, discusso al “Festival della Scienza” di Genova nel 2011. Data la vastità dell’argomento, torneremo certamente a parlarne nella nostra rubrica.

ZERO CHIMICA 100% NATURALE. SI, COME NO!

DOPO IL SALTO, L’ANALISI E LA SPIEGAZIONE DELL’ESPERTO

Uso questa immagine (ndr l’immagine pubblicitaria di cui sopra, tratta dal blog di Dario Bressanini) come introduzione al discorso più ampio sul concetto di “naturale” e di quanto siano stupide le equazioni “naturale = buono” e “artificiale = cattivo”. Entrambe ampiamente sfruttate dal marketing. Da chimico, quando vedo la parola “chimica” usata in senso dispregiativo, bistrattata, umiliata, come nella pubblicità della mortadella qui sopra, mi ribolle il sangue.

Che vuol dire “Zero Chimica”? Forse che nella mortadella Fiorucci non ci sono molecole? Certo che no! Notate che la pubblicità non dice “Zero conservanti” o “Zero additivi” (in quel caso potremmo discutere dei vantaggi o degli svantaggi di quella scelta: vedi alla voce “botulino”). No, dice proprio “Zero Chimica”. E io mi arrabbio.
Si sfrutta a scopi commerciali l’immagine negativa della chimica, senza fornire informazioni realmente utili al consumatore, e allo stesso tempo si contribuisce a perpetuare questa immagine della chimica. È una frase stupida, ma il marketing la pensa diversamente (ho già avuto modo di dire che io e il linguaggio del marketing siamo ortogonali, e mi viene sempre voglia di invadere la Polonia quando sento un grammellot markettaro come questo):

«Obiettivo della campagna – afferma Luca Fiumarella, direttore marketing di Fiorucci – è consolidare ulteriormente l’immagine di un brand già leader, comunicando le caratteristiche della nuova Suprema 100% naturale. Una novità assoluta nel mondo dei salumi perché permette al consumatore di abbandonarsi al gusto e al piacere di una buonissima mortadella senza farsi prendere dall’ansia dovuta alla presenza di conservanti o altri elementi chimici visti come nemici della nostra salute. Suprema 100% Naturale, infatti, è una proposta perfettamente in linea con i trend emergenti di consumo che premiano prodotti completamente naturali; la risposta “giusta” alla crescente richiesta dei consumatori, sempre più alla ricerca del benessere senza tuttavia rinunciare al gusto!»

Hai capito caro consumatore? Non ti devi far prendere dall’ansia per i conservanti (chissenefrega poi se salvano la ghirba ad un sacco di gente, vedi sempre alla voce botulino. Certo, c’è anche il lato negativo ma ne parliano un’altra volta) perché la mortadella Fiorucci “è più che naturale, è supernaturale”.

A: “Questo significa che i conservanti non ci sono?”

B: “Ma stai scherzando vero? Non ci sono “quelli di origine chimica” come dice la pagina web dell’azienda dedicata alla linea 100% naturale (ci sono anche prosciutto cotto e prosciutto arrosto)”

A: “Mavalà dai, non ci credo. Se dicono zero chimica…. Dicono che è una novità assoluta”

B: “Guarda che è scritto bene anche sulla confezione Senza conservanti e antiossidanti di origine chimica. Leggi”

A: “Vabbè, ma tu mi insegni che tutto è chimica e che le proprietà di una sostanza non dipendono dal fatto che sia stata sintetizzata in un laboratorio o in natura”

B: “Infatti. E questa mortadella i conservanti li contiene. Solo che il consumatore non li vuole vedere neanche di striscio e quindi loro non ci mettono quelli di origine chimica. È una frase priva di senso dal punto di vista scientifico, ma il consumatore chennesà?”

A: “Sempre a questionare sulle parole tu. Siete noiosi voi scienziati! Sicuramente invece del nitrito di sodio, di cui mi parlano sempre male, useranno qualche cosa di più naturale, chennesò delle bacche raccolte a mano di una pianta tropicale (coltivata in modo biologico ça va sans dire, zero chimica)”

B: “Mavalà lo dico io ora, gira la confezione e leggi l’etichetta!”

Mortadella suprema naturale

A: “Nitrito di sodio! Ma come? Ma allora mi prendono in giro? Non mi avevi spiegato che una molecola è una molecola è una molecola e che le sue proprietà sono sempre identiche indipendentemente dalla sua origine?”

B: “Certamente. Che sia di origine naturale o meno è pur sempre nitrito di sodio, con le sue proprietà, nel bene e nel male. Comunque è meglio non abusare dei nitriti, te l’ho gia spiegato”

A: “Sissì, mi ricordo, le nitrosammine e tutto il resto. Ma scusa, in pratica che cosa significa che usano nitrito di sodio di origine naturale? Cioè, come fanno?”

B: “Non lo so, bisognerebbe chiederlo a Fiorucci. Se io fossi un tecnico alimentare dell’azienda e un uomo del marketing venisse a chiedermi come fare ad usare conservanti, come fanno altri produttori, ma dandoli “in modo naturale” per poter sfruttare l’idea a scopo pubblicitario, mi inventerei qualche cosa”

A: “E cosa?”

B: “Beh, ad esempio, sai che ci sono dei vegetali, come gli spinaci e il sedano e molti altri, che sono naturalmente ricchi di nitriti e nitrati? Li assorbono dalla terra. Se ci faccio un brodo di cottura questi passano in soluzione, essendo molto solubili. Sono “di origine naturale” no? Comunque sto solo ipotizzando”

A: “Toh guarda, nell’etichetta è segnalato il sedano. Curioso vero?”

B: “Anche l’antiossidante, sarà pure di origine naturale ma è sempre acido ascorbico, vitamina C. Perché poi uno dovrebbe avere paura della vitamina C mi è oscuro, e ancora più oscuro è il perché uno dovrebbe prendersi la briga di usare dell’acido ascorbico di origine naturale”

A: “Beh, questo è facile: ci sono persone, come me, che si fanno fott.., eehm, diciamo che subiscono il fascino irresistibile del termine naturale, e quindi loro usano nitriti e antiossidanti di origine naturale per poter sfruttare la cosa nella pubblicità. Siete un po’ ingenui voi scienziati”

B: “Odio la pubblicità”

Amici chimici che siete in ascolto. È ora di smetterla con l’uso della parola “chimica” come sinonimo di veleno e inquinamento. Per di più denigrata a “scopo di lucro”. Zero chimica “tua sorella”! Dimmi invece quanti ca##o di nitriti contiene la tua ca##o di mortadella, che è una informazione più utile per me consumatore. Mica tutte le mortadelle sono uguali. C’è chi ne usa di più e chi di meno (e certo il colore ne risente). Per conto mio questa azienda ha perso un cliente per sempre.

Fratelli chimici di Internet, “al mio segnale scatenate l’inferno” con i tastini qui sotto. Condividete e diffondete. Facciamo sentire la nostra voce! La chimica è bella, e aiuta a non farsi infinocchiare!

(Fonte: Le Scienze Blog di Dario Bressanini)

Lascia un Commento

Pubblicità:
Ultimi Commenti:
  • Samoilovich: Per esempio facendo credere a Maran (Assessore ai Trasporti del Comune di Milano) che fosse necessario...
  • Samoilovich: La volontà del Comune di Milano. Già.. peccato che ATM vada in tutt’altra direzione e venda palle...
  • Gianni Rubagotti: Io sono d’accordo, Bossi invece a suo tempo ha lucrato sul non poteva non sapere per prendere...
  • Giadina: È un po’ preoccupante mandare in galera una persona “perche non poteva non sapere”. Mi sa...
  • giorgio r.: @MaRo come ben sai proprio per l’esistenza di quella strettoio per quel tratto il tracciato è...
  • Samoilovich: Sì, magari per sostenere il prolungamento della M3 che verrebbe a costare 5, 6 o 7 volte, tanto comodo...
  • Gianni Rubagotti: a proposito è vera la voce secondo cui passando vicino a una certa tomba ad Hammamet si sente...
  • Gianni Rubagotti: Non poteva non sapere…
Cerca
Login:
Pubblicità: