CONFLITTO DI INTERESSI DEL SINDACO, LA GIUNTA CASATI ANNULLA UNA DELIBERA URBANISTICA PERCHÉ E’ PARENTE DI UN PROPONENTE

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Il Sindaco di Paderno Dugnano Ezio Casati (centrosinistra)

Il Sindaco di Paderno Dugnano Ezio Casati (centrosinistra)

Quello che vi stiamo per raccontare sembrerebbe una barzelletta, se non fosse vero. La Giunta Casati ha effettuato lo scorso 10 ottobre una delibera (la n. 143) che decideva in merito ad una proposta di piano urbanistico attuativo in variante al PGT su delle aree poste in Via Coti Zelati a Palazzolo. Il problema qui però non riguarda il merito della decisione.

Il Sindaco Ezio Casati, infatti, si era dimenticato di dire (!?), prima di deliberare in Giunta, di essere parente di uno dei proponenti il progetto urbanistico in questione. La legge, infatti, prescrive il divieto non solo di votare ma perfino di partecipare alla discussione su proposte di propri parenti entro il quarto grado (art. 78, comma 2, del D.Lgs. n. 267/2000): in questo caso, il Sindaco aveva addirittura presieduto alla seduta di Giunta.

Per questo motivo, dopo una segnalazione della Lega agli organi competenti, la Giunta ha ritenuto lo scorso 30 ottobre di annullare in autotutela la delibera n. 143 in questione perchè ritenuta da loro stessi “illegittima, stante l’effettiva sussistenza del conflitto di interessi” del Sindaco. Questa volta con l’assenza del Sindaco.

Ciò che non si comprende è come un Sindaco di così lunga esperienza (10 anni Sindaco, assessore provinciale e deputato) non conosca le regole basilari non solo dell’Amministrazione comunale ma della democrazia stessa. Come si fa a votare sul progetto urbanistico del proprio parente? E possibile che nessuno degli Assessori sapesse dell’evidente legame di parentela del Sindaco?

Al momento tutti tacciono, compresi i partiti che sostengono la Giunta di centrosinistra. Tuttavia, se la Lega non avesse segnalato il conflitto di interessi, l’Amministrazione sarebbe stata esposta ad un contenzioso dinnanzi al TAR proprio per l’illegittimità di questa delibera, dovendo magari anche risarcire i danni agli interessati (a spese nostre) per la negligenza con cui si era agito.

La domanda su questi amministratori sorge spontanea: sprovveduti o incompetenti?

 

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