“CONSIGLI LEGALI”, COME OTTENERE IL PAGAMENTO DI UNA SENTENZA FAVOREVOLE

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In amor vince chi fugge? Il detto mi trova d’accordo, ma non è l’unico ambito in cui mi pare che trovi applicazione. A ben vedere, infatti, le statistiche vedono i clienti che hanno ottenuto sentenze favorevoli rimanere privi di liquidazione.

Esemplifichiamo in un caso: vinciamo la causa, il Giudice liquida in nostro favore una somma di denaro, ponendo il relativo onere in capo alla controparte. E’ a questo punto che sorge il problema di obbligare il debitore a pagare quanto statuito nella Sentenza. In teoria la legge tutela il creditore fornendogli diversi strumenti diretti ad ottenere quanto dovuto ma, nella pratica, sarà arduo e privo di certezze il cammino di chi insegue una parte soccombente (il debitore, insomma) che non intende pagare.

Se la liquidazione non avviene spontaneamente, dovremo avviare le procedure esecutive, di cui oggi mi accingo a proporvi una sintetica panoramica. In primis, la nostra controparte potrà proporre appello avverso la Sentenza che ci ha visti vittoriosi, ma ciò non pregiudicherà l’esecutività della Sentenza, che continua a essere vincolante anche in pendenza di un secondo grado di giudizio; a meno che, su istanza dell’appellante, il Giudice investito del nuovo procedimento non decida alla prima udienza di sospenderne l’esecutività.

Ora andiamo a vagliare gli strumenti di cui disporrete per il recupero del vostro credito. Innanzitutto, potrete tentare con due procedure più snelle e con costi inferiori alle altre, ovvero con un pignoramento mobiliare o uno presso terzi, procedimenti che sono anche, però, accomunati da una maggiore aleatorietà dei risultati. In concreto, con il pignoramento mobiliare un ufficiale giudiziario si presenterà a casa del debitore per cercare beni di valore la cui vendita si presume essere più facile. Qualora l’ufficiale incaricato non dovesse rinvenire beni pignorabili, chiederà allo stesso esecutato informazioni circa l’esistenza di ulteriori redditi e verbalizzerà la risposta.

La procedura presso terzi, invece, consiste nel pignorare somme provenienti da attività lavorativa o pensione, oppure dal prelievo direttamente dal conto corrente. Quanto detto, presuppone che il creditore sappia per quale azienda lavori il debitore o in quale banca sia intestatario di un conto corrente. In assenza di tali informazioni i procedimenti avviati risulteranno infruttuosi e quindi si tradurranno in sperpero di denaro e di tempo.

Se il debitore è in regime di comunione dei beni con il coniuge, potrete anche esecutare la metà del patrimonio di quest’ultimo. Se il vostro credito è di importo molto elevato, potrete valutare se procedere col pignoramento immobiliare che, però, richiede tempi abbastanza lunghi e costi esosi: ricordate che, per ogni procedura che avviate, dovrete anticipare marche da bollo, costi di notifica, contributo unificato (il cui importo varia in genere in base al valore della causa e che è quasi raddoppiato negli ultimi anni, grazie agli ultimi Governi).

Se la vostra controparte era una società e non può o non riesce a estinguere i propri debiti, potrete presentare istanza di fallimento, tenendo sempre presente che ciò comporterà la cessazione della sua attività (con conseguente venir meno di ulteriori guadagni da aggredire) e che ci sono soggetti che verranno privilegiati rispetto a voi nella liquidazione delle some dovute.

Per intraprendere un giudizio sarà necessario un sostanzioso esborso in termini di tasse di giustizia, come vi accennavo prima, senza contare l’anticipo sul compenso legale, quindi dovreste recarvi dal vostro Avvocato sempre con queste informazioni, affinché egli possa consigliarvi al meglio. Procedere nei confronti di un nullatenente non vi frutterà altro che un’ulteriore perdita economica e, anche qualora il debitore dovesse possedere qualcosa al momento dell’inizio della causa, ciò non gli vieta di spogliarsene in seguito.

Esaminati i rimedi appena esposti, ciò che oggi mi sento di consigliarvi, soprattutto a causa della crisi economica che ancora permane nel nostro Paese, è di raccogliere il maggior numero di informazioni sulla vostra controparte prima ancora di decidere se farle causa.

— Per leggere gli altri “Consigli Legali” del nostro Avvocato, Alessandra Landro, clikka qui —

 

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