“CONSIGLI LEGALI”: FAMIGLIA, L’OBBLIGO DEGLI ALIMENTI

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famiglia obbligo alimentiCari lettori, questo mese torniamo ad un tema inerente la famiglia, ovvero l’obbligo agli alimenti. Gli alimenti costituiscono un obbligo di carattere patrimoniale che deriva dal principio di solidarietà familiare, che impone ai membri del nucleo familiare di provvedere al sostentamento del componente della famiglia che si trovi in stato di bisogno. È un obbligo che può seguire a un accordo tra le parti o discendere direttamente dalla legge. Saranno i familiari ad essere chiamati a prestare soccorso al bisognoso, quindi gli alimenti potranno essere chiesti in primis al coniuge e, solo se costui manca, ai genitori, ai figli, ai fratelli, ai suoceri e infine a generi e nuore.

La legge attribuisce il diritto agli alimenti al familiare che non sia in grado di soddisfare autonomamente i propri bisogni fondamentali, quali la nutrizione, il vestiario, il riscaldamento della propria abitazione, etc. Ovviamente, il corrispettivo ulteriore requisito è che la persona a cui si richiedono gli alimenti abbia la possibilità economica di versarli. Lo stato di bisogno del richiedente prescinde dalle motivazioni che ne stanno alla base, ovvero non ha importanza che la mancanza dei mezzi economici sia stata originata da un comportamento colpevole del beneficiario (ad esempio, se li abbia sperperati nel gioco d’azzardo piuttosto che in droghe): il fatto che la persona si trovi in stato di bisogno, basta di per sé perché sorga l’obbligo di prestare soccorso.

Il presupposto essenziale affinchè sorga tale obbligo è l’esistenza del vincolo matrimoniale, ma non cessa di esistere nemmeno qualora avvenga la separazione dei coniugi, poiché gli effetti civili del matrimonio cessano solo con il divorzio. Il giudice valuterà caso per caso la sussistenza dei requisiti, non essendo preclusivi al riconoscimento egli alimenti gli eventuali possedimenti immobiliari o delle entrate, se questi non gli consentono di provvedere al proprio sostentamento. Inoltre, l’organo giudicante stabilirà l’ammontare dell’importo valutando concretamente i bisogni del richiedente, ma anche le possibilità economiche del soggetto che sarà tenuto a versarli.

Come abbiamo poc’anzi detto, i tre requisiti per la concessione degli alimenti sono:

  • L’esistenza di un rapporto di parentela tra beneficiario e obbligato,
  • Lo stato di bisogno del beneficiario,
  • La capacità economica dell’obbligato.

In conseguenza di quanto detto, è facile comprendere come tali presupposti possano mutare e, quindi, l’obbligo venire meno. Questo può accadere, ad esempio, quando viene meno lo stato di bisogno del richiedente, il venir meno della capacità economica dell’obbligato, quando intervenga l’annullamento del matrimonio o il divorzio, la morte del beneficiario o dell’obbligato. Fortunatamente, direi, la legge prevede anche un caso particolare di cessazione dell’obbligo alimentare, ovvero quando vengano compiuti reati di violenza sessuale a danno dell’obbligato.

Vi lascio con un’importante precisazione: se vi trovate nella necessità di chiedere gli alimenti a un vostro familiare, ricordate bene che il vostro diritto su eventuali alimenti già scaduti e non versati si prescrive in 5 anni, altrimenti perderete il diritto a richiederli!

— Per leggere tutti gli altri “Consigli Legali” dell’Avv. Alessandra Landro su Paderno 7 clikka qui, oppure sulla categoria nella barra destra del blog —

 

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