“CONSIGLI LEGALI”, L’AVVOCATO RISPONDE: PRESTITI TRA FAMILIARI

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1euroIn questo periodo di crisi economica, in cui le banche non erogano facilmente i finanziamenti e, quando li concedono, applicano tassi di interesse molto elevati, sono in costante aumento i prestiti tra familiari. Alla luce del rapporto affettivo in essere tra le parti, queste erogazioni di denaro in passato non venivano quasi mai formalizzate, ma l’esperienza mi impone di suggerirvi di non contare troppo né sull’impegno morale di amici e parenti, né sulla certezza relativa alla restituzione di quanto volete impegnarvi a prestare.

Oltre ai suddetti problemi di carattere morale ed economico, non dovete assolutamente dimenticare che l’Amministrazione Finanziaria oggi si avvale di strumenti molto più efficaci di un tempo per la ricerca di eventuali redditi non dichiarati. Il consiglio dello scrivente Avvocato non può, quindi, che indirizzarvi verso la forma scritta del contratto, perché:

1. Conferisce la necessaria solennità al patto, stabilendo modi e tempi della restituzione del denaro e le modalità del rientro;

2. Stabilisce le condizioni e le eventuali garanzie in caso di mancata restituzione;

3. Evita che l’Agenzia delle Entrate valuti la somma come reddito non dichiarato, con le relative sanzioni.

Il contratto che stipulerete, dovrà quindi contenere i nomi dei contraenti, data, luogo di nascita e residenza delle parti, l’ammontare della somma prestata, i tempi di estituzione, eventuali interessi da applicare, eventuali clausole che prevedono l’interesse di mora da versare nel caso di ritardo nel pagamento di una rata, etc. La scrittura privata dovrà quindi essere datata e sottoscritta da tutte le parti, ma sarà necessario che acquisti efficacia di prova legale e faccia piena prova in un eventuale giudizio: pertanto, andrà apposta la “data certa” o andrà autenticata da un pubblico ufficiale (notaio o funzionario pubblico delegato).

La data certa “data certa” potrà essere ottenuta con varie modalità:

• registrando la scrittura privata presso l’Agenzia delle Entrate;

• con uno scambio di corrispondenza con raccomandata a.r. ma senza busta;

• tramite l’apposizione della data certa presso un ufficio postale (servizio disciplinato dalla disposizione di servizio n. 93 del 6 settembre 2007);

• ricorrendo alla firma elettronica dell’atto.

Ricordate, infine, che chi percepisce gli interessi di un contratto di mutuo acquisisce un reddito di capitale e quindi dovrà inserire i relativi proventi nella propria dichiarazione dei redditi. Se il contratto verrà registrato, inoltre, saranno dovute anche le imposte indirette quali imposta di registro (3% del capitale) e imposta di bollo (€ 16,00 ogni quattro facciate del contratto).

Vi ricordo, infine, che la normativa antiriciclaggio impone l’uso del contante per importi a partire dai 1.000,00 Euro in su e pertanto le somme che eccedano tale limite dovranno necessariamente essere trasferite in maniera tracciabile, ovvero tramite bonifico o assegno.

— Per leggere gli altri “Consigli Legali” del nostro Avvocato, Alessandra Landro, clikka qui —

 

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