DDL ALFANO. SI ALLA RISERVATEZZA DELLE INTERCETTAZIONI, NO ALLA TENAGLIA CONTRO I BLOG.

Che il ddl intercettazioni nasca sotto le più buone intenzioni, nessuno lo mette in dubbio. Non è possibile continuare a vedere proprie conversazioni sbattute sulle prime pagine dei giornali, venire (passateci il termine) “sputtanati” davanti ad un’enorme platea senza essere minimamente indagati e solo per qualche minimo sospetto, che si rivela ben presto privo di fondamento. Questa è la nostra idea. Ma ben diverse sono alcune delle norme contenute nel disegno di legge in discussione alla Camera, che, ahimè, rischiano di far passare il tutto da un estremo all’altro.

Il comma 29 del provvedimento, infatti, prevede per i blog un obbligo di rettifica, qualora un soggetto voglia replicare ad una qualsiasi affermazione o critica del blogger, entro 48 ore dal ricevimento. Una disposizione ribattezzata “ammazza internet”, proprio perchè paralizzarebbe l’attività di chiunque voglia liberamente e democraticamente scrivere su ciò che accade nella propria realtà. E per chi non rispetta la norma, la sanzione arriverebbe fino a 12.500 euro, una vera pazzia.

Perchè non è utile questa disposizione? Per diversi motivi. Innanzitutto, bisogna operare una distinzione tra testata giornalistica e blog: solo la carta stampata ha determinati obblighi deontologici, per il ruolo che i suoi dipendenti rivestono nella propria professione. Non si può equiparare ad un semplice cittadino, che decide di affidare ad un “diario” i propri pensieri, un giornalista che conosce bene le norme a capo del proprio mestiere. Non perchè ognuno può dire ciò che vuole senza rispettare gli altri, ma perchè, per qualsiasi affermazione al di fuori dei confini del liberamente affermabile, il soggetto che l’esprime è direttamente responsabile, tramite i normali strumenti che l’ordinamento già predispone.

CONTINUA DOPO IL SALTO CON IL SISTEMA DEI LIBERI COMMENTI E “RETTIFICA FAI DA TE”

In secundis, chiunque può intervenire nei blog con il meccanismo libero e democratico dei “commenti”: il soggetto, interessato alla rettifica, può far sentire la propria voce all’interno del blog quando e come vuole. Ecco perchè alcuni parlamentari stanno pensando ad un emendamento che introduca una “rettifica fai da te” per chi decida di esprimere un qualsiasi dissenso: questo è il motivo per cui noi di Paderno 7.0 abbiamo voluto introdurre, fin dall’inizio, il sistema dei commenti ‘liberi’, consentendo a chiunque di poter intervenire su ciò che i sottoscritti scrivono e dichiarano, senza alcun tipo di censura da parte nostra, ed in qualsiasi momento. Forse, più che utile e corretto sarebbe rendere obbligatorio, con questo emendamento, quello che già noi permettiamo sul blog di Paderno 7.0 On Air. Inutile dire, infine, che la disposizione sarebbe altamente inutile, dato che chiunque potrebbe eluderla, ahimè, caricando il materiale da server stranieri, come quelli dell’Islanda che danno la maggiore libertà e riservatezza in merito; purtroppo, ad oggi, i confini del web sono ancora sconosciuti e non domabili.

Queste motivazioni vi spiegano la nostra contrarietà in merito al comma 29: sono la ratio per cui noi di Paderno 7 abbiamo deciso di esprimere la nostra vicinanza a tutti i blogger che oggi protestano in Piazza Montecitorio per chiedere la modifica di questa norma.

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15 Commenti a “DDL ALFANO. SI ALLA RISERVATEZZA DELLE INTERCETTAZIONI, NO ALLA TENAGLIA CONTRO I BLOG.”

  • Oltre all’Islanda secondo me la normativa non ha tenuto conto di altre cose. Come mi fai avere la rettifica? Ok se hai la posta certificata, altrimenti non so chi sei, quindi come minimo dovresti mandarmi una raccomandata. Quanto posso metterci per ritirare la raccomandata se non sono presente e mi lasciano l’avviso? Alla fine con un legittimo tempo X sicuramente superiore alle 48 ore indicate dal comma 9 entro in possesso della richiesta di rettifica e te la pubblico.
    In questo caso sarei ancora passibile di pene pecuniarie e non???

    Ciao
    Massimo Negrisoli

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  • Francesco Rienzo:

    Tralasciando i dettagli tecnici, assai dubbiosi, è proprio la ratio della norma che non ha nè capo nè coda. Dipende da cosa si intende per “blog”, nozione di non certo facile determinazione. Il blog nasce come diario personale ed ora è identificato come uno tra i maggiori poteri dopo il giornalismo. Dopo tutto, è fatto da cittadini normali, e non da professionisti.

    E’ giusto, però, giunti a questa evoluzione dei blog, che ci sia un rispetto di chi vuole rettificare, così come di chi scrive e da la propria opinione, perchè ora questo dipende dalle sole correttezza e trasparenza dei blogger, non tutti in tal senso predisposti. Ecco perchè ritengo che un eventuale “rettifica fai da te” a carico di chi intende farla non sarebbe male, attraverso magari dei commenti liberi e immediati.
    Ma altrimenti, così com’è, bisogna avere paura di esprimere la propria opinione critica sugli altri.

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  • Alquanto opinabile quel si alla “riservatezza” delle intercettazioni…. ;)

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  • Francesco Rienzo:

    Non capisco il motivo per cui le mie conversazioni, che non c’entrano nulla con eventuali indagini in corso nè io risulto indagato, devono andare sui giornali, giusto per essere ridicolizzato da tutti. È veramente un danno alla democrazia. Dovrebbe succedere ad ognuno di noi per capire cosa significa. Se gli altri sono curiosi del gossip, si possono sempre comprare novella 3000 :)

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  • A questo punto speriamo che Berlusconi mantenga la minaccia di ritirare il testo perchè con tutte le rettifiche richieste ha perso il senso iniziale.

    Massimo Negrisoli

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  • La differenza credo risieda nel tipo di persona in questione. Sono pronto a scommettere che nessun giornale pubblicherà le eventuali intercettazioni tue, mie o di qualsiasi semplice cittadino; il discorso è ben diverso, a mio avviso, se la …persona in questione è coinvolta in processi politici o economici di rilievo, in quanto queste persone “devono”, per onestà nei confronti degli individui su cui il loro operato può influire, essere il più trasparenti e pulite possibile.

    P.S. A mio avviso la democrazia è un’illusione.

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  • Francesco Rienzo:

    @ Davide: E’ proprio qui che ti sbagli. Non hai visto le innumerevoli persone diffamate ed accusate sui giornali, con basi del tutto prive di senso e fondate su alcuni stralci di conversazioni prese fuori dal contesto originario? Ci siamo mai chiesti se alcune di queste persone, alla fine, erano realmente indagate?

    E poi, anche se la persona è di rilievo, mi deve dare conto della sua attività sessuale o di altro che non spetta a noi giudicare? Bisognerebbe scremare, forse, ciò che è rilevante da ciò che non lo è, ecco perchè ritengo utilissima la nuova udienza filtro, introdotta dagli ultimi emendamenti, che screma le intercettazioni rilevanti da segnare negli atti.

    Per la democrazia, io la penso diversamente. Se fosse un’illusione, non saremmo qui a esprimere le nostre opinioni, ed io a scrivere quello che scrivo.

    @ Massimo Negrisoli: forse alcune modifiche introdotte non sono così male da essere perse. Magari inizialmente la linea è stata troppo dura.

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  • Per quanto riguarda le innumerevoli persone diffamate ci sono delle leggi che permettono di accusare il giornalista o il giornale di diffamazione.

    Credo che sia molto pericoloso limitare delle libertà per “punire” chi eventualmente abbia usato quelle libertà in modo improprio.
    Faccio un esempio stupido, ma credo efficace: se una maestra porta in giardino la sua classe di 30 alunni, e una volta in giardino tre soggetti si comportano male, la maestra non dovrebbe negare all’intera classe la possibilità di uscire in giardino, ma dovrebbe prendere dei provvedimenti nei confronti dei tre interessati.

    Ritengo quindi infondate quelle “paure”, in quanto o non si ha nulla da nascondere, oppure, anche nel caso in cui si venga diffamati, si può benissimo fare causa al responsabile.

    Se poi mi vieni a dire che non è piacevole essere diffamati ecc. è logica come cosa, ma non è piacevole neanche che un ubriaco
    metta sotto tuo figlio, e in quel caso cosa fai? rendi illegali gli alcolici?

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  • Ah pardon, sulla democrazia andrebbe aperta una discussione a parte, qui credo che sia “OT”… ad ogni modo non farei rientrare nel concetto di democrazia la possibilità di scrivere liberamente quello che vogliamo, ma la attribuirei alla “libertà di pensiero e di espressione”.

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  • Francesco Rienzo:

    Non si può querelare il giornalista se non esiste una legge che limita la pubblicazione delle intercettazioni. Finchè è possibile pubblicare le conversazioni anche di soggetti estranei, tutti saranno “sp*****ati” indistintamente. Il problema è proprio questo. Non credo che fossero opportuni i meccanismi apprestati inizialmente dal ddl, perchè troppo punitivi, ma bisogna intervenire alla radice, quando il giudice, ripeto, screma le intercettazioni rilevanti. E’ inutile accanirsi solo ed esclusivamente sui giornalisti, anche se hanno una responsabilità in questa vicenda non da poco.

    Per quanto riguarda la democrazia, penso che libertà di pensiero sia anche scrivere liberamente, esprimendo le proprie critiche ed opinioni. Anzi, forse è proprio questa forma di libertà che da più fastidio ad alcuni! :)

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  • “Non si può querelare il giornalista se non esiste una legge che limita la pubblicazione delle intercettazioni.”

    Come detto prima, non vanno limitate le libertà. A questo punto, se è vero quello che dici, andrebbero forniti gli strumenti al cittadino per rifarsi nei confronti del giornalista o simili, ma “ex post” non “ex ante” come suggerisci.
    La differenza è sostanziale, in quanto mentre nell’ipotesi “ex ante” verrebbe deciso prima, sostanzialmente, se l’atto del giornalista è o meno illegale (e di conseguenza perseguibile); nell’ipotesi “ex post” tale decisione verrebbe presa analizzando nel dettaglio caso per caso (e senza limitazioni di libertà).

    “Per quanto riguarda la democrazia, penso che libertà di pensiero sia scrivere liberamente, esprimendo le proprie critiche ed opinioni. Anzi, forse è proprio questa forma di libertà che da più fastidio ad alcuni!”
    E fin qui siamo d’accordo, il punto è che io non considero la libertà di pensiero e di espressione come un indicatore di democrazia, ma semplicemente come un indicatore del rispetto dei diritti fondamentali dell’uomo…

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  • filippo:

    giusto quello che dici “Per quanto riguarda la democrazia, penso che libertà di pensiero sia scrivere liberamente, esprimendo le proprie critiche ed opinioni” non vedo nella tua spiegazione di democrazia nessun riferimento a “spiare e intercettare le mie telefonate private” tale comportamento limita la mia liberta quindi non vedo nessuna democrazia nelle tue parole, ma uno stato di polizia e giornalisti pronti a scrivere tutto ciò che è privato pur di vendere giornali. L a libertà di stampa è fare cronaca ricercando le notizie non spiando.

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  • Francesco Rienzo:

    Concordo con te Filippo. Mi riferivo al discorso iniziale, sulla definizione di democrazia in riferimento alla libertà di espressione. Certo, se leggi i miei commenti precedenti, ti rendi conto di come reputo il gossip di alcune intercettazioni come unico materiale di giornalisti che altro scoop non possono trovare. Così come coloro che affrontano tematiche importanti, quali il lavoro, l’occupazione e la legalità, esclusivamente quando si può storpiare la notizia per attaccare sul fronte politico, non certo per offrire uno strumento pubblico di informazione e riflessione (addirittura smentiti non solo dai politici attaccati, ma dagli stessi cittadini protagonisti). Uff, ce ne sono tanti :)

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  • @filippo (ammesso che si stesse rivolgendo a me, come penso, ma potrei sbagliarmi) non so da cosa tu abbia dedotto che quella fosse una spiegazione di democrazia… cosa che infatti non è.

    Per quanto riguarda quello che dici:
    “non vedo nella tua spiegazione di democrazia nessun riferimento a “spiare e intercettare le mie telefonate private” tale comportamento limita la mia liberta quindi non vedo nessuna democrazia nelle tue parole, ma uno stato di polizia”

    Per come la vedo io le intercettazioni hanno uno scopo, non “spiano” per il gusto di farlo. Per poter mettere un telefono sotto controllo devono essere seguite delle procedure, non va a libero arbitrio. In generale il tuo telefono può essere intercettato solo se sei indagato. Inoltre le intercettazioni sono il prodotto di magistrati e giudici, quindi non di un governo, cosa che potrebbe portare a gridare allo “stato di polizia”.

    Poi anch’io credo che ci stiamo muovendo verso uno stato di polizia, ma per tutt’altri motivi immagino ;)

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  • Francesco Rienzo:

    @ DavideB: “In generale il tuo telefono può essere intercettato solo se sei indagato”: purtroppo, non è così, questo è il punto. Le intercettazioni sono fatte troppo spesso indipendentemente dal fatto che tu sia indagato oppure no, con la conseguenza evidente di un suo spropositato abuso (anche in termini economici): non si può intercettare mezzo mondo (e dare tutto in pasto ai giornali) per scoprire, chissà, se una qualche persona ha commesso un reato. È proprio per l’uso indiscriminato verso quelle persone che ci lamentiamo. Se sfogli le pagine dei giornali da un po’ di tempo a questa parte, appare incontrovertibile.

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