EMMELUNGA-AIAZZONE, I DIPENDENTI ITALIANI SCRIVONO UNA LETTERA APERTA PER DENUNCIARE IL LORO DRAMMA SENZA LAVORO

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Presidio Emmelunga-Aiazzone (www.paderno7onair.it)La parola ai dipendenti. I lavoratori di tutti i negozi e le sedi legali italiane di Emmelunga-Aiazzone inviano a Paderno 7 una lettera aperta, indirizzata alle istituzioni ed alle diverse parti interessate dei fallimenti delle tre maggiori società propretarie del gruppo, per denunciare la loro drammatica situazione dopo il fallimento dell’azienda. Finora era toccato ai clienti “truffati” farsi sentire. Adesso, però, i dipendenti pensano giustamente che sia il loro momento, vittime anch’esse di questa colossale inchiesta che vede agli arresti big del gruppo.

LETTERA APERTA DEI DIPENDENTI

Buongiorno egregi signori,
innanzitutto ci preme sottolineare il fatto che l’unione delle suddette società che hanno i loro nomi sopraffiancati ai vostri nomi, che allo stato attuale risultano essere fallite , e che vi trovate in questo momento a dover gestire con ruoli diversi, seppur da luoghi più disparati di Italia completamente e diametralmente opposti in virtù degli incarichi che vi sono stati conferiti, costituisce da sempre il complesso di una tanto si vasta Azienda conosciuta ai più con i nomi di AIAZZONE ed EMMELUNGA. Un concentrato fatto di oltre 40 negozi,tre sedi sociali amministrative e legali e di diverse logistiche dislocato su quasi tutto il territorio italiano ad eccezione di soli 5 regioni(Sardegna, Valle d’aosta, Marche,Molise, Basilicata) dove non ci sono state aperture di show room di questo brand, e che nell’immediato remoto passato e stato capace di balzare alla ribalta con fatturati da capogiro e medie mensili in euro con doppia cifra iniziale e sei zeri finali, il tutto grazie alla nostra abilità, la conoscenza del lavoro e la sagacia di noi tutti che ne costituiamo la sua forza lavoro.

E’d è proprio partendo dal presupposto dell’amalgama in AIAZZONE/EMMMELUNGA di tutte queste società (B&S, Holding Arredo, Emmeuno, Emnmedue, Emmecinque, Panmedia) e soprattutto della gravissima ed ormai insostenibile situazione che è al limite del collasso in cui si versiamo noi tutti 850 lavoratori (di cui ben 700 circa che siamo ancora a libro paga, sotto contratto ed in forza a queste società) che si vuole volgere in queste righe l’ennesimo appello che fa eco e si associa a tutti gli altri innumerevoli che vi sono sono giunti in questi giorni da altri colleghi in maniera frammentaria e che sicuramente non sarà neanche l’ultimo della serie, ma che con altrettanto vigore vuole porre l’accento su dei problemi di principale importanza che state affrontando a nostro avviso in maniera blanda e molto superficiale.

CONTINUA DOPO IL SALTO

Noi si denuncia infatti la scarsa attenzione dimostrata nel volere affrontare davvero la questione lavoratori oltrechè la mancanza di univocità di intenti e si sollecita interventi chiari e risolutivi volti davvero a portare a termine ed in tempi brevi la questione che ormai si porta avanti da tanto, troppo, lungo tempo.
Non vorremmo che al danno della dignità già toltaci dall’intento truffaldino dei nostri ex datori di lavoro, ovvero sia i signori proprietari del Gruppo Aiazzone che grazie alle inchieste in atto per fortuna sono finiti in galera ma che oggi sono già ai domiciliari e per i quali con quello che hanno fatto ci preme di sottolinare con forza che noi non centriamo nulla e dunque con loro non abbiamo niente da spartire o a che fare, ci sia anche la beffa di vedersi ancora una volota costretti ad essere imbrigliati in un tunnell di cui mai vedremo l’uscita.

Noi siamo quelli che abbiamo scritto la storia di questa Azienda, l’abbiamo vista nascere e l’abbiamo fatta crescere fino a portarla ad occupare una posizione di privilegio nel mercato del mobile. Era un progetto che ci stava a cuore e ci credevamo. Ed è proprio grazie a questo grande nostro darsi da fare, che tra le mani avete un potenziale non indifferente e avete trovato ancora un margine di utile che a voi curatori consente oggi la possibilità di mettere in vendita ciò che resta delle singole società . Per questo stesso motivo meriteremmo una maggiore considerazione e soprattutto tutto il rispetto che ci compete.

Da settimane e soprattutto ancorchè in questi giorni assistiamo invece solo ad un rimpallo di responsabilità senza che mai se ne venga davvero a capo. Siamo una palla al piede di cui a nessuno importa

A noi 700 e passa persone ancora alle vostre dipendenze, ci divide solo la ragione sociale riportata in intestazione sul nostro contratto di lavoro ma questo avviene solo sulla carta perchè tutti facevamo lo stesso identico lavoro e talvolta lo svolgevamo anche all’interno di uno stesso negozio; poco ci importava però se il collega di reparto che aveva la scrivania accanto alla nostra risultasse essere dipendente Emmedue piuttosto che B&S mentre magari noi si era lavoratori Holding Arredo (ci sono degli store infatti che nonostante all’esterno recassero un unica insegna che possa essere stata Aiazzone o Emmelunga , all’interno contemporaneamente si trovavano a lavorare tutti insieme dipendenti di B&S, Holding Arredo ed Emmedue e nello stesso istante a dover seguire le direttive di un unico caponegozio anch’esso magari messo in quel ruolo tramite un contratto d’assunzione presso società diversa da quella degli altri dipendenti; vedi ad esempio in alc uni periodi i negozi di Modena, Sesto o Chieti); Se confrontate gli elenchi dei lavoratori che avete ricevuto capirete bene di cosa stiamo adesso discutendo.
Non sarebbe giusto pertanto che un lavoratore con la stessa mansione , stessa qualifica, stesso livello occupazionale, di un altro in forza nello stesso negozio si vedesse comminata una disparità di trattamento ad esempio solo per il fatto magari che sia stato assunto con contratto Emmeuno o Emmedue piuttosto che un altro assunto ripeto nello stesso negozio ma con contratto Panmedia, B&S o Holding Arredo. Forse non sarebbe nemmeno legale perchè discriminirebbe i lavoratori.

E nemmeno vi balena l’idea ma forse non ci pensate nemmeno, su come possiamo aver tirato avanti a campare sinora in questi mesi e settimane che avete assunto i vostri incarichi quando già la nostra situazione economica familiare era abbastanza gravemente compromessa dal momento che è da ottobre 2010 che non vediamo più un euro ed anche prima di quella data eravamo già indebitati fino al collo per gli emolumenti che arrivavano con mesi di ritardo. Ma non solo come potremmo continuare fare in futuro senza avere delle chiare risposte da tutti voi?

Siamo in una situazione finanziaria estremamente difficile, inguaiati di debiti , perchè non riusciamo ad onorare i nostri impegni; non paghiamo i mutui, le bollette, gli affitti, le assicurazioni o le rate dell’auto, le rette delle scuole comunali per i nostri figli,ed anche i generi di prima necessità come gli alimenti sono razionalizzati; in tanti hanno avuto pignoramenti, sfratti; fermi dell’auto, siamo tutti stati iscritti nostro malgrado nel registro dei cattivi pagatori, non riusciamo a bloccare le rate i mutui e i finanziamenti perchè non abbiamo i documenti giusti per farlo nonostante ve li abbiamo richiesti più volte ma non ce li avete ancora dati, o quelli che abbiamo ricevuto non bastano e non sono sufficienti agli istituti finanziari per consentire l’annullamento; la cassa integrazione per alcuni di noi (Holding Arredo) si è già ricevuto parere favorevole da Ministero del Lavoro (ma manca comunque decreto attuativo e non se ne è pertanto fatto ancora niente) per altri ancora No )perchè in capo a società dove alcuni di voi non l’avete neanche richiesta ( ci riferiamo a chi è di Panmedia, B&S Emmeuno, Emmedue,Emmecinque) e comunque per tutti non è chiaro se quando e come partirà e pertanto non ci è consentito ottenere neanche un anticipo di cassa integrazione dalle banche. C’è qualcuno che paventa persino l’idea del suicidio dal momento che sono in 2 marito e moglie che entrambi lavoravano in Aiazzone. Come se non bastasse oltre a non farci sapere i vostri intenti, i Cud che ci avete mandato sono risultati essere solo delle semplici carte stracce perchè tutti errati , dunque vanno rigettati al mittente e pertanto chi pregustava di poter ottenere almeno il rimborso Irpef a seguito della presentazione del 730 congiunto con il coniuge che lavora in modo da percepirli già a luglio, per il momento deve abbandonare l’ipotesi e non può più farlo; chiediamo pertanto l’ annullamento di tutti i CUD la loro rettifica e la nuova spedizione da farsi entro metà giugno; tale data non è casuale ma anzi corrrisponderebbe a quella dettata da un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri con il quale sono stati prorogati i termini di presentazione del 730 e dunque ci metterebbe in condizione di presentare la dichiarazione dei redditi in tempo utile.

Francamante tutto ciò è davvero paradossale e surreale e non nascondiamo il nostro imbarazzo e lo stress per una vicenda che viene vissuta come una batosta non indifferente, ci rimettiamo al vostro buon senso anche se d’altro canto non vediamo da nessuna delle parti messe a confronto che ci sia una vera volontà di metter in atto un attività tanto frenetica quanto capace di risolvere questo importante e delicato problema, ma anzi piuttosto accanto alla lentezza dell’attività burocratica e delle istituzioni si va ad aggiungere un vero e proprio immobilismo da parte vostra e non si da seguito a quella costante sollecitazione che si competerebbe in questi casi , vista pure la drammatricità delle nostre condizioni di vita. L’auspicio è che il nostro sia un monito che possa far breccia nella coscienza di ciascuno di voi per dare una sterzata. Già il pensiero che un domani vi potreste trovare voi o i vostri familiari al nostro posto potrebbe e dovrebbe farvi riflettere.

Ci è giunta pure voce che potrebbe esserci la nomina di un quarto curatore per le società controllate Emmeuno,Emmedue Emmecinque che se confermata andrebbe solo a peggiorare una situazione già alquanto caotica dovuta già all’attuale frammentarietà dell’azienda e sinceramente ci piacerebbe che ciò non avvenisse.

Per ottenere chiarezza di intenti da parte di ciascuna curatela fallimentare ed adottare nei confronti di noi lavoratori delle strategie comuni, anzicchè tenere delle singole riunioni con l’una o con l’altra parte societaria come sinora è stato fatto, sarebbe il caso davvero e finalmente possibile e doveroso di sedersi tutti insieme curatori e rappresentanti delle varie società ad un unico tavolo ed indire un assemblea plenaria con la presenza di tutti voi per dirci finalmente di fronte ai nostri rappresentanti sindacali nazionale ed i nostrii RSA ed RSU, quali che siano le effettive intenzioni di ciascuno di voi sull’argomento e quale dovrebbe essere realmente la sorte di tutti noi dipendenti.

Non è più tempo di rinvii purtroppo, la questione va affrontata, presa di petto e risolta assumendosene le responsabilità. Nel più breve tempo possibile, questo è chiaro.

Nel frattempo sino a quando non otterremo le dovute risposte noi continueremo a farvi appelli con lettere che vi invieremo in modo sempre più incessante e martellante (ciascuno di noi ne scriverà e ne invierà più d’una) così come inoltre continueremo come già stiamo facendo a rivolgerci ad organi di stampa, trasmissioni televisive, ed istituzioni pubbliche per sensibilizzare l’opinione pubblica il più possibile, in modo che si potrà comprendere che non solo i 13.000 clienti truffati che saranno accontenatati e risarciti ma anche e soprattutto noi tutti ovvero il personale addetto dell’azienda da sempre onesto e diligente, siamo stati vittima di un altrettanto se non superiore e più grosso raggiro che ci ha portati prima a finire sul lastrico e non avere nenache il minimo indispensabuile per sfamare i propri figli eppoi successivamente ad essere diventati persino anche vittime di un sistema fatto di mere promesse che nei fatti non ci consente di ottenere in alcun modo nenche quell’agognato ammortizzatore sociale che forse ci spetterebbe pure di diritto e che costituirebbe per noi in questo momento una piccola sorta di conquista che potrebbe rendere giustizia personale in attesa di tempi migliori per la ricerca di una nuova collocazione lavorativa. .La protesta per il momento sarà sempre civile e dai giusti toni, ma nulla ci impedirà in futuro di fare iniziative diverse ed alzare la voce quando se ne riterrà opportuno se dovessimo ancora non ricevere la giusta attenzione.

Il destino di 850 famiglie ed il futuro di ciascune di esse è racchiuso nelle vostre azioni e non vi può e non vi deve assolutamente restare indifferente.

23/05/2011

I Dipendenti del Gruppo:

- per Emmelunga dei negozi di:Bari;Casoria,Catania,Corsico,Empoli,Figline, Paderno, Pomezia,Torino(Alamanno, Grosseto ) e gli impiegati delle sedi
amministrative e legali di Barberino del Mugello (Fi), Capena (Rm) e Torino (Via Cavalcanti 5).

- per Aiazzone dei negozi di: Albenga, Arezzo, Avezzano, Bari, Bologna, Bolzano, Capannori (LU), Capena (RM), Catania, Conegliano Veneto (TV), Corciano(PG),
Desio (MB), Mantova, Mariglianella, Modena, Genova, Feroleto antico-Lamezia Terme,, Novara,Orte,Parma, Pradamano (UD),
Pognano(BG), Pomezia (RM) , Roma Eur, S.Giovanni Teatino (CH), Salerno, Siracusa, Sesto Fiorentino (FI), Trezzano (MI),Torino
(Poirino, Giachino)Vercelli,Vicopisano(PI) e gli impiegati delle sedi amministrative e legali di Torino,Trezzano (Aiazzone network)
Capena (Rm) e Torino (Via Cavalcanti 5)

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