EMMELUNGA-AIAZZONE, I DIPENDENTI TORNANO A FARSI SENTIRE PER CHIEDERE AIUTO: “NOI SIAMO QUELLI CHE HANNO SCRITTO LA STORIA DI QUESTA AZIENDA”

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Presidio Emmelunga-Aiazzone (www.paderno7onair.it)I lavoratori di Emmelunga-Aiazzone tornano a farsi sentire. Dopo mesi dal fallimento del gruppo dell’immobiliare, ancora nessuno riesce a dare risposte sicure e definitive ai dipendenti, creando enormi disagi alle tantissime famiglie coinvolte. I lavoratori hanno, perciò, deciso di scriverci una seconda lettera aperta, dopo quella del mese scorso nella quale denunciavano la loro precaria situazione. Lasciamo spazio alle loro parole.

LETTERA APERTA DEI DIPENDENTI

Egregi signori,
anzitutto ci preme sottolineare il fatto che l’unione delle suddette sociètà – Holding Aiazzone, Emmeuno, Emmedue, Emmecinque, B&S, Panmedia – che hanno i nomi sopraffiancati ai vostri, che allo stato attuale risultano fallite, e che vi trovate in questo momento a dover gestire con ruoli diversi, costituisce da sempre il complesso di una tanto si vasta Azienda conosciuta ai più con i nomi di AIAZZONE ed EMMELUNGA. Un concentrato fatto di oltre 40 negozi,tre sedi sociali amministrative e legali e di diverse logistiche dislocato su quasi tutto il territorio italiano ad eccezione di sole 5 regioni (Sardegna, Val d’Aosta, Marche, Molise, Basilicata) dove non ci sono state aperture di showroom di questo brand, e che nell’immediato remoto passato è stato capace di balzare alla ribalta con fatturati da capogiro, grazie alla nostra abilità, la nostra conoscenza del lavoro e la sagacia di noi tutti che costituiamo la forza lavoro.

E’ proprio partendo dal presupposto dell’amalgama in AIAZZONE/EMMMELUNGA di tutte queste società e soprattutto della gravissima ed ormai insostenibile situazione che è al limite del collasso in cui si versiamo noi tutti 850 lavoratori (di cui ben 700 circa ancora a libro paga, sotto contratto) che si vuole volgere in queste righe l’ennesimo appello che fa eco e si associa a tutti gli altri innumerevoli che vi sono sono giunti in questi giorni.

CONTINUA DOPO IL SALTO

Si denuncia la scarsa attenzione dimostrata nel volere affrontare davvero la questione lavoratori oltreché la mancanza di univocità di intenti e si sollecita interventi chiari e risolutivi volti davvero a portare a termine ed in tempi brevi la questione che ormai si porta avanti da troppo tempo.

Non vorremmo che al danno della dignità ci sia anche la beffa di vedersi ancora una volta costretti in un tunnel di cui mai vedremo l’uscita. Noi siamo quelli che hanno scritto la storia di questa Azienda, l’abbiamo vista nascere e l’abbiamo fatta crescere fino a portarla ad occupare una posizione di privilegio nel mercato del mobile. Era un progetto che ci stava a cuore. Ed è proprio grazie a questo che tra le mani avete un potenziale non indifferente e avete trovato ancora un margine di utile che vi consente di vendere.

Da settimane e soprattutto ancorché in questi giorni assistiamo invece solo ad un rimpallo di responsabilità senza che mai se ne venga davvero a capo. Siamo una palla al piede di cui a nessuno importa. Non è più tempo di rinvii purtroppo, la questione va affrontata, presa di petto e risolta assumendosene le responsabilità. Nel più breve tempo possibile, questo è chiaro.

Sino ad allora continueremo a rivolgerci ad organi di stampa, trasmissioni televisive, ed istituzioni pubbliche per sensibilizzare l’opinione pubblica il più possibile, in modo che si potrà comprendere che non solo i 13.000 clienti truffati che saranno accontenatati e risarciti, ma anche e soprattutto noi tutti, il personale dell’azienda da sempre onesto e diligente, vittima di altrettanto e più grosso raggiro, che ci ha ridotto sul lastrico.

Cordialmente, le 850 famiglie dei lavoratori Aiazzone ed Emmelunga.

— Vuoi leggere gli altri articoli e gli approfondimenti di Paderno 7.0 dedicati al Fallimento di Emmelunga-Aiazzone? Clikka qui oppure sull’omonimo tag in fondo ad ogni articolo riguardante questo tema —

 

8 Risposte

  1. avatar Pier

    06/15/2011, 11:50 am

    I dipendenti chiedono aiuto?

    Come mai questi signori hanno continuato a fare le vendite sapendo che ciò che vendevano non sarebbe mai stato consegnato?

    ora si arrangino e vadano a cercare altro lavoro.

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  2. avatar Francesco Rienzo

    06/15/2011, 11:54 am

    Capisco la delusione e l’arrabbiatura dei clienti rimasti senza merci, ma penso che i responsabili di questa situazione siano altri: magari veramente alcuni dipendenti non c’entrano nulla, come molte volte capita in altre circostanze.
    Forse in questo caso, l’unione tra voi potrebbe fare la forza.

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  3. avatar Marco

    06/15/2011, 01:29 pm

    [...] nessuno escluso, ci ho rimesso più di un migliaio di euro, per colpa di questi banditi a viso scoperto. Qualunque cosa gli riserva il futuro, non interessa ne a me, ne credo alle altre migliaia di persone truffate.

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  4. avatar LUIGI

    06/15/2011, 01:30 pm

    E questi hanno ancora la faccia tosta di protestare, ma mi facciano il piacere

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  5. avatar Francesco Rienzo

    06/15/2011, 02:50 pm

    Capisco la vostra ira, peró vi chiedo di abbassare i toni. Marco, ho dovuto cancellare l’inizio del tuo pensiero perchè è troppo forte e rischieremmo di andarci di mezzo noi. Per quanto ci riguarda, Paderno 7 cercherà ancora di gettar luce su un fallimento così disdicevole. Continueremo ancora a parlarne.

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  6. avatar gino

    06/15/2011, 03:12 pm

    Vadano a lavorare nelle cave di pietre

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  7. avatar valeria

    06/17/2011, 02:33 pm

    Chi poco sa presto parla….e aggiungerei senza cognizione di causa……x i clienti che parlano in questo modo, mi auguro che tutto quello che abbiamo passato noi dipendenti, da quando si sono insediati i “Signori” di Aiazzone, lo possano passa loro….e poi ne riparliamo……..
    Noi non abbiamo mai venduto sogni…… Nel p.v. di San Giovanni Teatino arrivava gia’ la merce della nuova societa’ che ci aveva rilevato….quindi per noi la situazione si stata risolvendo……poi dopo il fallimento di HDA il nuovo acquirenrte si e’ tirato indietro……e preciso che quando ci si e0 resi conto della situazione……molti venditori scoraggiavano i clienti all’acquisto……i clienti intelligenti sono andati dal Direttori a lamentarsi che i venditori non avevano voglia di lavorare……non sono mancati i richiami….
    vi stavamo facendo un favore e non vi e’ andato bene……adesso avete anche il coraggio di trattarci cosi’??????
    Vi auguro veramente di trovarvi nella ns stessa situazione….pero’ poi ne riparliamo di persona……..
    ……o forse chi parla ha un lavoro statale e quindi non sa come funziona nel privato?????

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  8. avatar Stefano

    07/31/2011, 04:52 am

    Sono stato truffato e mai mi restituiranno i soldi…. L’arrabbiatura è a 1000!!! Mentre ero al telefono ho sentito per caso mentre ero in attesa come venivano trattati! A mio avviso non hanno colpa i normali venditori, ma bensì i responsabili dei vari negozi e le persone a cui loro rispondevano direttamente di ciò che facevano…. Se c’è da incolpare qualcuno, sono i responsabili che sapevano tutto e se non sapevano se ne rendevano conto, e non hanno fatto nulla se non sonore sgridate ai limiti della legalità credo, con cui spronavano i propri dipendenti a vendere e quindi a truffare il cliente. Ma il pensiero più corretto da fare è non la guerra dei poveri, ma domandarsi perché c’è una legge che non ci tutela in questi casi. Il problema parte dall’apice!!! (vi prego di pubblicare integralmente ciò che ho scritto, altrimenti preferisco venga cestinato) saluti stefano

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