PCP: PADERNO COMIX POST. GLI ANIME DELL’AUTUNNO: “LE BIZZARRE AVVENTURE DI JOJO”

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Le bizzarre avventure di JojoInutile negarlo: da qualche anno a questa parte il mercato degli anime è in magra, non a livello di vendite, ma piuttosto di serietà. Difatti sempre più studi lasciano da parte progetti seri e ambiziosi per dare piuttosto spazio ad opere di scarso spessore ma ricche di fanservice ed elementi moe, tutto ciò che serve a vendere un prodotto animato di questi tempi. Purtuttavia trovo che in questo Autunno 2012 si sia registrato un rialzo qualitativo degli anime in onda, tra i quali si possono trovare serie che promettono davvero molto bene; analizziamo tra queste le quattro che finora mi hanno impressionato di più:

“Le bizzarre avventure di Jojo” (“Jojo no Kimyou na Bouken”): Ad opera della David Production e per la regia di Ken`ichi Suzuki arriva, finalmente , l’adattamento animato televisivo de “Le bizzare avventure di Jojo”, una vera e propria pietra miliare nella storia dei manga shonen. Nato dal pennino del Grande Maestro Hirohiko Araki nel 1987 e pubblicato originariamente sulle pagine di Weekly Shonen Jump, Jojo potrà non essere molto noto oltreoceano, ma in patria la sua popolarità è pari (se non addirittura superiore!) agli altri grandi classici di Jump, quali “Hokuto no Ken”, “Saint Seiya” e “Drangonball”, e l’influenza che ha avuto sul concetto stesso di manga shonen è incalcolabile. L’anime in questione, realizzato come parte di una serie di iniziative volte a celebrare i 25 anni della serie, coprirà in 26 episodi i primi due archiJoJOo narrativi che compongono “Le bizzare avventure di Jojo”, intitolate rispettivamente “Phantom Blood” e “Battle Tendency”, ma in futuro verranno animate anche le successive (presumibilmente in blocchi da 26 episodi per arco narrativo). Parlando del lato tecnico, i personaggi hanno ricevuto un doveroso restyling grafico per adattarsi ai gusti del pubblico odierno e, nonostante ciò abbia fatto storcere il naso ai fan più puristi, nel complesso ci troviamo davanti a un lavoro ben fatto che non snatura la serie ma piuttosto le dona nuova linfa vitale; come colori troviamo un netto predominio dei toni acidi, scelta in linea con lo stile del maestro Araki.

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A livello di animazioni è stato adottato un metodo molto particolare che prevede frequenti cambi di inquadrature e di sfondo per seguire i pensieri dei personaggi e le onomatopee che appaiono spesso su schermo; tale combinazione di elementi, di gusto molto Shaftiano a parer mio, hanno il duplice scopo di accrescere la carica stilistica dell’opera e di salvare il budget per gli episodi importanti. Per quanto riguarda la colonna sonora, essa per ora non impressiona particolarmente ma si dimostra sempre all’altezza della situazione. Menzione d’onore va fatta invece per le sigle di apertura e chiusura, rispettivamente “Jojo-Sono chi no sadame” (“Jojo- Il destino di questo sangue”) di Hiroaki “TOMMY” Tominaga, correlata da una splendida sequenza di animazione in 3D e l’ottima “Roundabout” degli Yes. La scelta di una famosa canzone occidentale come ending invece di una giapponese è frutto di una precisa scelta stilistica volta a mettere l’accento su uno delle tematiche fondamentali della serie: la musica. Infatti il maestro Araki è un grande appassionato di musica occidentale e ama inserire nelle sue opere riferimenti ad artisti, album o singoli brani. Uno tra gli innumerevoli esempi è Dio Brando, l’antagonista della prima serie, il quale deve il suo nome al celebre cantante heavy metal Ronnie James Dio.
“Le bizzarre avventure di Jojo” va in onda settimanalmente in Giappone ed è attualmente giunta all’ottava puntata, la penultima di “Phantom Blood”. Lo potete trovare sottotitolato in italiano sul sito dei Fate-Subs o degli OPF-Italia, entrambe traduzioni di ottima qualità. Il mio commento è assolutamente positivo e mi sento di consigliarla a chiunque: chi non ha mai letto il manga avrà l’occasione di conoscere una grande serie, mentre gli appassionati dell’opera originale potranno finalmente vedere tutti i loro beniamini animati come si deve. L’unico neo è che l’anime si svolge molto in fretta, forse troppo, ma credo sia doveroso quando si decide di animare una serie così lunga.
Bene cari lettori, io vi lascio i link alle versioni full delle sigle e vi do appuntamento al prossimo articolo, dove prenderemo in analisi “Shin Sekai Yori”!
ARRI ARRI ARRI ARRI ARRI ARRI ARRIVEDERCI!

 

Una Risposta

  1. avatar Matteo Noto

    03/01/2013, 06:59 pm

    Piccola aggiunta da parte dell’autore:l’articolo è stato scritto ad ottobre, per cui Phantom Blood è finito da un pezzo e ora siamo quasi alla conclusione della seconda serie, Battle Tendency. La qualità della serie è addirittura migliorata, e non posso fare altro che continuare a consigliarne vivamente la visione.

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