IL SEQUESTRO DI VILLA SAN CARLO BORROMEO: COSA ACCADE ORA? UN PERCORSO TRA STORIA, CURIOSITA’ E RIVELAZIONI.

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Villa Borromeo-Verdiglione - Paderno 7.0 OnAir Dopo avervi dato notizia del sequestro di Villa San Carlo Borromeo a Senago, siamo adesso a fare il punto di come si è potuti arrivare a tutto questo e cosa accadrà adesso.

Intanto, possiamo da subito tranquillizzare chi aveva in mente di celebrare il proprio matrimonio in Villa o chi deve farlo a breve.
Il sequestro, essendo di tipo amministrativo soltanto, per il momento non tocca le normali attività che si svolgono in loco, così come gli uffici che rimangono aperti e a disposizione di chi abbia necessità di contattarli o recarsi presso di loro.
A tal proposito, vi segnaliamo il sito web ufficiale di Villa Borromeo, dove potrete anche trovare i contatti necessari per avere maggiori delucidazioni.
Ovviamente, il personale addetto non risponderà a domande che esulino dalla propria pertinenza; per tutti i quesiti sullo stato del sequestro, come Paderno 7 tenteremo di darvi le informazioni in nostro possesso, ma è importante comprendere fin da subito come si sia potuti giungere a questa situazione.

UN PO’ DI STORIA
In prima istanza vale la pena spendere due parole sulla storia di questa dimora storica immersa in circa 10 ettari di bosco all’interno del parco delle Groane.
Tappa di passaggio di molti importanti e illustri viaggiatori, tra i quali ricordiamo Leonardo, Napoleone e Manzoni solo per citarne alcuni, sorge su una collinetta che sembra accolse un insediamento celtico intorno all’800 A.C. Qualche secolo più avanti, in epoca romana, vi sorse una roccaforte dove soggiornò addirittura il grande Giulio Cesare. Dopo la caduta dell’impero, la zona fu occupata dai longobardi che la ristrutturarono e utilizzarono come fortezza fino alla loro dipartita.

CONTINUA CON LA STORIA DI VILLA SAN CARLO BORROMEO

DALL’EPOCA MEDIOEVALE AL DOPOGUERRA
Attorno al 1300 i duca Visconti, sulle rovine della fortezza, edificarono un castelletto che nei primi anni del ’600 venne acquistato da Federico Borromeo che lo trasformò in Villa.
Rimasta nelle mani della famiglia Borromeo sino agli anni ’80, nei secoli ha subito diverse modifiche rispetto al progetto originale, alcune ideate anche da Filippo Cagnola.
Durante la seconda guerra mondiale la Villa fu sequestrata dalle SS che ne distrussero parte della struttura e dell’antico mobilio. Per tal ragione, al termine del conflitto, davanti ad uno degli ingressi della villa sono state poste due grandi stelle di David dalla proprietà rientrata in possesso dell’edificio. Dagli anni ’70 per circa un ventennio la Villa conobbe un periodo di abbandono e fatiscenza.

L’ENTRATA IN SCENA DEL DOTTOR VERDIGLIONE
Questo sino al 1983 l’anno nel quale la famiglia Borromeo cede la propietà alla celeberrima fondazione del discusso Dott. Armando Verdiglione: l’ Università internazionale del Secondo Rinascimento.
Un accurato ed attento restauro della Villa, che come abbiamo detto versava in una situazione degradante, la riporta agli antichi fasti e il Verdiglione ne fà un albergo a 5 stelle, categoria lusso, con annessi museo, parco ed orto botanico. Crea, in questo modo, un importante centro culturale dove vengono organizzati importanti eventi e, quindi, il quartier generale della sua fondazione che dopo qualche tempo, al momento della prima bufera giuridica che lo investì durante la prima metà anni ’80, fu ridefinita come setta.

LA PRIMA BUFERA GIUDIZIARIA
Il Verdiglione non è nuovo a questo tipo di problemi: sebbene si possa definire un intellettuale di fama internazionale, il quale tra le sue pubblicazioni può annoverare svariati libri e scritti di altissimo livello, non è nuovo alle inchieste giudiziarie.
Nel 1985 si vede al centro di un inchiesta che vede lui, i suoi collaboratori e la sua setta/fondazione, accusati di truffa, tentata estorsione e circonvenzione di incapace.
L’azione contro il fantomatico Verdiglione, suscitò anche una certa mobilitazione da una parte del mondo intellettuale che si schierò a spada tratta per la difesa dell’illuminato dottore.
Una curiosità a questo punto: proprio sull’articolo 634 del codice penale (quello che sanziona la circonvenzione d’incapace)  ritroviamo in alcuni testi di studio ”il caso Verdiglione” come esempio esemplificativo per questo tipo di reato.
A seguito della condanna in Cassazione del 1989, la vicenda giudiziaria del 1985 si conclude con il rinvio a giudizio per i capi di imputazione stralciati in occasione del primo procedimento giudiziario e con il definitivo patteggiamento nel 1992 a una pena di un anno e 4 mesi e indennizzi di oltre 3 miliardi di lire a favore di ex allievi.

UN PERIODO APPARENTEMENTE TRANQUILLO
Scontata, se così possiamo dire, la pena il Verdiglione torna in piena attività con l’hotel nonchè alle discusse attività della sua setta/fondazione.
Il tutto viene gestito almeno in apparenza, senza grandi scandali o problematiche,  questo solo fino a qualche giorno fà, la data del suo nuovo arresto. Abbiamo usato il termine in “apparenza“, perchè grattando sotto il primo strato, sembrerebbe che i problemi all’interno della villa esistevano da tempo e non fossero problemi di poco conto. Per darvi un’idea, vi riportiamo parte di una dichiarazione, rilasciataci da un nostro lettore di cui manterremo l’anonimato:

“In quella Villa ci sono attualmente diversi dipendenti che non ricevono stipendi da oltre 7 mesi, ogni tanto gli vengono riconosciuti degli acconti; queste persone non possono assolutamente licenziarsi perchè sarebbero in mezzo ad una strada, ma hanno bisogno di aiuto, specie gli extra comunitari che sono in gran numero, per non parlare di alcuni soggetti che appartengono alle categorie protette, gente con seri problemi sia mentali che economici con figli a carico; l’ufficio del lavoro di Milano è pieno di denunce, ma nessuno fà niente e di cause è pieno il tribunale; nessuno della controparte si presenta mai alle udienze.
Il Giudice condanna per contumacia, grande perdita di tempo, nessun risultato. La Villa era un fiore all’occhiello per Senago e zone limitrofe, ospita e ospitava grandi eventi, fatturava diversi milioni l’anno, oggi chi fà un evento in Villa trova degrado, mancanza di professionalità, disorganizzazione e caos; viene presa gente dalla strada per lavorare ai matrimoni ed eventi, la voce dei mancati stipendi ai dipendenti e agli extra occasionali si era sparsa in fretta, non trovando piu’ nessuno che volesse lavorare.
Potete immaginare cosa succedeva!!
Lascio a voi una riflessione su tutto ciò, questa è solo una parte ma mi pare abbastanza!!

Questo è cosa sembrerebbe nascondersi dietro la magnifica facciata di questo storico e reddittizio palazzo/Hotel.
Ci sarà ancora dell’altro da scoprire?

 

5 Risposte

  1. avatar Maurino

    06/09/2011, 08:30 pm

    Il dottor Vermiglione, lo psicanalista arraffone ( e recidivo)

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  2. avatar giovanni

    06/10/2011, 02:38 pm

    Verdiglione Spa

    Psicoanalista e craxiano d’assalto negli anni d’oro, il filosofo torna in pista alla guida di un impero economico. Che va dalla cultura ai matrimoni fino alle feste alla “Eyes Wide Shut”

    Cantaci, o Diva, Armando Verdiglione, filosofo, psicoanalista, immobiliarista. Imprenditore con oltre un miliardo di patrimonio ma con denaro insufficiente a pagare i dipendenti, che devono rivolgersi al giudice. Craxiano con un passaggio alla casella prigione, resuscitato durante il berlusconismo, capace di accogliere a villa San Carlo Borromeo, la sua umile dimora trecentesca di Senago in bassa Brianza (300 milioni di euro di valore), intellettuali come Edgar Morin, Alain Finkielkraut e, in passato, Eugène Ionesco, Jorge Luís Borges, Jacques Lacan. L’emigrante di Agromastelli, frazione di Caulonia nella Locride, ha saputo diventare amico del bibliofilo Marcello Dell’Utri. Ha ricevuto il governatùr lombardo Roberto Formigoni, il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi, il potente Gaetano Miccichè di Banca Intesa. Insieme alla moglie Cristina Frua De Angeli, erede di un’antica famiglia meneghina, ha costruito una galassia di società che ha la stessa trasparenza del periodare verdiglioniano, condensato nel Dizionario di cifrematica.

    Esempio. “Duello: le cose procedono dal due. Corpo e scena. Corpo immortale e scena originaria. Non il corpo mortale e sacrificabile o sacrificale. Non la scena del negativo, del male, della corruzione, del peccato. Duello, ironia: il modo del due. La speranza, il futuro, la preghiera, l’eucaristia: è questa l’ironia, il modo dell’inconciliabile. Il modo del due, corpo e scena. L’inconciliabile. Leonardo da Vinci dice chiaroscuro. Nel contrasto chiaroscuro si tratta dell’inconciliabile. Né tutto chiaro né tutto scuro. Chiaroscuro: l’inconciliabile”.

    Verdiglione, 66 anni a novembre, persiste a conciliare l’inconciliabile. Di qua, i maestri russi dell’Ottocento. Di là, i matrimoni nel nuovo gazebo da mille posti inaugurato in settembre nei 10 ettari del parco di Villa Borromeo. Da una parte, la festa della filosofia (marzo 2010) e l’annuale festival della modernità. Dall’altra, l’evento molto speciale del Capodanno 2010, quando l’ex dimora del cardinale Federigo Borromeo è stata data in affitto alla Castle Events, società dello svizzero Andrej Lorenc che organizza party per scambisti mascherati nello stile di “Eyes Wide Shut” di Stanley Kubrick. Niente pubblicità, si intende. Solo qualche foto e una sobria descrizione della festa nel sito della Castle events, a ricordare le 75 coppie presenti e la cena da cinque portate seguita da un “unrestrained party” proseguito fino alle sette di mattina nella stanza 115.

    Tempi difficili, d’altronde. Bisogna prendere quello che viene. Anche se il calendario delle manifestazioni aziendali a villa Borromeo continua ad essere affollato. Soltanto per fare qualche nome, hanno affittato le strutture della residenza per i loro eventi società come Mazda, Bp, Fastweb, Intesa Sanpaolo. I vertici di Mediaset si sono riuniti a Senago per definire la stagione 2010-2011 dei canali in chiaro e della piattaforma criptata di Premium.

    Terminati matrimoni e convention, il sabato ruota attorno alla cultura. Verdiglione, che trascorre la settimana negli uffici-residenza di via Gabba, dietro via Montenapoleone, apre il ricevimento alle 9 di mattina. Accoglie i suoi collaboratori principali: Fabiola Giancotti, il responsabile finanza Rino Poli, Anna Gloria Mariano, che segue i grandi eventi, e un personaggio quasi altrettanto flamboyant quanto il guru calabrese. Si tratta di Guido Crapanzano, ex cantante anni Sessanta con il nome di Guidone, tra i fondatori del clan Celentano, presente come gruppo d’appoggio al concerto milanese dei Beatles, e oggi consulente filatelico di Bankitalia su nomina dell’ex governatore Antonio Fazio, dopo avere partecipato all’ideazione dell’euro con il gruppo di esperti della Bce. L’atmosfera sembra diversa da quella degli anni Ottanta, quando il filosofo venne arrestato, poi condannato a quattro anni per truffa e circonvenzione di incapace, nonché apparentato a un santone che si approfittava di seguaci troppo creduli.

    Molti dei manager di oggi sono anche soci delle fondazioni, movimenti e università che controllano le società di capitali dove ogni anno entrano, all’incirca, 320 milioni di euro di ricavi. A giudicare dai conti, sono attività in ottima salute, con debiti lordi di gruppo di poco superiori ai 100 milioni di euro, cioè nulla rispetto al patrimonio dichiarato. Anche a fare la tara alle perizie sulle opere d’arte, realizzate da sodali del filosofo per un valore di molti milioni di euro, gli immobili sono più che sufficienti a tenere tranquille le banche finanziatrici.
    La gallina dalle uova d’oro è villa Borromeo. Acquistata nel 1983, la residenza fattura da sola quasi 150 milioni di euro. La sua posizione è altamente strategica, visto che si trova a sette chilometri dalla nuova Fiera di Milano di Rho-Pero e a dieci chilometri dall’area espositiva di Fiera Milanocity, nell’area del Portello. Questo significa contiguità con i terreni dove sorgeranno, Formigoni permettendo, i padiglioni dell’Expo milanese del 2015. Di fatto, la struttura di Senago finirà integrata nello spazio dell’esposizione universale a nord-ovest di Milano.

    Questo dovrebbe avere conseguenze positive sui profitti da distribuire ai soci. Chi siano i fortunati è difficile dire, considerata la presenza di sigle molto riservate: il Movimento cifrematico, l’Associazione cifrematica e l’Associazione del Museo di villa Borromeo, le fondazioni Modernitas e, la più roboante, la Fondazione Culturale Internazionale Armando Verdiglione Università del Secondo Rinascimento.
    A fianco di questi club esclusivi, c’è una batteria di holding estere: le britanniche Coffsharb, Aleph City, Wisden Rock, e la svizzera Geston di Sion, che risulta in liquidazione agli atti del registro elvetico aggiornati al luglio 2010. A disposizione di questa rete oscura, ci sono le italiane Stalo, Zephyros, Events and Hospitality, la cooperativa Sanitas atque salus e la Frua De Angeli Holding, che ha incorporato la più vecchia e la più giovane delle proprietà di Verdiglione.

    La prima è Spirali, la casa editrice che ha segnato il debutto del filosofo trent’anni fa e che, a detta del fondatore medesimo, “ha promosso intraprese molteplici dagli effetti incommensurabili” oltre ad avere “acquisito una notorietà immensa tanto da diventare mito e leggenda”. Dentro Frua De Angeli Holding c’è anche l’ultimo affare del gruppo Verdiglione, la villa Rasini a Medolago, una frazione del comune brianzolo di Limbiate. Anche questa è una residenza realizzata nel Quattordicesimo secolo. L’acquisto risale a quattro anni fa. La Frua De Angeli holding l’ha comprata dalla famiglia triestina Baldassarre per una valutazione che si aggira attorno ai 16 milioni di euro. In più, va calcolato l’investimento necessario a rendere funzionale l’immobile. La villa ha bisogno di essere completamente restaurata e per questo sono in corso contatti con la giunta comunale amministrata da Antonio Romeo.

    Fra Verdiglione e il sindaco di Limbiate, rieletto con un tonante 61 per cento alle ultime municipali, ma bocciato come consigliere regionale al voto del 2010, ci sono origini comuni nella provincia di Reggio Calabria. Finora la ristrutturazione di villa Rasini, approvata dalla giunta comunale, stenta a prendere piede, anche se nel 2008 Bondi ha autorizzato i lavori che dovrebbero portare alla realizzazione di un centro congressi, un albergo di 130 stanze, una spa e un ristorante.

    Ma il gruppo Verdiglione sembra non disporre dei fondi necessari a realizzare le opere per decine di milioni di euro che avrebbero dovuto concludersi nel 2010 e che sono ancora molto indietro. Il quadro politico locale non aiuta. La Brianza Felix e i suoi amministratori sono finiti coinvolti in pesanti polemiche, dopo che a luglio la Direzione distrettuale antimafia di Milano guidata da Ilda Boccassini ha arrestato 300 esponenti della ‘ndrangheta e ha individuato in Limbiate uno dei centri di massima infiltrazione del crimine organizzato calabrese in Lombardia. Le ‘ndrine hanno scarsi interessi filosofici ma adorano l’edilizia.

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  3. avatar angelo

    08/28/2012, 11:27 pm

    Sono un ex dipendente della Villa, come altri colleghi ho dovuto lasciare il lavoro e fare causa per i soliti motivi, stipendi non pagati, contributi non versati contratti di lavoro sbagliati etc.etc.
    Potete immaginare cosa vuol dire lavorare senza stipendio ?
    Sei completamente nelle mani di chi comanda, ti senti un fallito, pensi di ottenere il dovuto con la calma e la pazienza, odi i colleghi, gli stessi odiano te, naturalmente non siamo negli anni ’70 dove tra lavoratori esisteva la solidarietà, Il Professor Verdiglione ti imbonisce con stipendi fasulli sapendo che, se ti rivolgi alla legge , non hai nessuna tutela, ti trovi solo e senza soldi.( Lui non risulta mai e le sue società sono scatole vuote !!!)
    Questa gente Il Professore , la Moglie ed i suoi Associati Schiavi sono molto fortunati…se ci trovassimo nel Far West li avrebbero già impiccati da tempo !!!
    Purtroppo in questo paese ammalato la Gente come questa è tutelata, chi paga sono alla fine le persone oneste e laboriose come tanti colleghi conosciuti ed il sottoscritto , che hanno avuto la sfortuna di incontrare sul loro cammino Gentaglia come questa !!!

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  4. avatar Grey

    10/24/2012, 10:59 am

    Anche io sono un ex dipendente. Appena iniziato a lavorare lí, da subito ho capito come giravano le cose, ma ho voluto comunque aspettare rassicurato dalle parole di un responsabile che mi garantiva che non sarebbe successo nulla verso di me…. ed invece, come con TUTTI gli altri dipendenti, anche con me il “prof” Verdiglione ha provato in tutti i modi a non pagarmi, sgattaiolando via per non vedermi (lui va in villa solo i venerdí notte-sabato mattina), inventandosi che “era stanco”, chiedendoti di postdatare l’assegno (sul quale poi, con molta probabilitá, non c’erano fondi…!), scarabocchiando lo stesso assegno perché non venisse accettato dalla banca, e via dicendo.
    Di “trucchi” ne ha mille questo fantomatico “professore” visto che vive di quello.
    Ai possibili clienti che leggono questo commento: pensateci bene, trovate un altro posto dove andare a pernottare o fare i vostri meetings, perché aiuterete solo un vecchio imbroglione che si arricchisce alle spese della povera gente!

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