IL VECCHIO CASELLO DELLA STAZIONE DI PALAZZOLO: EDIFICIO DA SALVARE O DEMOLIRE?

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Casello Palazzolo Da qualche tempo, si dibatte sull’argomento in oggetto, ovvero, se sia meglio salvare o meno il casello 4A della stazione di Palazzolo Milanese, una delle più antiche stazioni d’Italia, il quale rischia di sparire per sempre.

FerrovieNord (proprietaria dell’immobile) avrebbe recentemente chiesto la denuncia di inizio attività di demolizione, fatto già avvenuto in precedenza pochi anni fa, ma l’allora Consulta Cultura di Paderno Dugnano sollecitò la precedente Amministrazione ad avviare la sospensiva ed relativo procedimento per ottenere da parte della Soprintendenza per i Beni Architettonici e dal Ministero per i Beni e Attività Culturali, il riconoscimento come bene vincolato.
FerrovieNord fece successivamente ricorso al TAR e, a quanto pare, ad oggi avrebbe vinto: il casello, difatti, non è stato riconosciuto come bene vincolato.
Adesso l’ultima parola spetta all’attuale Amministrazione, che ha ormai meno di 30 giorni per decidere se tutelare e quindi bloccare l’abbattimento del vecchio casello o lasciare che un “cimelio” d’epoca venga invece salvato e preservato alle generazioni future.

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Per molti palazzolesi, demolire il casello di Palazzolo sarebbe come cancellare un pezzo di storia del quartiere, che già ha poche testimonianze rimaste ancora in essere ai giorni nostri.
Inaugurato il 31 dicembre del 1879, lungo la linea Milano-Erba (prolungata ad Asso nel 1922) il casello è rimasto in funzione fino al 1926. Già in quel periodo, le Ferrovie Nord volevano abbattere la vecchia stazione per far spazio a quella nuova, ma un sopralluogo dell’ispettore e direttore del Circolo Ferroviario, fece sì che il fabbricato (l’attuale stazione) venisse spostato di 50 metri rispetto al vecchio, in questo modo, salvaguardandolo.
Successivamente il casello fu utilizzato come deposito e fino agli anni ’60 anche come abitazione.

Oggi il casello giace abbandonato a sè stesso, ma, con un intervento di risanamento, potrebbe essere recuperato, valorizzando un pezzo di storia non solo locale, ma anche nazionale; in più, potrebbe essere magari destinato in uso ad una delle tante realtà presenti sul territorio o diventare un vero e proprio museo, giusto per indicare dei possibili usi futuri.

D’altro canto, un’altra parte considerevole di persone si chiede perchè mai si debbano destinare risorse economiche (difficili da reperire, vista la crisi economica in cui versa l’Italia) per salvare una struttura del genere, certamente d’interesse storico, ma relativamente poco importante viste le tante ben più significative strutture presenti in ogni angolo del Paese.
Il casello, inoltre, essendo a ridosso della linea ferroviaria, poco si presta ad essere preso in considerazione ai tempi moderni per un uso puramente differente alla sua progettazione, risultando in tal modo scarsamente utilizzabile per qualsivoglia modalità d’impiego.

Insomma, come in molte storie anche d’epoca passata, cosa far prevalere?
Da un lato, il cuore chiede che non venga ridotta in polvere un’opera storica di tal genere, dall’altro, la ragione che tende a far leva sul progresso, il quale molte volte chiede un sacrificio in virtù della modernizzazione.

 

7 Risposte

  1. avatar Samoilovich

    07/26/2012, 10:34 pm

    Non c’è nessun progresso a voler far fuori un pezzo della propria storia (uno degli ultimi, fra l’altro) senza una valida motivazione che lo richieda. E nel 2012 demolire una struttura del genere (semplice ma elegante, a maggior ragione se considerato il contesto disordinato e sconnesso in cui sorge..) solo perchè non si è stati in grado in tutti questi anni di tutelarla o di non abbandonarla così non è certo progresso, è la solita conferma della ristrettezza mentale di “alcuni”. E’ piena l’Italia di esempi di stazioncine o caselli che, persa la propria funzione, hanno avuto modo di diventare la sede di qualche associazione locale, salvando da una parte l’edificio in sé, dall’altra addirittura rilanciandolo..

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  2. avatar Anonymous

    07/27/2012, 11:40 am

    le opzioni sono due, o si utilizza come sede di qualche associazione ( ma in questo caso bisogna vedere se la ristrutturazione da operare sia conveniente rispetto a costruire una sede nuova ) oppure si butta giù e si fa un bel centro commerciale, io sarei più per la seconda..

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  3. avatar Efrem_Maestri

    07/27/2012, 12:31 pm

    Perché non metterci il Museo Storico del Combattente?!? Sempre se c’è ancora, perché non metterci anche il Museo Fisogni della stazione di servizio?!?

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  4. avatar Lodovico Pescinato

    07/27/2012, 01:23 pm

    In risposta alla riflessione di Samoilovich e alle proposte di Efrem, posso dire che l’anno scorso, c’era un progetto molto interessante a cura della Regione Lombardia, RFI, FerrovieNord e ANCI Lombardia per riqualificare tutte le stazioni ferroviarie presenti in Lombardia. Questo accordo, chiamato ‘’Stazioni in Comune’’, prevedeva l’affidamento agli Enti Locali o alle varie associazioni presenti sul territorio, la gestione del fabbricato al fine di svolgere attività sociali, istituzionali e di pubblico interesse, rendendo così più accogliente la stazione stessa.
    La concessione sarebbe durata 5 anni.
    Il bando però, è scaduto l’anno scorso e il Comune ha aderito all’iniziativa per quanto riguarda la Stazione di Paderno. Tra l’elenco delle stazioni candidabili, figurava anche quella di Palazzolo, ma del casello non vi era alcuna traccia nonostante fossero presenti vecchie case cantoniere ed ex stazioni sparse per tutta la Lombardia.
    Un vero peccato, perché per dare una nuova vita al vecchio casello palazzolese si poteva sfruttare questa iniziativa, che però non ha voluto coinvolgere la storica struttura.

    In riposta all’Anonymous, dico che buttare giù un edificio dal valore storico per realizzare un centro commerciale è un’azione a mio parere poco lungimirante, considerato che a Palazzolo di centri commerciali ce ne sono fin troppi.

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  5. avatar Gianni Rubagotti

    07/30/2012, 10:21 pm

    Il discorso del Museo Fisogni mi sembra troppo importante per lasciarlo cadere, dalle mie info il museo come “opere” c’è ancora ma sono accatastate e non esposte.
    Se ho capito bene quanto mi hanno detto però nel casello ci starebbe un decimo del museo.

    So che è brutto da dire ma pur essendo un museo unico al mondo (c’è la pompa di benzina di Mussolini) io spero sia acquistato e portato all’estero, dove hanno fondi e capacità per valorizzarlo che non vedo qui.

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  6. avatar Gianni Rubagotti

    09/21/2013, 10:00 pm

    A quanto pare l’autore dell’articolo ha vinto e il casello andrà tenuto.

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