INTRIGO TASI: NON DOVUTA A PADERNO. E NEL RESTO DEL NORD MILANO?

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tasse imposte canoni PADERNO7ONAIRLa notizia non è più un mistero da un po’ di tempo: la TASI a Paderno non è dovuta. Tuttavia, il continuo cambio di sigle, l’accorpamento ad altre imposte e le scelte dei vari comuni ha contribuito ad aumentare la confusione che già aleggiava da tempo intorno alla tassazione comunale.
Ricordiamo, infatti, che la TASI non è altro che una nuova componente, insieme a TARI (vecchia tassa sui rifiuti) e IMU (imposta sugli immobili come seconde case e attività produttive), della IUC (Imposta Unica Comunale). Con la “vecchia” IMU ha in comune l’aliquota di base (1 per mille): se alzare questa aliquota, abbassarlo o azzerarla spetta solo alle amministrazioni comunali delle varie città.

A Paderno, come detto prima, la nostra amministrazione ha già approvato il bilancio in cui è stato deciso che la TASI non è dovuta, né sulla casa, né sulle aziende. Resteranno applicate solo l’IMU sugli immobili di lusso e la TARI sulla spazzatura, la cui scadenza è stata già superata abbondantemente (era prevista per il 16 Giugno).

E i comuni limitrofi?

I nostri più immediati vicini hanno invece applicato la TASI, ognuno con aliquote differenti. Il premio di comune più costoso va a Sesto San Giovanni, che ha deciso di applicare, oltre all’aliquota massima (2,5 per mille), anche un incremento dello 0,8 per il finanziamento delle detrazioni. Si raggiunge così la cifra di 3,3 per mille, a pari merito la loro vicina Bresso, dove l’aliquota è stata fissata sempre per il 3,3 per mille. Cormano, dopo aver rimandato a lungo la decisione, ha optato per un 2,3 per mille senza sgravi fiscali. Cusano Milanino, invece, ha deciso per un 1,8 per mille solo per le abitazioni principali e pertinenze, lasciando fuori gli immobili di lusso su cui è applicata l’IMU. Più bassa l’aliquota di Cologno Monzese (0,33 per mille) che verrà applicata anche qui solo alle abitazioni indicate come principali, pertinenze e assimilati. Cinisello Balsamo ha optato anch’essa per l’azzeramento che però è stato compensato da un vertiginoso aumento dell’IRPEF.

Non so dirvi se la scelta di azzerare la TASI abbia giocato a favore dell’amministrazione alle ultime elezioni, visto che moltissimi cittadini si recano tutt’oggi nei CAF cercando di capire come muoversi nella giungla della legislazione in materia. Certamente è possibile individuare in questa scelta una linea politica coerente dal punto di vista fiscale, che i padernesi hanno dimostrato di apprezzare: mantenere le tasse al minimo (o con variazioni poco significative nel caso dell’IRPEF) è stata una scelta che negli scorsi cinque anni ha premiato più volte il nostro Comune (non più tardi di qualche mese fa lo studio di AssoLombarda ci vedeva tra i comuni con la pressione fiscale più bassa per le imprese) e ha permesso di perseguire una lotta agli sprechi e alla spesa pubblica che di questi tempi, con le mani legate dal patto di stabilità, ha significato un traguardo sicuramente virtuoso, ma raggiunto con grande sacrificio.

Proprio questo sacrificio non dovrà essere vano e da qui ai prossimi cinque anni, seppur con una contingenza storica ed economica poco favorevole, sarà necessario che il Comune cominci una politica di investimenti più accentuata, affinché l’economia cittadina possa ripartire.

 

2 Risposte

  1. avatar TREVISIOL RENZO

    10/14/2014, 06:00 pm

    La TARI non è “SUPERATA ABBONDANTEMENTE”, si paga in 3 rate, 16 giugno,16 ottobre, 16 dicembre.
    IL VERTIGINOSO aumento dell’ IRPEF di Cinisello Balsamo è dello 0,1%, (n.b. con esenzione TOTALE per redditi sino a 15.000)
    le VARIAZIONI POCO SIGNFICATIVE di Paderno Dugnano sono state di 0,2+0,2= 0,4% (cioè raddoppiato) per ogni persona che ha reddito (non per famiglia).
    Che poi i Padernesi “non siano scontenti” perché non sanno che ALPARONE gli ha aumentato le tasse in quanto gli sono trattenute direttamente nello stipendio o nella pensione………..

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