“KATE CORNER”: LA SIFILIDE

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Kate Corner (www.paderno7onair.it) La Sifilide è una malattia infettiva e contagiosa di tipo venereo ed è quindi trasmissibile prevalentemente attraverso contatti sessuali. Inizialmente si manifesta in una zona circoscritta per poi diffondersi a tutto il corpo.

Grazie ad un semplice test diagnostico ed ad una elevata efficacia della cura antibiotica, è oggi una malattia potenzialmente controllabile dai sistemi di sanità pubblica. Se, però, non è trattata adeguatamente può causare danni al sistema nervoso, ai vasi arteriosi, disordine mentale ed eventualmente, morte. La sifilide causando ulcere ed escoriazioni (esterne ed interne) facilita la trasmissione dell’Aids.

E’ provocata da un batterio chiamato Treponema pallidum (o Spirochaeta pallida) molto mobile ed estremamente trasmissibile.

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Trasmissione
Diretta: tramite rapporti sessuali non protetti ( TUTTI I TIPI: Orali, Vaginali, Anali), attraverso il bacio o il contatto con zone di pelle o mucose dove la malattia si è innestata o attraverso la trasfusione di sangue infetto (in genere ciò avviene nei paesi dove il sangue non è controllato).

Indiretta: ad esempio tramite oggetti di toletta, componenti d’arredo del bagno (WC, lavandini, rubinetti), stoviglie e suppellettili. Questo tipo di trasmissione è considerata eccezionale ma comunque possibile. La madre infetta può trasmettere l’infezione al feto durante la gravidanza ed al neonato al momento del parto. Dopo il contagio, il batterio è presente nel sangue e in tutti gli altri liquidi corporei (sperma e secrezioni vaginali in particolare), principalmente nelle lesioni che provoca.

Il periodo in cui il malato è contagioso dipende dallo stadio della malattia ma può arrivare a due anni.
Molto spesso il contagio si verifica attraverso persone conosciute occasionalmente od anche tramite partner abituali che però intrattengono altre frequentazioni; non è quindi relegato all’ambito della prostituzione.

Forme Cliniche: come si manifesta.
La Sifilide ha un decorso ciclico abbastanza tipico in cui si distinguono tre stadi o fasi successive.

Fase primaria (o Sifilide Primaria): è caratterizzata dalla presenza del sifiloma iniziale, nodulo granulomatoso, indolore, piccolo quanto un chicco di riso, tondo; può sembrare un brufolo. Compare circa 15-25 giorni (ma può arrivare fino a 90) dopo il contagio nel punto di contatto dove la spirocheta è entrata nel corpo. La sede di localizzazione iniziale, cute e/o mucose, è variabile e dipende dalle modalità usate per il rapporto sessuale. Nel 90-95% dei casi, circa, sono colpite le regioni genitali, anali e perianali.
Quando colpisce organi e parti esterne ben visibili, è più facile individuare tale malattia ma se colpisce parti più nascoste o interne soltanto la visita ginecologica, otorinolaringoiatrica o urologica la possono individuare.
Il sifiloma del glande è in genere facile da riconoscere per i suoi caratteri morfologici, essendo un’erosione rossa, profonda, a limiti netti, infiltrata, non dolorosa.
Ugualmente agevole da riconoscere è il sifiloma del solco balano-prepuziale, più rilevato del normale, comportante una particolare modalità a scatto nello svolgimento del prepuzio.
Caratteri molto simili presentano i sifilomi della mucosa genitale femminile che però possono restare spesso misconosciuti per la loro localizzazione interna e quindi nascosta (come il sifiloma del collo dell’utero) così come può avvenire per i sifilomi della mucosa rettale in entrambi i sessi. Il sifiloma delle tonsille, invece, può essere scambiato per un’infiammazione atipica.
Contemporaneamente alla comparsa del Sifiloma iniziale, si verifica l’ingrossamento dei linfonodi (ghiandole linfatiche) corrispondenti alla zona colpita dal sifiloma iniziale (ad esempio le ghiandole della regione inguinale, sia da un solo lato o da entrambi, se il sifiloma è comparso sui genitali). Il sifiloma può passare inosservato e quindi essere trascurato o misconosciuto anche quando è di piccole dimensioni. Per di più esso si cicatrizza spontaneamente nel giro di qualche settimana, mentre l’ingrossamento dei linfonodi regredisce in qualche mese, e ciò può indurre il soggetto a pensare che di qualsiasi cosa si trattasse è guarita da sé.
In realtà dopo un periodo di latenza, cioè di apparente assenza della malattia, in cui non ci sono sintomi la sifilide torna a manifestarsi avanzando di stadio di gravità.
Una diagnosi precoce può essere ostacolata non solo da tutti questi fattori qui sopra indicati ma anche dal fatto che un numero non indifferente di sifilidi non presenta nemmeno il sifiloma iniziale. Per cui, periodo di latenza a parte, la malattia si presenta asintomatica fin dall’inizio. In pratica poiché la maggior parte degli antibiotici in uso ha una certa attività sul germe responsabile della sifilide, è sufficiente, affinché il sifiloma non compaia affatto, che dopo un contagio infettante il soggetto contagiato prenda un antibiotico per una qualsiasi altra infezione concomitante.
Tuttavia l’antibiotico, generico e non specifico per la sifilide, assunto all’indomani del contagio è insufficiente per eliminare del tutto il batterio, cosicché l’infezione segue comunque il suo corso. In questo caso l’infezione si manifesterà solo al secondo stadio di malattia. Sfortunatamente, anche a questo stadio, la malattia non è sempre riconosciuta dal medico generico perché può assumere vari aspetti che possono essere scambiati per altro, come ad esempio, eczema, psoriasi, etc. Ciò comporta un notevole numero di sifilidi clinicamente latenti e ignorate, che possono essere evidenziate solo con gli esami sierologici. È importante sapere, però, che tali esami vanno eseguiti tenendo conto del fatto che la positività compare solo a partire dal 30° o 40° giorno dall’avvenuto contagio, per cui prima di questo periodo non darebbero risultati attendibili.

Fase Secondaria (o Sifilide Secondaria): ha inizio circa 60 giorni dopo il contagio e 40 dopo la comparsa del sifiloma primario. In questo periodo l’organismo viene progressivamente invaso dalla malattia, ciò in genere comporta la comparsa di febbre, cefalea, astenia, inappetenza, dolori articolari, muscolari, ossei cui si associano infiammazione dei linfonodi e splenomegalia (ingrossamento della milza) oltre alle tipiche alterazioni mucose e cutanee (sifilodermi secondari). I sifilodermi sono eruzioni cutanee, che compaiono sotto forma di macchioline della pelle, e possono essere di tre tipi:

Eritematosi: costituiscono la prima manifestazione clinica cutanea della sifilide secondaria. La forma più tipica è detta roseola ed è caratterizzata da chiazzette eritematose rosa pesco, rotondeggianti, non percepibili al tatto, non pruriginose, non desquamanti. Si localizzano prevalentemente sul tronco e si distribuiscono in maniera sparsa, senza un ordine preciso.
Papulosi: costituiscono la seconda manifestazione clinica cutanea della sifilide secondaria. Sono caratterizzati dall’elemento più tipico della sifilide secondaria che è la Papula. La forma più frequente di questo tipo di sifiloderma è caratterizzato da papule lenticolari, rosso rame, leggermente rilevate, isolate e sormontate da squamette. L’eruzione è di solito diffusa e predilige il viso, il tronco e le superfici palmo-plantari (palmi delle mani e piante dei piedi). Al volto le papule possono assumere aspetti seborroici. Sulle palme e alle piante dei piedi, le papule possono essere mascherate da particolare ipercheratosi (ispessimento della pelle).
Pustolosi: testimoniano una particolare gravità dell’infezione. Possono manifestarsi o come crosticine tipo varicella, che lasciano la cicatrice, o come pustole ricoperte da croste spesse, brunastre, circondate da un alone rosso.
I sintomi possono scomparire e ricomparire a ondate per diverso tempo, con intensità diversa. Anche nello Stadio latente, periodo in cui i sintomi sono assenti, il malato resta altamente contagioso anche se non ha disturbi e questo periodo può durare fino a due anni.

Fase Terziaria (o Sifilide Terziaria): di solito ha inizio soltanto dopo molti anni o addirittura decenni, dall’inizio dell’infezione. In qualche caso, però, si manifesta precocemente già al termine della sifilide secondaria tardiva e cioè dopo 2-3 anni di malattia. A questo stadio la malattia può aggredire qualsiasi organo del corpo (occhi, cuore e vasi sanguigni, cervello e nervi, fegato, ossa) ed è tipicamente distruttiva. Infatti come conseguenze della sifilide terziaria si distingue in lesioni cutaneo-mucose, lesioni ossee, lesioni cardiovascolari e lesioni nervose.
A dire il vero le lesioni a livello nervoso possono comparire già nella sifilide secondaria. Non esiste struttura nervosa che il treponema non possa aggredire. Tra i segni neurologici più comuni della sifilide troviamo quello di “Argyll-Robertson”, che consiste nella scomparsa del riflesso pupillare alla luce, con conservazione del riflesso all’accomodazione, e nell’abolizione dei riflessi rotulei. Si ha inoltre perdita della capacità di controllare i movimenti muscolari, possibili paralisi, confusione mentale, graduale cecità e sviluppo di demenza. Il danno può essere tanto serio da portare alla morte.
Le lesioni Cutaneo-mucose possono condurre a mutilazioni e a sclerosi che deformano le regioni colpite. Ad esempio se colpiscono il “velopendulo” possono portare a perforazione della volta palatina. Le lesioni Ossee possono portare a distruzione e perforazione dell’osso. Le lesioni dell’osso palatino e delle ossa nasali determinano le alterazioni più incredibili.

Diagnosi:
la ricerca del batterio responsabile della sifilide si attua con un microscopio dotato di condensatore paraboloide solo quando si tratti di pazienti che presentino lesioni a livello della cute e delle mucose. Può essere eseguita soltanto quando le lesioni lascino uscire del siero.
Per quanto riguarda gli esami sierologici è da sapere che nei dieci giorni successivi alla comparsa del sifiloma le reazioni possono essere negative, dubbie o debolmente positive, mentre nella sifilide secondaria le reazioni sierologiche sono fortemente positive. Queste reazioni sono facilmente suscettibili di errori legati ad una tecnica imperfetta, per cui vanno eseguite presso laboratori qualificati; anche se, pur così facendo, si possono avere risultati falsi. Per cui la cosa migliore è fare il test di Nelson-Mayer in quanto è assolutamente specifico, quindi è bene farlo in tutti i casi in cui esista qualche dubbio sull’esistenza di una sifilide. Tuttavia non è efficace prima di 15-20 giorni dal momento dell’infezione. Viene praticato solo in alcuni laboratori specializzati. Più recente è il test di immunofluorescenza (FTA), che ricalca la specificità del test di Nelson-Mayer.
È da sottolineare ancora una volta che se il paziente è positivo alla sierodiagnosi della sifilide, il medico deve ricercare sistematicamente sia i segni elementari di un’eventuale lesione cardio-aortica mediante l’ascoltazione, sia quelli di una lesione nervosa esaminando i riflessi osteo-tendinei e sollecitando i riflessi pupillari. Questi aspetti vanno ricercati anche in caso di sifilide recente, essendo buona norma controllare prima dell’inizio della terapia, l’integrità dei sistemi cardiovascolare e nervoso per poter individuare il momento dell’eventuale comparsa di una complicazione.

Aspetti Sociali:
se la sifilide è stata correttamente ed adeguatamente trattata non esiste alcun pericolo né possibilità di contagio né rischio di trasmissione ad eventuali nascituri. È comunque indispensabile consultare il parere del medico curante e dello specialista.

Prevenzione:
È fondamentale l’USO del PRESERVATIVO e del DENTAL- DAM (apposito per proteggersi nella pratica del cunnilingus) visto che la MALATTIA è TRASMISSIBILE ANCHE con i RAPPORTI ORALI. Perciò vanno evitati rapporti sessuali non protetti.
È chiaro che l’uso di tali dispositivi di protezione deve essere corretto per cui:
il profilattico va indossato fin dall’inizio del rapporto sessuale (cioè da quando ci si leva le mutande visto che la malattia si diffonde anche tramite il solo contatto con parti infette e visto che in genere queste parti sono proprio i genitali) e non indossarlo solo al momento della penetrazione o addirittura poco prima dell’eiaculazione.
Il profilattico va usato anche su oggetti o sex-toys utilizzati per la pratica sessuale.
È inutile fare tanti discorsi, il profilattico va indossato. Non ci si può basare sull’apparente stato di salute di un soggetto per decidere di non usare il profilattico.
Infatti si è visto che la sifilide è difficile da individuare sia per i punti in cui si manifesta, che possono essere interni e quindi non visibili, sia perché può essere scambiata per altre manifestazioni reputate innocue o addirittura può non essere individuata per via dei periodi di latenza in cui non compare assolutamente alcun tipo di sintomo della malattia ma in cui è ugualmente alto il livello di contagiosità; infine perché la sifilide si può trasmettere tramite la condivisione di oggetti sessuali infetti.
Non appoggiarsi ai servizi igienici se usati da qualcun altro, non utilizzare la stessa biancheria intima o da bagno.
Se si dubita del proprio partner sessuale, evitare di farci sesso.

Tutte le persone sessualmente attive dovrebbero sottoporsi regolarmente al test di sangue per la ricerca della sifilide (soprattutto le donne in gravidanza) e per l’HIV, visto che la sifilide aumenta fino a 7 volte il rischio di acquisire il virus dell’HIV durante un rapporto non protetto con una persona sieropositiva.
Questa malattia è talmente infettiva e pericolosa che la legge vigente prevede l’istituzione di una vera e propria rete di dispensari, in ogni capoluogo di provincia ed anche nei maggiori comuni non capoluogo, che praticano la lotta antivenerea assicurando gratuitamente la diagnosi e la cura della malattia.

Qui di seguito allego degli indirizzi che spero possano essere utili per individuare i centri per le MST ed in particolare per la diagnosi della sifilide. Per ovvie ragioni non ho potuto controllarli tutti, ma mi sono premurata di rintracciare fonti attendibili.
Confido in voi per eventuali riscontri.

In ogni caso è da ricordare che il medico di base è un punto di riferimento importante e fidato, non bisogna rinunciare a priori di farvi appello. Bisogna pur dire che non tutti, putroppo sono attenti e scrupolosi per cui se non siete convinti fate lo stesso le analisi; non è necessaria la prescrizione e sono anonimi.
www.iss.it (ISS: itituto superiore di sanità)
www.intelligenzasessualmentetrasmissibile.org per visualizzare i centri diagnostici cliccare su “diagnosi e cura” ma potete trovare anche delle schede, che vi invito caldamente a consultare, in cui sono spiegate molto chiaramente tutte le MST.

 

Una Risposta

  1. avatar Gabriele

    08/10/2012, 06:39 pm

    Salve,
    non sapevo che il sifiloma puo’ non comparire quando si assumono antibiotici. Nel mio caso, avendo una prostatite cronica,prendo per una settimana al mese il bactrim o la norfloxacina. Il mio medico dice che questo tipo di assunzione non equivale a una terapia antibiotica ma mi chiedo se questo fatto possa, nel caso in cui contraessi la sifilide,non permettermi di verificarla, essendo assente il sifiloma.
    Per cui dovrei fare, 40 giorni dopo ogni rapporto sessuale anche solo di tipo orale, fatto o subito(visto che non ho partner fissa), un test per verificare se ho contratto la sifilide?
    Grazie

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