“KATE CORNER”: LA SPINTRIA INGLESE

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Kate Corner (www.paderno7onair.it) Il 4 Gennaio, l’Ansa ha reso noto che Regis Cursan, un pasticcere londinese appassionato di ritrovamenti, ha rinvenuto, grazie al suo metal detector, una Spintria sulla sponda del Tamigi, presso il Putney Bridge nella parte ovest di Londra.
La moneta, conservatasi per più di duemila anni grazie al fango nella quale era immersa, è stata donata al Museum of London dove è stata esposta fino ad Aprile (da noi la notizia è stata diffusa qualche settimana fa).

Trattandosi del primo ritrovamento di tal genere in Inghilterra, qualora la Spintria risulti autentica e non una riproduzione rinascimentale, la notizia acquisirà una certa rilevanza. Infatti si avrebbe così una prova documentata che da una parte potrebbe contribuire all’evoluzione delle numerose teorie che riguardano lo scopo e l’utilizzo di tali manufatti, dall’altra, potrebbe rappresentare la testimonianza della diffusione dei bordelli romani fino in Inghilterra.

Si tratta infatti di “tesserae eroticae“, meglio note col nome tecnico di “Spintriae“.
Lo spintria (sostantivo maschile della I decl. spintria/ae) sarebbe un particolare genere di moneta o gettone, di bronzo, diffuso a partire dal I secolo d.C. e raffigurante su di una faccia scene sessuali, sull’altra numeri da I a XVI. Diverse teorie sono state avanzate a spiegazione della funzione di tali tessere erotiche, la più plausibile sostiene che le spintrie dovevano servire come moneta di pagamento nei “Lupanari” (postriboli), a causa di un ben preciso divieto che risale a Tiberio, secondo cui non si potevano introdurre le monete che recavano l’effigie dell’imperatore.

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Le scene sessuali (di 16 tipi specifici) rappresenterebbero il tipo di prestazione sessuale di cui poter beneficiare, mentre il numero riportato sull’altro lato indicherebbe gli assi (monete di bronzo) corrispondenti a quella prestazione. La più costosa equivaleva a XI assi, e cioè al valore di una moneta d’argento.

La moneta ritrovata da Regis Cursan riporta il numero XIV ad indicare il valore di 14 assi che, nel I secolo d.C., periodo cui risale la moneta, corrispondevano all’incirca alla paga giornaliera di un bracciante.
Secondo la cultura romana la prostituzione non era considerata moralmente negativa, tanto che diversi studiosi attribuiscono proprio ai romani l’invenzione della prostituzione nel senso più moderno della parola, come un “settore di mercato” che giocava una parte significativa nell’economia dell’impero, con prostitute, per la maggior parte schiave straniere, che venivano regolarmente registrate presso le autorità locali e pagavano le tasse.

In realtà il vocabolario di lingua latina al termine “Spintria” non riporta né la definizione di tessera erotica né qualsiasi altra espressione che possa far riferimento ad un particolare tipo di moneta, bensì come unica definizione fornisce il termine “Cinedo” (da cinaedus,i ) che significa invertito o impudente.
Il termine “Spintria”, così come quello di “Sellario” (riferiti rispettivamente alla plurima passività sessuale e alla ripugnanza della postura), entrarono a far parte dell’idioma latino durante il principato dell’imperatore Tiberio. Prima di allora, questi temini non esistevano.

Bisogna sapere che Tiberio è stato dipinto nella storia come uno dei prìncipi più depravati dell’impero romano. Non si sa quanto questa fama corrisponda a verità e quanto all’opera di maldicenze.
Di sicuro, Tiberio non ebbe una vita nè felice nè soddisfacente. Una serie di vicessitudini ed eventi drammatici peggioraro il suo carattere già ombroso e scontroso, portandolo alla misantropia che indusse in lui un profondo desiderio di solitudine. Fu così che si ritirò presso l’isola di Capri non facendo più ritorno a Roma; neanche per la morte della madre.
Questo suo isolamento costò a Tiberio una cattiva fama. Il popolo, già non ben disposto nei suoi confronti per via del suo carattere, non si spiegò questa sua scelta che fu interpretata come un abbandono; inoltre si iniziò a vociferare che si fosse stabilito in quel luogo per dar sfogo ai suoi istinti sessuali più perversi.
Così il nome di Tiberio è divenuto simbolo di vizi contro natura e sensualità.

Di fatto, però, noti autori del tempo hanno riportano nei loro scritti le depravate pratiche cui era coinvolto Tiberio sull’isola di Capri.
<<….Tiberio, varcato il tratto di mare che separa Capri da Sorrento, andava percorrendo le coste della Campania, incerto se rientrare a Roma, o piuttosto….. simularne il proposito.
Più volte vi s’accostò, sino a raggiungere i propri giardini sul Tevere; ma poi nuovamente si ritrasse ai suoi scogli ed alla sua solitudine a celarvi la vergogna dei delitti e delle sozzure, a tal punto in esse imbevuto da insozzare con lo stupro, alla stessa maniera dei re barbari, giovanetti di nobile famiglia. Né in lui la libidine tanto era eccitata dalla bellezza e dalla grazia del corpo, quanto, per taluni, dalla purezza dell’adolescenza, per altri dallo splendore del casato
.>>

Questo passo è tratto dal sesto libro degli Annales, in cui lo storico Tacito, con l’occasione, spiega che i termini “Spintria” e “Sellario” furono coniati proprio a quel tempo in riferimento a quelle pratiche sessuali, reputate scandalose, che sembra soddisfacessero l’imperatore.
Nello studio di Mario Lentano tratto da “i quaderni del ramo d’oro” (rivista on-line del Centro AMA), pubblicato sul sito dell’università di Siena si legge:
le spintriae erano monstrosi concubitus repertores, «ideatori di un mostruoso accoppiamento», consistente, in una sorta di ménage à trois omoerotico (triplici serie conexi cui alludeva Tacito) eseguito sotto gli occhi dell’imperatore con l’intento di rianimare le languenti libidines di quest’ultimo…
E ancora: Svetonio racconta che sempre durante il ritiro a Capri, poi, (Tiberio) escogitò anche i sellaria, le stanze delle sue oscenità segrete: lì raccoglieva da ogni parte schiere di ragazze e di giovani prostituti, e gli inventori di accoppiamenti contro natura, da lui chiamati ‘spintrie’, perché, congiunti in amplesso a formare
una triplice concatenazione, vicendevolmente si violassero davanti a lui, in modo che guardandoli egli eccitasse il suo desiderio sessuale in declino.

Prosegue poi aggiungendo……Né del resto si trattava dell’unica perversione di Tiberio: tutta l’isola era stata attrezzata con ambienti adorni di statue e quadri «lascivissimi» – come si esprime ancora Svetonio –, nonché arricchita con un’adeguata dotazione libraria, il cui pezzo forte era il celebre manuale attribuito a Elefantide, il Kamasutra del mondo classico, «perché a nessuno mancasse il modello della posizione che il principe ordinava di assumere»; per non parlare di grotte e anfratti disseminati un po’ ovunque nel parco della residenza imperiale, in cui altri ragazzi e ragazze, abbigliati come il dio Pan o come giovani Ninfe, offrivano le loro grazie all’imperatore.
Secondo quanto riporta Lentano, sembra che a parte il compiacimento”pruriginoso” provato da Svetonio, effettivamente il comportamento di Tiberio fu interpretato dal popolo come segno di una degenerazione intollerabile. Tant’è che sotto Caligola le “Spintriae” vennero liquidate, a dimostrazione di una netta presa di distanza rispetto agli aspetti più inquietanti del principato Tiberiano.

spintria

 

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