“LA PALAZZOLO CHE VORREI”. LA PAROLA AI GIOVANI DEL QUARTIERE

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La Chiesa di Palazzolo Milanese (www.paderno7onair.it)Pubblichiamo un piccolo sondaggio svolto da Lodovico Pescinato, un giovane amico e sostenitore di Paderno 7.0, che ha voluto portare alla nostra e vostra attenzione le dichiarazioni di alcuni palazzolesi.

Palazzolo Milanese è uno dei quartieri di Paderno Dugnano più popolosi e significativi. Naturalmente i problemi non mancano, tanto da rendere questa frazione oggetto di discussioni fra tutte le parti politiche. In questo spazio, però, vogliamo dare la parola ai giovani che vivono in prima persona Palazzolo e sentire quali sono le loro proposte per rendere il paese più vivibile e funzionale, più rispondente alle loro esigenze. Ecco perchè abbiamo provveduto a raccogliere a mò di sondaggio alcune loro veloci dichiarazioni, cercando di focalizzare i temi emersi maggiormente.

Partiamo proprio dal ruolo dei giovani nel quartiere, che in molti vorrebbero vedere accentuato. Francesco, ad esempio, ritiene opportuno favorire più attività in mano ai ragazzi e promuovere eventi di tipo culturale e festival, insieme ad altri che vedrebbero di buon occhio un maggiore investimento sui giovani, dato che l’unica opportunità di aggregazione è rappresentata solo dall’oratorio. Anche il divertimento, sempre coniugato alla responsabilità, non trova per molti corrispondenza nella realtà: una ragazza vorrebbe la presenza di qualche locale per i giovani e, per quanto riguarda la viabilità, riterrebbe opportuno mettere un dosso nella Via Sant’Ambrogio in modo da ridurre la velocità; sempre in quella via dovrebbe esserci una pattuglia che controlli il parcheggio, a dir poco “selvaggio” delle auto. Claudia vorrebbe l’apertura di un centro d’aggregazione giovanile per i ragazzi dai 16 ai 25 anni, e che il manto stradale di tutte le strade fosse rifatto. Alicia propone di riaprire il cinema-teatro Manzoni con alcune serate dedicate ai giovani e, visti i fatti avvenuti lo scorso settembre, sarebbe opportuno risolvere il problema del Seveso in caso di maltempo. Non manca ovviamente chi come Alessandro propone di tenere aperti i locali alla sera.

DOPO IL SALTO, VIABILITÀ E DECORO URBANO

Anche la viabilità e l’ambiente, come abbiamo già visto nelle precedenti risposte, sono al centro delle dichiarazioni dei palazzolesi. Silvia ed Andrea, non a caso, propongono un decoro urbano più verde: altri alberi e cestini nelle strade e, magari, ispirarsi al modello di Boston dove tra i lampioni ci sono piante. Serena ritiene opportuno riguardare la percorribilità delle strade, come quella in Via Coti Zelati. Ma non è la sola: Simone, infatti, rivela di sentirsi poco sicuro quando passa nella pista ciclopedonale di quel tratto, e ritiene opportuno un ripensamento in termini di sicurezza. Ma altrettanto pericoloso per i ciclisti, sempre secondo Simone, è l’incrocio tra la stessa strada e la Via Manzoni.

Tutte idee degne di attenzione e assolutamente fattibili, a dimostrazione che i giovani non cercano e non chiedono interventi eccezionali, ma una maggior vivibilità del proprio quartiere che assicuri loro una maggiore sicurezza e qualità di vita. Interventi, quelli richiesti, che sarebbero a favore di tutta la Comunità, senza distinzione di età.

 

12 Risposte

  1. avatar Emanuele

    11/01/2010, 02:31 pm

    Io volevo aggiungere qualcosa quanto riguarda l’aspetto urbano del paese, senza tralasciare il fatto che le osservazioni riportate qui sopra sono tutte interessanti. Bisogna dire che i servizi come il treno, gli autobus, le cooperative, il panificio, le farmacie, i distretti medici…sono presenti, tutto quello che da una frazione di 24.000 abitanti ci si può aspettare.
    Parliamo ora della struttura di Palazzolo. Per struttura intendo il centro, i quartieri etc. Il centro, grazie alla vecchia amministrazione è stato allargato fino ad arrivare alla stazione FNM. Per allargato indico la trasformazione in porfido della via Coti Zelati che parte dalla chiesa di Piazza addolorata fino alla via della stazione. Penso che non si possa pretendere un centro a Palazzolo che soddisfi tutte le esigenze, come quello di Cusano. La frazione è nata così e nel nostro caso non si può modificare. Una cosa che in merito si può correggere, riguarda la separazione che c’è tra la strada automobilistica e quella pedonale/ciclabile sempre in via Coti zelati. La pista ciclabile andava rialzata e non divisa da paletti distanti tra loro un metro e trenta, a vederli sembrano birilli. Infatti come si può vedere ne sono andati a terra come minimo cinque.

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  2. avatar Simone Carcano

    11/01/2010, 02:50 pm

    Proprio durante un consiglio di Quartiere, mi pare a Dugnano, è stato evidenziato un problema esattamente opposto a quello evidenziato da te, Emanuele. E cioè la pericolosità rappresentata dal cordolo di cemento tra marciapiede/pista ciclabile e carreggiata nel Quadrilatero di Paderno e Dugnano. Difatti in alcuni punti si rischia di cadere come ho già sentito diverse volte e sperimentato sulla mia pelle.

    A Palazzolo non condivido la scelta dei paletti, proprio perché facilmente abbattibili. Avrei visto molto bene delle sfere, analoghe a quelle posizionate davanti al Bar Commercio in piazza Matteotti: che sono indistruttibili.

    Creare nuovi centri di aggregazione a Palazzolo? Ma se proprio a Dugnano (facilmente raggiungibile da quel quartiere) c’è il Contromano che implica una spesa che non viene giustificata dalle presenze. Tutt’al più si potrebbero spostare le sue attività a Palazzolo, ma prima di aprirne uno nuovo è meglio pensarci su due volte.

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  3. avatar Federico T.

    11/01/2010, 03:03 pm

    Concordo col fatto che ci dovrebbero essere più centri per giovani. I gruppi di ragazzi, però, li gestiscono i ragazzi, per evitare gli sprechi che indica Simone. Ecco perchè i ragazzi volenterosi si potrebbero associare per poi richiedere spazi e sostegno al Comune. Vedo per esempio che Paderno7on air ha fatto la stessa cosa.

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  4. avatar Palazzolese Arcistufo

    11/01/2010, 03:05 pm

    Penso che in via Coti Zelati non possono fare ancora altri interventi. Oltre a rischiare la paralisi, sarebbero cose troppo pasticciate. Teniamocela così com’è.

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  5. avatar MariaTeresa

    11/01/2010, 04:23 pm

    E’ vero che i paletti vanno giù come i birilli, ma avete pensato per un attimo se in quel momento passava qualcuno di li a piedi e i paletti non c’erano?

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  6. avatar giorgio r.

    11/01/2010, 10:09 pm

    Quello richiesto in questo post per Palazzolo vale per qualsiasi altra frazione di Paderno Dugnano, ma cosa fanno i giovani per ottenere ciò che desiderano?
    Unica cosa che vedo che manca in questa città (ma che si può constatare anche a livello nazionale)è una ‘spinta’ da parte dei giovani per ottenere ciò che desiderano.

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  7. avatar Lorenzo Locatelli

    11/02/2010, 01:18 am

    @Giorgio invece io mi chiedo che spazi gli si danno per aver modo di cambiare le cose ed ottenere ciò che desiderano. Di certo, non hanno di fronte il buon esempio dei più anziani (soprattutto a livello nazionale – politicamente nemmeno ne parliamo), dai quali possono solo imparare a farsi gli affari propri, diventare scalatori sociali e comprendere che il più furbo vince sempre sull’onesto.
    Quindi, se mi parli di “spinta” da parte dei giovani, la posso dare volentieri io a qualcuno, magari usando qualche arto, giusto per mandarlo anche a quel tal paese.
    Uso l’ironia, perchè è meglio in questo frangente, anche se non fà ridere la situazione in cui versa il Paese e se spetta ai giovani proporre, spetta anche a molti altri farsi da parte e lasciargli fare. Non credi?

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  8. avatar Silvia

    11/02/2010, 12:38 pm

    A me come Claudia, piacerebbe molto un centro di organizzazione giovanile alternativo all’oratorio, dove conoscere e confrontarmi con ragazzi e ragazze della mia età, fare nuove amicizie e condividere esperienze e passioni. Per Palazzolo che è veramente una frazione “morta”, come più o meno tutta Paderno, sarebbe una bella iniziativa.

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  9. avatar Simone Carcano

    11/02/2010, 05:04 pm

    Secondo me Palazzolo non è morta, ha bisogno di stimoli. Perché basta darle un minimo impulso e la risposta può essere straordinariamente incoraggiante, anche a livello di partecipazione nel quartiere si hanno dei buoni risultati.

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  10. avatar giorgio r.

    11/02/2010, 05:34 pm

    @Lorenzo troppo comodo stare li seduti ad aspettare che qualcuno venga e ti dica accomodati, a me nessuno ha dato alcun spazio me lo sono dovuto trovare io , nessuno si è fatto da parte per lasciarmi fare, io mi sono messo in gioco e ho lottato e lotto ancora adesso per ottenere ciò che voglio. Troppo spesso quello che tu dici è l’alibi per i giovani per non fare niente. Dimmi a voi gestori di questo blog chi si è dovuto tirare da parte ?
    A Silvia e a Claudia dico che a Paderno Dugnano in via La Malfa ormai sono anni che esiste un centro di aggregazione giovanile , anche se probabilmente, dalle voci che girano , sarà chiuso da questa amministrazione, ma forse loro lo vogliono a Palazzolo? .

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  11. avatar carlo arcari

    11/02/2010, 06:48 pm

    Io credo che Locatelli dica una cosa giusta: la politica, il lavoro, la società degli adulti in Italia non offrono mai ai giovani la possibilità di mettersi in gioco davvero e cambiare la realtà. I giovani italiani, come quelli padernesi, non vogliono uno spazio da usare per il loro tempo libero, ma chiedono di partecipare finalmente alla gara della vita. Se non li fanno mai entrare in pista, se non trovano mai spazio ai blocchi di partenza, quando mai possono gareggiare alla pari e dimostrare pubblicamente il loro valore?
    Questo problema non è nuovo e la mia generazione l’ha provato a suo tempo sulla sua pelle. Non ci lasciavano cambiare niente, non ci lasciavano gareggiare liberamente, ci volevano imporre regole che falsavano in partenza il risultato, ci dividevano, ci castravano. Ci siamo ribellati, ma dalla guerra generazionale degli anni 70 non abbiamo guadagnato niente o quasi. Il Paese non è cambiato molto purtroppo. Ma questo falso movimento si è verificato solo in Italia. In Usa il famoso ’68 ha prodotto la sua parte di tragedie e di sprechi, ma anche cose che si chiamano Apple, Microsoft, Google, cioè rivoluzioni economiche, tecnologiche, sociali. Qui da noi la modernità che sbocchi ha avuto?
    Si fa presto a dire ai giovani “prendetevi in mano la vita” dimenticando che l’Italia non è un punto di partenza di un’impresa innovativa, se non come aeroporto dove prendere il volo per andare altrove a giocare la propria carta.
    Paderno non è diversa. Qui c’è chi ha fatto grandi promesse di cambiamento al grido di largo ai giovani e oggi ai giovani cosa offre? Gli mette in mano leve di gestione che producono l’appy hour musicale a Zelo Buon Persico. Non mi sembra una cosa che risponda a una speranza.

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  12. avatar silvio

    11/03/2010, 03:34 pm

    dovevate esserci ieri sera la consiglio di quartiere per sentire le perle di sagezza del buon Gaslini ragazzi che ridere ne sparava una dopo l altra

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