LA TESTA NEL PAIOLO, LE RICETTE: “MADELEINES”. ALLA RICERCA DEL TEMPO PERDUTO

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LogoNero2-nuovoUn post sulle Madeleines è praticamente d’obbligo per chi scrive (o per lo meno ci prova) di cucina e di ricette: è da sempre lì in attesa di essere scritto, in attesa che si trovi la combinazione giusta di ingredienti e procedura che soddisfi le aspettative. Sì, le aspettative, perché le Madeleines sembrano essere avvolte da un’aurea di sacralità per i cultori, e il merito è certamente di Marcel Proust, che nel suo capolavoro mondiale, “Alla ricerca del tempo perduto”, ci rende partecipi di un suo ricordo d’infanzia in cui sono proprio questi soffici dolci ad essere protagonisti:
“Al mio ritorno a casa, mia madre, vedendomi infreddolito, mi propose di bere, contrariamente alla mia abitudine, una tazza di tè. (…) Mandò a prendere uno di quei dolci corti e paffuti che si chiamano petite madeleines e che sembrano modellati dentro la valva di una cappasanta. E subito, meccanicamente, oppresso dalla giornata uggiosa e dalla prospettiva di un domani malinconico, mi portai alle labbra un cucchiaino di tè nel quale avevo lasciato che si ammorbidisse un pezzetto di madeleine. Ma nello stesso istante in cui il liquido a cui erano mischiate le briciole del dolce raggiunse il mio palato, io trasalii, attratto da qualcosa di straordinario che accadeva dentro di me. Una deliziosa voluttà mi aveva invaso (…). Da dove era potuta giungermi una gioia così potente? Sentivo che era legata al sapore del tè e del dolce, ma lo superava infinitamente, non doveva condividerne la natura.”
Poche righe, considerata la mole del romanzo, un semplice richiamo, sono bastate a rendere immortali questi “dolci corti e paffuti” che effettivamente si prestano perfettamente ad accompagnare una tazza di tè e magari anche la lettura di buon libro.
Per fare le Madeleine è necessario lo stampo apposito, senza il quale non sarebbe possibile dargli la loro tipica forma a conchiglia; c’è però un altro dettaglio che le contraddistingue, ossia il rigonfiamento che si forma durante la cottura. Affinché si formi questa “gobbetta” è necessario che avvenga uno shock termico, quindi è fondamentale far riposare le Madeleines in frigorifero prima di infornarle. Anche il cambio di temperatura durante la cottura è importantissimo. Io ho farcito le mie Madaleines con una confettura di mele aromatizzata alla lavanda, sempre per rimanere nel mood francese, e questo richiede un attimo di attenzione in più; se è la prima volta che vi cimentate in questa preparazione vi consiglio di iniziare con la versione classica.

Ingredienti (circa 30 Madeleines)

150 g di farina “00″
150 g di zucchero
125 g di burro
2 uova
2 cucchiai di latte
1 cucchiaino di lievito per dolci

confettura per farcire q.b.

Esecuzione

12509214_566658110177486_6110474469791107715_n1. Lasciate che il burro si ammorbidisca a temperatura ambiente. Nel frattempo, sbattete le uova con lo zucchero fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso.
2. Aggiungete la farina setacciata e il lievito, e incorporate.
3. Aggiungete il latte e il burro ammorbidito, amalgamandolo bene all’impasto evitando che si formino grumi; l’impasto dovrà risultare liscio e omogeneo.
4. Trasferirte l’impasto in frigorifero per circa 30 minuti. Trascorso questo tempo, versate un cucchiaino di impasto nelle apposite forme per le Madeleines. Se le volete farcire con la confettura, procedete così: versate una piccola quantità di impasto nello stampo e distribuitelo delicatamente in modo che ne copra tutta la superficie, come a formare un involucro. Adagiatevi la confettura e ricoprite con un cucchiaino di impasto che la ricopra.
5. Riponete le Madaleines in frigorifero per altri 30 minuti circa; nel frattempo, preriscaldate il forno a 220°C.
6. Cuocete le Madeleines a 220°C per 4 minuti, poi abbassate la temperatura a 180°C e proseguite la cottura per altri 7 minuti. Toglietele dallo stampo quando si saranno raffreddate completamente.

 

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