“L’ANGOLO DEI VIDEOGIOCHI”, RECENSIONI: SHADOW OF THE COLOSSUS

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Shadow of the ColossusPochi giochi solitamente entrano nella mente dei videogiocatori e vi rimangono a lungo. Col passare del tempo, questi giochi diventano vere e proprie leggende e più avanzano le generazioni, più il valore di queste “opere d’arte” cresce sempre di più; avventure che diventano bardi capaci di suonare le corde dell’animo umano e di creare melodie celestiali difficilmente dimenticabili. Di giochi di questo tipo ce ne sono pochi e tutti siamo concordi nel dire che uno di questi sia Shadow Of The Colossus.

Uscito originariamente per PS2, fu poi rimasterizzato per PS3 in una versione HD insieme a ICO, un’altra celebre leggenda. Narra la storia di un giovane ragazzo di nome Wander che vuole salvare una ragazza apparentemente morta. Recatosi in un santuario e posata la giovane donna su un sacrario, una voce gli parlerà dicendogli che per salvarla dovrà distruggere gli idoli a cui corrispondono dei colossi: il ragazzo accetta la sfida e di più non si andrà avanti con la spiegazione della trama perché è giusto che un tale gioco vada vissuto più che spiegato.

PAROLA CHIAVE: AMENITÀ
Il mondo di Shadow Of The Colossus (da qui in poi SOTC) è un mondo completamente disabitato, i cui unici essere viventi sembrano essere i colossi. Wander e il suo cavallo si muovono in terre sterminate e lo stesso paesaggio varia da enormi praterie a lunghissimi deserti o montagne da scalare, fino a giungere a cittadine e templi abbandonati. Tutti questi elementi, uniti al linguaggio totalmente incomprensibile (si tratta di una lingua inventata), accentuano l’amenità del gioco, ma non solo: il giocatore, infatti, si ritroverà a cavalcare vaste zone completamente da solo trovandosi immerso nel mondo e allo stesso tempo isolato dallo stesso. Basterebbe poco per immedesimarsi nel giovane, sfortunato, protagonista.
Per quanto riguarda la grafica, tanta luce una patina e un’onnipresente patina nebbiosa danno a ogni luogo una sensazione di misterioso, un’aura arcana che solo in pochi giochi abbiamo avuto la fortuna di vedere. Naturalmente, con una mappa così vasta, il piacere del gioco è volto in gran parte all’esplorazione e, delle dieci ore complessive, solo due verrebbero impiegate nel raggiungimento della zona dove risiedono i colossi.

GRANDI NEMICI, PICCOLI EROI
I nemici principali all’interno del gioco sono i colossi e ce ne sono di tutti i tipi, ognuno ha una strategia propria che sfrutta il campo di battaglia per poter prevalere sul giocatore; quest’ultimo, ovviamente, dovrà fare lo stesso se vuole avere la meglio, ideando una strategia per poterli abbattere. Sfruttando, a nostra volta, il campo di battaglia si potrà, infatti, raggiungere la testa del colosso dove spesso si trova il punto debole da colpire. Le forme e le caratteristiche dei colossi sono tantissime: ci sono colossi volanti a forma di aquile, altri che volando, scavano nel sabbia e altri che sono vere e proprie fortezze da espugnare. Tutti, però, vanno uccisi e il finale, che rivelerà non poche sorprese, è uno dei più belli di sempre e, con la sua enigmatica poeticità, saprà ricompensare il duro lavoro svolto.

TI CONSIGLIAMO DI GIOCARCI?
Poche storie, ci troviamo difronte ad uno dei più grandi capolavori creati su PS2, un gioco che è difficile da spiegare, da interpretare, che va solo giocato ed è per questo che non tutti lo apprezzeranno. Alcuni lo ameranno alla follia, altri lo detesteranno, non si tratta di un gioco semplice. Ad altri non sembrerà nulla di particolare, ma colui che lo giocherà col cuore, non verrà deluso. Da prendere assolutamente insieme “al suo cugino” ICO.

HO PARLATO DI: Shadow of the Colossus, Sony Computer Entertainment
DISPONIBILITÀ: PS2, PS3

 

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