LGBT: UNO SPORTELLO PER AIUTARE, NON PER GIUDICARE. ULTIMO APPUNTAMENTO SUI TEMI RELATIVI AI “NUOVI DIRITTI”

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Chiudiamo con questo tema la serie di articoli per approfondire i temi relativi alla raccolta di firme per chiedere un’assemblea pubblica sui “Nuovi diritti”: i precedenti, nel caso ve li fosse persi, sono stati quelli sulle coppie di fatto e sul testamento biologico.

Cosa significa LGBT?
Un modo molto rozzo di spiegare questo termine è vederci un tentativo rispettoso di rappresentare tutte le persone che hanno inclinazioni sessuali diverse da quella eterosessuale.
Un mondo che prima veniva definito dalla parola Gay (la G di LGBT, sinonimo di omosessuale) a cui poi si è affiancata la L di Lesbica per distinguere l’omosessualità femminile, la B di Bisessuale (definibili rozzamente come persone che provano attrazione sia per persone del loro stesso sesso, sia per persone di sesso diverso) e la T di Transgender che racchiude un ampio ventaglio di inclinazioni sessuali accomunate dal non riconoscersi nei due sessi maschio e femmina (travestiti, persone che si operano per cambiare sesso e così via).
In realtà, questa sigla potrebbe non riuscire a coprire altri tipi di inclinazione sessuale: dagli “unsure” (insicuri) al sorprendente caso delle persone nominate Winkte fra gli indiani Lakota.
Ma l’argomento di questo post non è questa (rozza, lo ammetto) classificazione. Il punto è il problema del (negato) diritto di una persona con una sessualità diversa da quella eterosessuale di vivere nella nostra società non sentendosi un cittadino di serie B.

LGBTLa violenza sugli individui LGBT
In un sondaggio anonimo online su omosessuali europei risulta che il 54% di quelli italiani ha dichiarato di aver subito aggressioni verbali o fisiche durante gli ultimi cinque anni e il 34% lamenta atti di discriminazione sul lavoro. Ha fatto scalpore pochi mesi fa il suicidio un giovane romano di 21 anni che, prima di gettarsi dall’undicesimo piano del palazzo dove abitava, ha scritto: «Sono gay. L’Italia è un Paese libero, ma esiste l’omofobia e chi ha questi atteggiamenti deve fare i conti con la propria coscienza. Io non sto bene in questa società».
Non è un caso isolato, ma il terzo del 2013 nella sola capitale.

Per gli individui transgender la situazione è ancora più difficile; il presidente del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, Andrea Maccarrone ha dichiarato nel 2013: «L’Italia ha il triste primato europeo delle aggressioni e degli omicidi di persone transessuali e transgender e la situazione è aggravata dalla marginalità e invisibilità sociale e dallo stigma con cui le leggi ormai inadeguate e il pregiudizio le colpiscono».

Lo sportello LGBT…E


Chiaramente non sono problemi che un comune può risolvere da solo, ma a Milano e a Torino sono attivi degli sportelli LGBT che operano in collaborazione con associazioni e realtà del territorio.
Riporto dalla descrizione dello sportello di Torino:

«Finalità
- Conoscere le condizioni di vita delle persone omosessuali e transessuali, evidenziarne i bisogni per orientare le azioni e gli interventi;
- Analizzare la percezione sociale dell’omosessualità e della transessualità per impostare azioni di sensibilizzazione e cambiamento culturale;
- Costituire un punto di confronto delle esperienze realizzate in Italia e all’estero per la promozione e la tutela dei diritti delle persone omosessuali e transessuali (provvedimenti, progetti, iniziative);
- Cogliere situazioni di discriminazione sul piano normativo e legislativo;
- Informare, sensibilizzare.

Azioni
- Promozione e tutela dei diritti nei diversi aspetti della vita sociale, culturale e lavorativa;
- Informazione e sensibilizzazione pubblica rivolta a tutta la popolazione;
- Iniziative culturali finalizzate a favorire il dialogo fra le differenze;
- Formazione rivolta al personale delle Amministrazioni pubbliche e della Scuola;
- Attività educative e di contrasto all’omofobia rivolte ai giovani e alle scuole;
- Informazione rivolta al mondo produttivo sui temi dell’accesso al lavoro delle persone transessuali;
- Informazione e prevenzione sanitaria;
- Collaborazioni con le associazioni per valorizzarne le attività, promuovere la formazione e sviluppare iniziative comuni;
- Lavoro di rete con gli Enti locali, regionali, nazionali ed europei»

Maggiori informazioni sul pieghevole di presentazione del servizio scaricabile online.

Nella raccolta firme usiamo il termine LGBTE dove E sta per eterosessuale, un termine usato da Marco Pannella in base all’idea che riconoscere dei diritti agli LGBT migliora la vita anche agli “etero”. Lo sportello deve essere aperto anche a loro, per aiutarli a conoscere questo mondo e renderli protagonisti nella sua integrazione nella società.

Antonella-Caniato

Antonella Caniato avrebbe recentemente chiesto un modulo della raccolta firme sui Nuovi Diritti.

Infine… Il silenzio (menefreghista?) del centrosinistra
Finisco questa serie di post con una riflessione personale.
In campagna elettorale Giovanni Giuranna, ora consigliere comunale di Insieme per Cambiare, a un tavolo mi ha spiegato che serviva la discussione sul registro del testamento biologico (che è nel programma della sua lista) prima di affrontarlo in consiglio comunale.
Antonella Caniato del PD mi ha additato al Centro Falcone e Borsellino come persona che critica la discussione.
Amici di centrosinistra hanno fortemente contestato sia il mio voto al Movimento 5 Stelle al primo turno, sia aver preferito Alparone a Caniato. E in questo secondo caso facevano ironia sulla presunta contraddizione fra volere le cose di cui ho parlato in questi articoli e votare contro il candidato sindaco del PD. Al momento, tuttavia, se Paderno 7 non si è mossa come associazione in quanto tale mi ha però lasciato piena libertà di affrontare questi temi e di far partire una discussione su di essi qui. I consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle hanno firmato questa richiesta di assemblea.

E nel centrosinistra?
A parte le lodevoli eccezioni di Efrem Maestri e Daniela Caputo, nessuno degli altri consiglieri comunali di quella coalizione ha mosso un dito a favore di questa proposta.
Appoggio è arrivato da SEL e dall’associazione Sinistra per Paderno Dugnano che non sono presenti in consiglio.
Insieme per cambiare ha fatto sapere tramite Katia Scanavacca che «rispettiamo il lavoro della raccolta firme. La nostra scelta operativa però è quella di impegnarci a creare occasioni di riflessione e dibattito su questi temi, senza alimentare tensioni».
Posizione incomprensibile perché non viene detto quali siano le tensioni che alimenterebbe l’iniziativa, cosa siano queste occasioni di riflessione, cosa abbiano più di quella in corso e, aggiungo, perché Insieme per Cambiare dovrebbe organizzarle (non si specifica quando, anche se si parla al presente) se non si hanno tracce di loro iniziative su temi simili negli anni scorsi.
Insomma il centrosinistra, se fotografato oggi durante questa iniziativa, sembra una coalizione più orientata verso la rimozione delle battaglie sui diritti civili che su una discussione su di esse che coinvolga la città.
C’è però una speranza, arrivatami da un uccellino pochi giorni fa: Antonella Caniato avrebbe richiesto un modulo della raccolta firme a una persona del suo partito. L’uccellino dice che secondo lui lo ha chiesto per firmarlo, io dico che lo ha fatto per capire di cosa si tratta.
Anche se ho ragione io e non l’uccellino è un grande passo in avanti.

 

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