“LOST IN GIRAFFE”, IL FILM DEL WEEKEND: ADORABILE NEMICA

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Adorabile nemicaSabato 13/05: 14.00; 18.50; 23.30;
Domenica 14/05: 14.00; 18.50;

Un vasetto di yogurt scaduto da molto tempo potrebbe rendervi l’idea della sua acidità. Una donna abituata a comandare tutto e tutti. A controllare tutto e tutti. Ad avere sempre l’ultima parola su tutto e su tutti. Un’indole che ha reso Harriet Lauler sola e mal voluta. Al punto da farla preoccupare per cosa si dirà di lei una volta trapassata. E da farle così assoldare la giovane Anne Sherman, scrittrice caparbia e capace, per stilare anzitempo il suo necrologio.

Adorabile Nemica è il mio consiglio per il weekend. Al centro della scena il confronto. Una davanti all’altra due donne, due cervelli, due modi di guardare il mondo, due generazioni e due vite. La regia è di Mark Pellington, un professionista di thriller con background da videoclip maker per gruppi rock, oggi alle prese con una commedia divertente e piacevole. La conduzione è molto espressiva e partecipa a veicolare il messaggio del film. L’uso quasi ritrattistico della profondità di campo nelle inquadrature ricorda la direzione di Garth Davis per Lion – La strada verso casa ma ancora più interessante è l’alternanza tra telecamera fissa e riprese “a mano” associate rispettivamente a Harriet e Anne. Un trucco che abbiamo già visto in Quasi Amici (Olivier Nakache e Eric Toledano, 2011) e che sottolinea in maniera semplice e diretta la dicotomia tra stabilità e instabilità, sicurezza e incertezza, insita nel rapporto tra le protagoniste.

Frontali, perioculari, nasolabiali e molte altre sono le rughe che recitano sul volto di Shirley MacLaine. L’attrice Premio Oscar per Voglia di tenerezza (James L. Brooks, 1983), dopo oltre sessant’anni di carriera cinematografica, ha tantissime frecce al suo arco e si esibisce con uno stile frizzante ed impeccabile sia sul comico che nelle scene di stampo più drammatico. Un ciclone sullo schermo capace di rendere irresistibili anche le parti più lente della narrazione. Accanto a lei, mezzo secolo più giovane, Amanda Seyfried (Padri e figlie, Les Misérables) le tiene testa senza essere da meno. Spontaneità disarmante e presenza spregiudicata fanno di quest’ultima il degno alter ego della controparte più matura. Il risultato è un duetto musicale e scenografico. Un duello romantico tra due sguardi che si incrociano, un sopracciglio che si alza, un angolo della bocca che sale quasi a tradire un sorriso.

L’ottima sceneggiatura dell’esordiente Stuart Ross Fink, dialogo dopo dialogo, rende lo spettacolo coinvolgente e la storia appassionante. Lo scontro tra i bolidi MacLaine e Seyfried farà scintille e porterà la pellicola su strade inaspettate. Non mancheranno le sorprese e vi posso garantire che, tra tutte le emozioni, la noia sarà l’unica assente in sala.

 

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