“LOST IN GIRAFFE”, IL FILM DEL WEEKEND: ASSASSINIO SULL’ORIENT EXPRESS

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Sabato 16/12: 15.20, 17.50, 20.20, 21.20, 22.40, 23.40;
Domenica 17/12: 11.30, 15.20, 17.50, 20.20, 21.20, 22.40;

L’Orient Express è molto più di un semplice treno. E’ un ponte che collega l’occidente ad un oriente esotico e magico. Una vacanza di tre giorni tra Parigi e Costantinopoli che si slancia per far toccare le principali capitali europee con le migliori mete del turismo di inizio novecento. Viaggiarci sopra è un lusso riservato a pochi: nobili, diplomatici, alto borghesi. Ciò nonostante, è controvoglia che Hercule Poirot è costretto a salirci nella speranza di raggiungere velocemente Londra. Ma, nella carrozza di prima classe, tra un groviglio di sconosciuti senza nulla in comune, qualcuno proverà ad assumerlo perché preoccupato per la propria incolumità. Qualcuno che da lì a poco verrà violentemente assassinato nel suo scompartimento chiuso dall’interno.

Scritto da Agatha Christie nel 1934 e portato per la prima volta al cinema da Sidney Lumet nel 1974, a distanza di altri quarant’anni, Assassinio sull’Orient Express torna in sala grazie ad una trasposizione co-prodotta, diretta ed interpretata da Kenneth Branagh (I love Radio Rock, Harry Potter e la camera dei segreti, Molto rumore per nulla). La nona fatica del detective belga, nata dalla fantasia dell’autrice durante un soggiorno ad Istambul, racconta l’efferato omicidio di Samuel Ratchett, un misterioso mercante d’arte americano. Se la pellicola degli anni settanta vantava nel cast nomi del calibro di Ingrid Bergman e Sean Connery, anche Branagh circonda il suo investigatore di attori di altissima taratura come Judi Dench, Penelope Cruz, Johnny Depp, Michelle Pfeiffer e Willem Dafoe. Per realizzare la storia, inoltre, il regista britannico adatta l’opera originale modellandola, integrandola e cambiando le nazionalità e i nomi a seconda delle esigenze di copione.

L’incipit del film fa da manifesto a ciò che ci attende mostrandoci come nulla sarà lasciato al caso, con ogni particolare che, presto o tardi, tornerà utile per sbrogliare l’intreccio. Nei primi dieci minuti ci vengono presentate le peculiarità del protagonista e dei passeggeri, ma è quando il treno parte che tutto prende il via. Nello spazio limitato del vagone in stile art déco, la cinepresa esprime il meglio di sé passando da punti macchina a piombo sopra le teste dei personaggi ad inquadrature ad altezza pavimento, o moquette, visto dove ci troviamo, con un trionfo di carrellate, long take e riprese aeree dell’Orient Express. Uno stile vivace che per alcune scelte ricorda, seppur in maniera più misurata e realistica, quello del Quentin Tarantino di Kill Bill Vol.1.

Come secondo il principio perennemente dimostrato da Jessica Fletcher, se c’è un detective c’è sempre anche un morto. Preparatevi dunque a districarvi tra una moltitudine di indizi e sospettati per un’indagine che metterà a dura prova perfino le capacità e le convinzioni del celeberrimo Hercule Poirot.

 

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