“LOST IN GIRAFFE”, IL FILM DEL WEEKEND: BLADE RUNNER 2049

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blade-runner-2049-poster-1Sabato 14/10: 15.00, 17.15, 18.10, 20.20, 21.20, 23.30
Domenica 15/10: 11.00, 15.00, 17.15, 18.10, 20.20, 21.20

“Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi”. Ad esempio, sono appena andato a vedere Blade
Runner 2049
e ve lo consiglio vivamente. Trentacinque anni dopo l’uscita del Blade Runner di Ridley Scott, il film
ora nelle sale è diretto da Denis Villeneuve (Arrival, Sicario, Prisoners) e continua la storia basata sui personaggi
del romanzo di fantascienza Il cacciatore di androidi di Philip Kindred Dick.

Nel 2049 la Tyrell Corporation è stata sostituita dalle Wallace Industries nella realizzazione di replicanti sempre
più forti ed obbedienti da utilizzare come schiavi nelle colonie Extra-Mondo. I vecchi Nexus, ormai fuori
produzione, si nascondono sulla Terra ma il Los Angeles Police Departement dà loro la caccia per eliminarli.
L’agente K è un non-umano e ha il compito di trovare e “ritirare” gli androidi rivoltosi. La routine del blade runner
sarà sconvolta dalla scoperta della possibile esistenza di un bambino ibrido, figlio di un uomo e una replicante.
Una minaccia vivente ai già fragili equilibri di convivenza internazionale, nonchè una nuova frontiera della
tecnologia, su cui sia le forze dell’ordine sia l’imprenditore Neander Wallace vorranno mettere le mani.

Il paragone col primo capitolo sorge spontaneo ma la pellicola del 1982, partita quasi in sordina, si è conquistata
lo status di cult grazie ad atmosfere neo-noir e scenari visionari all’epoca molto originali. Ne sono passati di sci-fi sugli schermi dei cinema, però. Le “Tre leggi della robotica” di cui scrive Isaac Asimov nel 1941-42 sono state programmate in migliaia di cervelli positronici e altrettante volte infrante (Terminator, L’uomo bicentenario, Io,
robot
). Molte volte i ricordi che si credevano autentici si sono rivelati essere solo innesti (Atto di forza, Strange
Days, Johnny Mnemonic
). Troppe volte la Terra è diventata inabitabile, costringendoci a trasferirci tutti nello
spazio (Elysium, Oblivion, After Earth). Nel 2017, dunque, l’impresa di trovare qualcosa di realmente nuovo da
portare in scena è assai ardua, se non impossibile.

Blade Runner 2049 ruota intorno a Ryan Gosling che mette le sue due o tre espressioni facciali al servizio di un
lavoro un po’ lungo ma molto moderno, con sceneggiatura ed intreccio che mantengono sempre alta la tensione,
regalandoci tantissimi colpi di scena. Come nel film di Scott, dove Rick Deckard (Harrison Ford) abbandona tutto
per fuggire con l’androide Rachael (Sean Young), anche Villeneuve introduce una linea sentimentale tra il
protagonista e Joi, un’intelligenza artificiale olografica interpretata da Ana de Amas (Overdrive, Trafficanti, Knock
knock
). A metà strada tra Lei (Spike Jonze, 2013) e Ex Machina (Alex Garland, 2014), Gosling vive una storia d’amore profonda e controversa, per lui un grande passo in avanti rispetto a quando si fidanzava con una
bambola gonfiabile in Lars e una ragazza tutta sua (Craig Gillespie, 2007).

Un sequel fedele al capolavoro da cui prende il via che, senza cadere in vani tentativi di emulazione, rende la storia accessibile anche ad un pubblico abituato ad una velocità molto diversa da quella delle pellicole anni ’80. Dulcis in fundo la strepitosa colonna sonora di Hans Zimmer che tiene il ritmo e ci accompagna in un incredibile e
fantastico viaggio nel futuro.

 

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