“LOST IN GIRAFFE”, IL FILM DEL WEEKEND: GLI SDRAIATI

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locandina

Sabato 2/12: 14.30, 16.45, 19.00, 21.20, 23.30;
Domenica 3/12: 11.20, 14.30, 16.45, 19.00, 21.20;

Giorgio Selva è un presentatore televisivo di successo. La sua trasmissione affronta i problemi delle persone e lui fa di tutto per risolverli. Nel suo ambiente è rispettato ed ascoltato e, per le strade di Milano, la gente lo riconosce e lo ammira. Senza dubbio lo si potrebbe considerare un uomo ricco ed affermato. Ma è dentro le mura di casa che la sua autorità svanisce, e, come genitore, è alla totale mercé di suo figlio. Tito è quasi maggiorenne, i suoi sono divorziati e, nella metà del tempo che passa con Giorgio, non accetta regole né compromessi. Va, viene, torna, non torna, invita i suoi amici senza preavviso, disobbedisce, rompe e sperpera, non curandosi di nulla. Suo padre è soggiogato. Attanagliato da un inspiegato senso di colpa, vive completamente in balia del ragazzo, irrimediabilmente convinto della propria inadeguatezza. E’ a questo punto che arriva Alice a sconvolgere i sentimenti e gli ormoni giovanili di Tito. Ed è a questo punto che Giorgio scopre che la madre della ragazza è proprio quella Rosalba di cui credeva di essersi liberato giusto 17 anni prima.

Francesca Archibugi porta al cinema Gli sdraiati. Scrivendo la sceneggiatura a quattro mani con Francesco Piccolo, la regista di Mignon è partita, Il grande cocomero e Il nome del figlio, arriva nelle sale con una storia liberamente ispirata al romanzo di Michele Serra, edito nel 2013 da Giangiacomo Feltrinelli Editore. Un libri, tra l’ironico e il poetico, che racconta l’insofferenza degli adolescenti e il loro distacco apatico da responsabilità e valori.

Giorgio e Tito sono interpretati rispettivamente da Claudio Bisio e Gaddo Bacchini. Il primo, ampiamente apprezzato su piccolo e grande schermo, è stato già protagonista nello spettacolo teatrale Father and son, un monologo tratto dalla stessa opera di Serra e diretto da Giorgio Gallione. Il secondo, invece, è al suo esordio come attore ed è stato scelto realmente dopo un lungo casting tra i banchi delle scuole milanesi. Il padre, nella pellicola di oggi, è un adulto che non vuole invecchiare e che, evitando i compiti insiti nel suo ruolo, si comporta come a voler essere il miglior amico di suo figlio. Quasi parallelamente, anche Tito si rifiuta di maturare e, sfruttando una situazione diseducativa in cui qualsiasi cosa gli viene perdonata, tiene Giorgio chiuso fuori dalla propria vita con un atteggiamento al limite del bullismo.

E’ un cinema di personaggi quello dell’Archibugi, divertente ma severo verso i suoi due antieroi, entrambi sbagliati e colpevoli. La riflessione scaturisce dai fatti che la regista, più o meno efficacemente, porta in scena. Molto interessante soprattutto la parte iniziale, drammaticamente riconoscibile nel vissuto di tante famiglie, che rende il film originale e rappresentativo di una rapporto genitore-figlio poco sano, spesso scambiato per amore.

 

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