“LOST IN GIRAFFE”, IL FILM DEL WEEKEND: LA RUOTA DELLE MERAVIGLIE

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La ruota delle meraviglieSabato 23/12: 14.10, 16.20, 18.30, 20.40, 22.45;
Domenica 24/12: 11.00, 14.10, 16.20, 18.30, 20.40, 22.45;

A Coney Island è un’estate degli anni ’50. Non un’estate qualsiasi, ma precisamente quella in cui Carolina abbandona il marito e si rifugia da suo padre Humpty Rannell. Non un’estate qualsiasi, ma precisamente quella in cui Ginny, la nuova moglie di Humpty, conosce il bagnino Mickey e finisce per infatuarsene perdutamente. Carolina è nei guai: ha detto troppo alla polizia e adesso è inseguita da due gangster che la vogliono uccidere. Ma anche Ginny non se la passa tanto bene: insoddisfatta e depressa, con un figlio a carico e una routine claustrofobica, cerca una via di fuga gettandosi tra le braccia del bagnino. Peggio di così non potrebbe andare, almeno che Mickey non si innamori di Carolina, naturalmente.

Sulla spiaggia dei newyorkesi, tra il mare e quel luna park dove anche l’Alwy Singer di Io e Annie (Woody Allen, 1977) abitava da bambino, prende il via La ruota delle meraviglie, una storia d’amore, gelosia e tradimenti. Un Woody Allen profondamente ispirato dalle commedie di metà novecento ci porta a conoscere da vicino i disastri di una piccola famiglia americana. Dopo aver dovuto rifiutare per motivi personali il copione di Match Point, Kate Winslet approda finalmente davanti all’obiettivo del regista più nevrotico di Hollywood. Per l’occasione veste i panni di una cameriera quarantenne con un matrimonio fallito alle spalle e un sogno d’attrice mai del tutto abbandonato che subisce il fascino del primo Justin Timberlake che passa.

Come per Cafè Society (Woody Allen, 2016), la fotografia è affidata a Vittorio Storaro, vincitore di tre premi Oscar e D.o.P. (director of photography) di molte pellicole di Bernardo Bertolucci e Francis Ford Coppola. Le esigenze narrative trovano nelle sue luci preziose alleate per mantenere lo sguardo del pubblico focalizzato su azioni e dialoghi in puro stile alleniano. Allo stesso modo, risulta particolarmente evidente un uso artistico di colori saturi e contrastanti. Ecco così che il sole e le giostre del parco giochi finiscono per dipingere di rosso e blu i volti degli attori, specie della Winslet e di Juno Temple, per accentuarne l’espressività e rivelarne lo stato emotivo. Altrettanto comunicativo ed efficace il doppiaggio italiano con Francesco Pannofino che diventa l’Humpty di jim Belushi e Chiara Colizzi che, come in Titanic (James Cameron, 1997), Se mi lasci ti cancello (Michel Gondry, 2004) e mille altri lavori, presta la voce alla protagonista femminile.

Prima che a Coney Island arrivassero I guerrieri della notte di Walter Hill, era dei gangster e delle vendette private che bisognava avere paura e, che siano scelte sbagliate o inevitabili catastrofi, tutti nascondiamo piccoli o grandi scheletri nell’armadio di cui siamo responsabili. I personaggi de La ruota delle meraviglie di Woody Allen non sono da meno ed è giunto per loro il momento di fare i conti con i propri segreti.

 

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