“LOST IN GIRAFFE”, IL FILM DEL WEEKEND: NOVE LUNE E MEZZA

, , Lascia un commento

Nove lune e mezzaSabato 21/10: 21.15; 23.20;
Domenica 22/10: 21.15;

Una storia semplice. Due sorelle agli antipodi, due modi di vivere opposti. Livia è sportiva, suona il violoncello, ama la sua libertà e potrebbe ma non vuole avere figli. Tina ha un lavoro tranquillo, una vita ordinaria, un forte istinto materno e vorrebbe ma non può avere figli. Ora, se fossimo in quel genere di film, una mattina si sveglierebbero una nel corpo dell’altra cosicché, in men che non si dica, i sogni dell’aspirante mamma sarebbero esauditi e tutto volgerebbe verso il sempre auspicato “e vissero felici e contenti”. Peccato che non sarà una magia a soccorrerle, ma un ginecologo iper-progressista con la proposta, illegale ma molto allettante, di ribaltare l’ordine prestabilito, tentando di smentire l’adagio che da sempre dissocia chi possiede il pane da chi è fornito di denti, e viceversa.

Irrompe nelle sale Nove lune e mezza di e con Michela Andreozzi. Al suo esordio alla regia, l’attrice, autrice e speaker radiofonico si posiziona alla macchina da presa forte di una già vastissima esperienza. Dal dietro le quinte di Non è la Rai (Canale 5) alla conduzione di Brave Ragazze su Radio 2, passando per Zelig e Colorado (Italia 1); dalle serie TV, tra cui La squadra (Rai 3) e 7 vite (Rai 2), al cinema, in pellicole come Basilicata coast to coast (Rocco Papaleo, 2010) o Tutta colpa di Freud (Paolo Genovese, 2014), passando per il teatro di Gigi Proietti, Paola Tiziana Cruciani e tanti altri. Nel lavoro di oggi, veste i panni di Tina, la più sfortunata delle due donne, mentre sceglie Claudia Gerini (Diverso da chi?, Non ti muovere, Viaggi di nozze) per il ruolo di Livia. Insieme a loro, Lillo (al secolo Pasquale Petrolo) e Giorgio Pasotti sono i rispettivi marito e fidanzato. Completano poi il poker delle coppie in primo piano Stefano Fresi con Massimiliano Vado e Claudia Potenza con Alessandro Tiberi.

Un linguaggio da commedia per un tema controverso e aspramente dibattuto in tutto il mondo. In Italia, la legge 40 del 19 Febbraio 2004 detta le norme sulla procreazione medicalmente assistita e vieta il ricorso alla maternità surrogata. Sfondando il muro del politicamente corretto, la Andreozzi, con uno stile divertente ed estremamente scherzoso, racconta la storia di una realtà ordinaria dai risvolti straordinari. Quello che in Tutti i santi giorni di Paolo Virzì si rivelava essere il dramma di una coppia che non può avere figli, qui dà il via a un’avventura fuorilegge basata sulla scelta di una donna di portare in grembo un bambino non suo, come semplice atto d’amore e solidarietà tra sorelle.

Sembra proprio che Stefano Fresi non si sappia tenere lontano dai guai e se in Smetto quando voglio (Sydney Sibilla, 2014) era il chimico della banda dei ricercatori capitanati da Edoardo Leo, qui interpreta il ginecologo gay che lancia la pericolosa idea. Peccando forse di superficialità, la regista romana sfrutta volutamente degli stereotipi classici dell’umorismo all’italiana costruendo alcuni personaggi che sconfinano nella macchietta come il discutibile operaio addetto ai lavori stradali dedito all’apprezzamento delle passanti (dicasi “cat-calling”) o il fervente credente super conservatore interpretato simpaticamente da Alessandro Tiberi, l’eterno stagista del mitico Renè Ferretti (Francesco Pannofino) in Boris.

Nonostante questo, Nove lune e mezza spicca per intuizione e originalità, premiando la fiducia della Vision Distribution, la neonata casa di distribuzione figlia di Sky Italia. Allo stesso modo, Michela Andreozzi si dimostra capace di dirigere i suoi attori attraverso una commedia che indaga l’essenza della donna, persona prima che madre, con un timbro impegnato, ma senza prendersi mai troppo sul serio.

 

Lascia un Commento

(*) Obbligatorio, il tuo indirizzo Email non viene mostrato

Immagine CAPTCHA
*