“MAGICA CLEME” E LA LEUCEMIA INFANTILE. STORIA DI PICCOLI ANGELI: “NON CHIEDETEMI COME STO, PIUTTOSTO DITEMI COSA C’E’ FUORI”…

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"Il gatto che aveva perso la coda", in tutte le librerie dal 27 gennaio (www.paderno7onair.it)Spesso non ci rendiamo conto di quanto siamo fortunati, e questo non vale solo in rapporto a popoli e terre lontane. Spesso non lo vediamo o non lo vogliamo vedere, ma il dolore,  la disperazione, la fine di ogni speranza, a volte ci vivono accanto. E noi cosa facciamo? Ci giriamo e facciamo finta di niente, oppure in maniera concreta e razionale cerchiamo di fare qualcosa per riaccendere un lume di speranza?

Sembra un pensiero molto banale e retorico, ma questo è quanto è emerso al termine della serata di venerdì scorso, organizzata dalla piccola grande fondazione “Magica Cleme“, e di cui già vi abbiamo. Una fondazione che si prefigge come scopo quello di allietare la vita fuori dall’ospedale dei bambini dalla leucemia infantile, donando loro speranza e forza necessarie per combattere questa orrenda malattia. Il divertimento è importante nella guarigione di queste creature: “non chiedetemi come sto, piuttosto ditemi cosa c’è fuori” è stato il motto della serata.

Fortunatamente, se così si può dire, trattamenti chemio e radioterapici, la banca del midollo e le nuove utilizzazioni sulle cellule staminali rendono questa guerra meno dura rispetto ai decenni scorsi, con risultati in termini di guarigione dei malati del 70-80%. Ma la malattia è sempre una guerra, piastrellata di un percorso lungo e di grande sofferenza, sia per il piccolo angelo colpito che per la sua famiglia.

DOPO IL SALTO, LA TRAGICA STORIA DI BILL

Bill Niada, presidente della fondazione “Magica Cleme” lo sa bene. Sa cosa vuol dire soffrire, sperare, combattere e a volte anche perdere. Certe cose gli si leggono nel viso, negli occhi e nell’anima. Sì, perche Bill e sua moglie non si sono mai arresi da quando alla loro figlia Clementina è stata diagnosticata la leucemia all’età di 4 anni; nemmeno si sono arresi per i sette consecutivi, combattendo contro la malattia assieme a lei nelle cliniche di mezzo mondo. Ed anche se, malgrado tutto questo, Clementina non è riuscita a vincere la sua battaglia, questi genitori da veri eroi, concedetemi il termine, piuttosto che gettarsi nella buia disperazione e sebbene privati dell’amore di una figlia, hanno trasformato la loro triste esperienza in qualcosa di magico, creando in ricordo di Clementina la fondazione, intitolata per l’appunto “Magica Cleme”.

Per far sì che la degenza e le devastanti cure chemioterapiche siano intervallate da momenti ludici e di svago per questi cuccioli d’uomo, “Magica Cleme” li aiuta con gite, viaggi o parentesi di gioco, ed altri servizi come l’ assistenza domiciliare per i casi terminali. Ecco perchè con sommo piacere parliamo di loro, portandovi a conoscenza di un libro, “Il gatto che aveva perso la coda“, che la fondazione distribuisce gratuitamente ai bambini soggetti a radioterapia, e che dal prossimo 27 gennaio troverete in vendita in tutte le librerie. Un enorme abbraccio e un sentito grazie a Bill e a sua moglie, al dottor Momcilo Jankovic e Attilio Rossetti, per aver realizzato questa iniziativa, nonchè a tutti i volontari dell’associazione. Siete unici, siete grandi, siete luce e speranza. Per tutte le informazioni su “Magica Cleme”, clikkate qui per il sito internet.

 

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