‘NDRANGHETA A PADERNO. IL GIORNALE PARLA ANCORA DELLE INFILTRAZIONI E DEL CENTRO FALCONE E BORSELLINO NELL’EDIZIONE NAZIONALE

Centro Falcone e Borsellino 31 ottobre 09, i boss coprono le finestre (www.paderno7onair.it)

L’occhio nazionale si ferma ancora su Paderno Dugnano. E non certo per meriti. Ci segnalano che Il Giornale di oggi dedica un lungo articolo, decisamente pesante, ancora una volta alla nostra città ed alle ormai note infiltrazioni della ‘ndrangheta, proprio nella cronaca nazionale a pagina 10. La cena-evento al centro Falcone e Borsellino è ancora lontana dall’essere dimenticata, rimanendo purtroppo una macchia indelebile sul nome della nostra città. I giornalisti Rocca e Chiocchi, infatti, prendono ad oggetto l’ultima seduta del Consiglio Comunale, nel quale si è votato per la proroga dei termini della Commissione di inchiesta che sta indagando sulle irregolarità del centro. Solo giovedì scorso Paderno 7.0 organizzava un incontro di sensibilizzazione culturale sul problema mafie. Ecco l’articolo:

ORA IL PD VUOLE FERMARE L’INCHIESTA SULLA MAFIA

A Paderno Dugnano i democratici votano contro la proroga della commissione consiliare anti ’ndrangheta. Ma gli va male. Una riunione dei boss si era tenuta un un circolo diretto da un ex consigliere comunale

Luca Rocca
Gian Marco Chiocci

Un voto per fermare l’inchiesta sulla ’ndrangheta. Un voto, quello del Partito democratico del comune di Paderno Dugnano, a due passi da Milano, per dire «no» alla proroga per la Commissione consiliare speciale di controllo, che cerca di far luce sui presunti legami fra la criminalità organizzata calabrese e le istituzioni locali. Un «no», quello del Pd, che è uno schiaffo anche al suo nuovo idolo, Roberto Saviano, che nella puntata di Vieni via con me dedicata alla criminalità e alla Lega ha parlato del circolo «Falcone-Borsellino» di Paderno senza specificare che era diretto dall’ex consigliere comunale del Pd, Arturo Baldassarre, dove i boss locali si riunirono per approvare la nomina dei loro capi. Un «no» inutile perché la proroga per la commissione è passata grazie ai voti del Pdl e del’Idv che con Maurizio Cerioni guida l’organo antimafia.
La storia della locale commissione antimafia voluta dal sindaco Pdl di Paderno, Marco Alparone, ha inizio subito dopo il 13 luglio 2010, quando le sezioni della Dda di Milano e Reggio Calabria, con l’operazione «Infinito», assestano il più duro colpo che la ’ndrangheta calabrese ramificata al Nord abbia mai subìto, con l’arresto di 300 persone. Da quel momento l’attenzione si sposta su Paderno Dugnano, non solo sul consigliere comunale del Pd che guidava il circolo Falcone-Borsellino (ora chiuso per volontà dell’attuale sindaco), non solo sull’ex sindaco, sempre Pd, Gianfranco Massetti, il cui nome, insieme a quello di Baldassarre, spunta nell’ordinanza del gip, ma soprattutto sui «contatti» fra questi e il capobastone di Bollate Vincenzo Mandalari, sfuggito alla cattura il 13 luglio 2010 e poi finito in manette nel gennaio scorso. A pagina 176 dell’ordinanza, infatti, si legge: «Arturo Baldassarre ha messo a disposizione del sodalizio criminoso il centro per anziani “Falcone-Borsellino” dove il 31 ottobre 2009 si è svolto il fondamentale summit di ’ndrangheta durante il quale è stato nominato Pasquale Zappia quale responsabile generale della Lombardia (…). Baldassare può essere considerato un esempio paradigmatico della capacità del sodalizio di infiltrarsi nell’ambito istituzionale».

DOPO IL SALTO, IL RESTO DELL’ARTICOLO A PAGINA 10 DE IL GIORNALE

A pagina 210 il giudice tratteggia l’abilità del boss Mandalari nel rapportarsi al mondo politico, sociale ed economico dei territori che controlla o tenta di controllare, ed è in quest’ambito che spunta il nome dell’ex sindaco del Pd Massetti. Si legge infatti nell’ordinanza: «Questa sua predisposizione (di Mandalari, ndr) di accrescere tali rapporti ha permesso di delineare due tipi di reazioni da parte di tutti coloro che sono entrati in contatto con Mandalari: la prima, come accaduto ad esempio per il sindaco pro tempore di Bollate, è quella dell’allontanamento e dell’immediata comunicazione alle forze di polizia di ogni forma di interessamento o intrusione manifestata da Mandalari; la seconda, come ad esempio per il caso (…) del sindaco pro tempore di Paderno Dugnano, Massetti Gianfranco, è quella di prestarsi assicurando la massima disponibilità».

La «libertà di movimento» che il boss ha sul territorio di Paderno, viene sottolineata dal gip quando scrive che Mandalari «in quel comune lavora senza problemi» per i «buoni rapporti che ha instaurato col sindaco Massetti». Ed è sempre nell’ordinanza che si legge di come il Mandalari, intercettato, si vanti di «aver eseguito durante l’anno lavori per quel Comune per un importo pari a 350mila euro e che adesso ne ha tra le mani uno per un valore di 500mila e che il sindaco Massetti appena ha saputo della possibilità di concedere tali lavori alla Imes si è espresso in questo modo: “Chi meglio di lui, oltretutto lo conosco anche”». I magistrati, nero su bianco, parlano anche di una tangente usata come veicolo per far avere al boss un grosso appalto per dei lavori di urbanizzazione. Va detto che né Baldassarre, ex presidente del circolo Falcone-Borsellino, né Massetti, sono mai stati indagati.

Il sindaco di Paderno Dugnano, Marco Alparone, al Giornale spiega: «Dopo l’operazione “Infinito”, in consiglio comunale abbiamo votato, all’unanimità, per la creazione della commissione speciale di controllo che si doveva occupare di due punti: quello relativo al circolo e quello sugli appalti del mio Comune finiti nella mani di Mandalari. Sul primo punto la Commissione si è già pronunciata, dicendo, all’unanimità, che la conduzione di quel centro era stata irregolare, ragion per cui io ho chiuso il centro. Il secondo punto è ancora in esame, ed è su questo che è stata chiesta la proroga, su cui il Pd ha votato contro. Non è un bel gesto». Umberto Zilioli, consigliere del Pd, spiega così il no del suo partito: «Noi dobbiamo controllare l’operato del Comune, non fare un’inchiesta per la quale è già impegnata la magistratura». Intanto il primo cittadino di Paderno annuncia anche che a breve verrà depositato un esposto per ottenere un approfondimento dell’ordinanza «Infinito»: «Ma la presenteremo alla procura di Monza perché per Milano la partita è chiusa».

 

ATTENZIONE: REGOLAMENTO COMMENTI (qui per il testo integrale)

VI CHIEDIAMO DI ESSERE RISPETTOSI ED EDUCATI NELLA SCRITTURA DEI COMMENTI, RIGUARDO AD UN TEMA COSI’ DELICATO. IL BLOG DI “PADERNO 7.0 ON AIR” HA SCELTO DI NON MODERARE DIRETTAMENTE I COMMENTI PER GARANTIRE LA MASSIMA PARTECIPAZIONE E LIBERTA’ DEI LETTORI. QUALORA, PERO’, CIO’ NON AVVENISSE, VERRANNO TRASMESSI I DATI DEGLI SCRITTORI DI COMMENTI PASSIBILI DI QUERELA ALLE FORZE DELL’ORDINE CHE NE FARANNO RICHIESTA, OLTRE ALLA CANCELLAZIONE DEGLI STESSI, COME E’ GIA’ SUCCESSO. GRAZIE.

5 Commenti a “‘NDRANGHETA A PADERNO. IL GIORNALE PARLA ANCORA DELLE INFILTRAZIONI E DEL CENTRO FALCONE E BORSELLINO NELL’EDIZIONE NAZIONALE”

  • Gino:

    Come mai i cattocomunismi tacciono?

    Come mai il sig. Arcari, a suo dire persona attenta ai problemi della città non da notizia?

    Vorrei fare una precisazione al Vs. articolo, i consiglieri PD che gestivano il Centro Falcone e Borsellino erano due, uno con la carica di Presidente e l’altro con la carica di vice presidente. Inoltre ci sono altri attivisti del PD con incarichi vari all’interno del Centro.

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  • carlo arcari:

    E quale sarebbe caro Gino la notizia? Che il giornale ha rimestato, in modo che definire scorretto è un eufemismo, allusioni calunniose su cose che sono note a tutti i lettori di quotidiani e i telespettatori dei TG da sette mesi? L’unica cosa corretta che scrive è che la procura di Milano non ha ravvisato nel comportamento dei gestori del Centro Falcone e Borsellino e in quelli dall’ex sindaco Massetti, alcun illecito. Ma anche questa è una notizia vecchia, che è già stata data, anche se con fatica e a denti stretti, da tutta la stampa fin da sei mesi fa. Che cosa vorresti da me, che scrivessi quello che ti fa piacere leggere? Per tua norma io non sono un cattocomunista, perché non sono cattolico, nè comunista. Lo sono stato in gioventù, come sono stato politicamente tante altre cose che nemmeno ti immagini. Ma come dice il provergio, il ragazzo non è l’uomo. Purtroppo o per fortuna. Oggi sono solo un sincero democratico, anche se la cosa a volte mi costa fatica perché la democrazia è una disciplina difficile.

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  • Francesco Rienzo:

    COMUNICATO STAMPA PDRISPOSTA SULLA COMMISSIONE SPECIALE DI CONTROLLO

    Riceviamo e pubblichiamo le dichiarazioni del coordinamento cittadino del Pd, che rispondono alle accuse loro rivolte per non aver votato la proroga della commissione di controllo sul centro Falcone e Borsellino.

    Paderno Dugnano, 8 marzo 2011. In questi giorni da più parti abbiamo subito attacchi sugli organi di stampa vicini al centro destra padernese e nazionale per il nostro voto, all’ultimo Consiglio Comunale, contro l’ulteriore proroga alla durata della Commissione Consiliare speciale di controllo.
    Non gli è parso vero di poter dire che siamo contrari perché vogliamo impedire le indagini della Commissione ma naturalmente non è così, siamo contrari perché si è perso di vista l’obiettivo per cui la commissione è stata creata che non è “indagare”, l’istituzione della stessa recita infatti:

    “Istituzione di una commissione consiliare speciale di controllo su:
    - corretta gestione del Centro di Aggregazione Sociale Falcone e Borsellino
    - verifica sulla attività deliberativa connessa con i fatti riportati nell’ordinanza del giudice per le indagini preliminari, proc. pen. N. 43733/06 R.G.N.R.”

    La richiesta fatta dai Consiglieri di maggioranza di prorogarne la durata per poter continuare a “indagare” sui fatti successi evidentemente nasconde invece la volontà di usare la commissione stessa a scopo politico, per poter continuare ad attaccare il Partito Democratico.

    Noi questa commissione l’abbiamo fortemente voluta, e l’abbiamo voluta per fare chiarezza, una chiarezza che riteniamo importante per la nostra Città, ci abbiamo lavorato con grande impegno ma non possiamo permettere che diventi una farsa, è una faccenda di serietà.
    La commissione non ha indagato né può indagare perché questo spetta alla Magistratura.

    Sulla prima parte la commissione ha invece verificato la gestione del Falcone Borsellino ed ha prodotto un documento condiviso sul quale poi le valutazioni politiche, in Consiglio Comunale, sono state ben diverse, noi infatti continuiamo a ritenere che le rilevanze trovate non giustifichino la chiusura del Centro Anziani.
    Sulla seconda parte, l’istituzione della commissione parla di “verifica sulla attività deliberativa” definendone esattamente gli ambiti, se qualcuno dei membri della commissione stessa ritiene, nell’analisi dei documenti, che ci siano altre questioni da analizzare oltre a quelle di competenza, dovrebbe sollevare tali questioni prima di tutto al Sindaco ed al Consiglio non pretendere una proroga della commissione oltre i suoi compiti per “indagare”.

    Noi non vogliamo affossare proprio nulla, perché non abbiamo nulla da nascondere e perché abbiamo piena fiducia nella Magistratura che ha dimostrato di saper fare il proprio lavoro.
    Fiducia nella Magistratura che forse la maggioranza non ha visto che qualche giornale riporta che l’amministrazione presenterà un esposto ma “alla procura di Monza perché per Milano la partita è chiusa”, significa forse la procura di Milano ha già stabilito che non ci sono rilevanze contro il PD e quindi bisogna interessare un’altra procura perché le trovi?

    Nella maggioranza c’è chi mesta nel torbido e non ha a cuore il lavoro della commissione ma sta facendo calcoli sul futuro del Centro Falcone Borsellino, in contrasto persino col lavoro svolto da qualche assessore per provare a riaprire la struttura. Per questo noi contestiamo la strumentalità dei rinvii, che servono non per fare chiarezza (l’azione della passata amministrazione è chiara e limpida) ma per occupare il centro e far sventolare una bandiera verde Lega.
    Questa è la partita che noi denunciamo con forza !

    Oscar Figus
    Coordinatore Cittadino
    Partito Democratico
    Paderno Dugnano

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  • Francesco Rienzo:

    COMUNICATO STAMPA PDCONTRO TUTTE LE MAFIE
    Riceviamo e Pubblichiamo il seguente comunicato stampa del Partito Democratico

    Paderno Dugnano, 29 marzo 2011. Le notizie stampa sulle indagini della Magistratura confermano come le mafie siano ben integrate ed operino in molte zone del Nord Italia compresa, purtroppo, la nostra.

    Nell’agosto scorso il Partito Democratico di Paderno Dugnano aveva formulato sette proposte per contribuire all’attenzione ed all’impegno nella lotta contro le organizzazioni criminali.

    Alcune si sono potute realizzare altre no, in particolare, in Consiglio Comunale, si è giustamente parlato della Commissione Consiliare speciale di Controllo meno di iniziative ulteriori, mentre il nostro plauso ed il nostro appoggio va alle associazioni Arci, Acli, Libera,SAO ed altre che hanno proposto un importante progetto per la legalità, ancora SAO (Saveria Antiochia Omicron) che ha proposto progetti per la cultura della legalità nelle scuole e a tutte quelle voci della società civile che spingono per un maggiore impegno sul tema da parte di tutti.

    Noi, ribadiamo il nostro sostegno a tutte le iniziative comuni che tentino di opporsi al diffondersi della cultura criminale, convinti che soltanto uniti si vince; istituzioni, “forze sane” della società civile, cittadini, per ricostruire a Paderno Dugnano un clima e un’azione di solidarietà e di iniziativa sociale, culturale e politica che veda tutti impegnati contro le infiltrazioni criminali.

    In quest’ottica proponiamo la costituzione di un “Osservatorio permanente”, con le associazioni di cui sopra, che sia centro di documentazione e di iniziativa per la trasparenza. Per capire, riconoscere, documentare, fare analisi e fare proposte e che sia anche un efficace strumento informativo che sensibilizzi adeguatamente i cittadini sui comportamenti delle mafie e sulle modalità concrete per dire no alle infiltrazioni a Paderno Dugnano.

    Riteniamo auspicabile si costituisca una “rete della legalità” che coinvolga tutti i soggetti sociali della Città in stretta collaborazione con tutte le amministrazioni del territorio, con le forze dell’ordine, con le “agenzie economiche” locali, con i sindacati e con le associazioni.

    Siamo infine disponibili a dare la nostra adesione a proposte volte a identificare strumenti di maggiore trasparenza, norme più stringenti nelle procedure di gara della pubblica amministrazione, definizione di buone prassi e protocolli, formazione per gli amministratori.

    E’ tempo della trasparenza assoluta nelle attività della Pubblica Amministrazione, è tempo della consapevolezza ed è anche tempo che tutti i Cittadini si facciano carico del problema, nessuno può tirarsi fuori.

    Oscar Figus
    Coordinatore Cittadino
    Partito Democratico
    Paderno Dugnano

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  • Francesco Rienzo:

    COMUNICATO STAMPA COMUNE DI PADERNO DUGNANO SUL FALCONE E BORSELLINO
    “Il ricorso al TAR ostacola la riapertura del Centro Falcone e Borsellino”

    Paderno Dugnano (29 marzo 2011). La riapertura del Centro Falcone e Borsellino dovrà attendere l’esito del ricorso al TAR della Lombardia presentato dai signori Pietro Di Bari, Luigi Bisco, Arturo Baldassarre e Moreno Scalabrini,(rispettivamente presidente, vicepresidente e soci dell’Associazione omonima al Centro) contro la delibera della Giunta che ha decretato l’annullamento della convenzione per la gestione della struttura pubblica a seguito dei fatti tristemente noti, su tutti l’aver ospitato un summit di ‘ndrangheta in un centro comunale.

    “Questo ricorso ostacola di fatto la riapertura del Centro Falcone e Borsellino e vanifica gli sforzi fin qui compiuti dall’Amministrazione Comunale impegnata a definire un nuovo percorso, basato sulla trasparenza e sulla pluralità, per stipulare una convenzione che avrebbe portato, a breve, a riconsegnare i locali ai legittimi proprietari: i cittadini di Paderno Dugnano. Prendiamo atto di questo tentativo da
    parte degli ex gestori di non accettare le decisioni di questa Amministrazione Comunale e confidiamo nel buon esito delle decisioni del TAR lombardo certi di aver ben operato. Rimane il rammarico per i tanti anziani che, a causa del ricorso, dovranno ancora attendere prima di poter usufruire dei ‘loro’ spazi”.

    L’Amministrazione Comunale

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