NUOVO TENTATIVO DI FURTO ALLA METALLI PREZIOSI

Furto Metalli Preziosi
Dopo un precedente furto nel mese di Gennaio, ad inizio settimana alcuni ignoti hanno tentato di effettuare un nuovo colpo alla Metalli Preziosi.
Come obiettivo il rame presente all’interno dell’azienda.
Questa volta, i ladri hanno forato il muro dall’esterno ed una volta introdotti nel complesso hanno iniziato a smontare pezzo per pezzo le canaline, in modo da trasportarle, successivamente, al di fuori del perimetro per caricarle su alcuni furgoni (risultati anch’essi rubati) nelle vicinanze.
L’audace impresa non è riuscita, in quanto sventata dalle guardie di sicurezza della Battistolli durante la ronda mattutina, i quali hanno immediatamente avvisato i Carabinieri e le forze di Polizia Locale che, una volta arrivati sul posto, hanno solo potuto constatare quanto accaduto, in quanto i malviventi si erano già dati alla fuga lasciando in loco la refurtiva.
Ma abbiamo anche saputo, in via ufficiosa, che il colpo non sia stato sventato del tutto e, con buona probabilità, i ladri qualcosa siano riusciti a portare con sè, anche se in piccola parte.
Rimarremo, pertanto, sul caso anche prossimamente e appena avremo novità certe, ve ne daremo notizia in modo tempestivo.
CONTINUA DOPO IL SALTO CON LE CONSIDERAZIONI SUI FURTI DI RAME
A quanto pare, questi non sono dei casi isolati, ma un vero e proprio nuovo mercato dell’oro, o meglio, del rame.
Pur non essendo un materiale pregiato, viene ben pagato, soprattutto nelle vie del mercato illecito.
Si stima che possa arrivare a costare anche 3 Euro al chilogrammo, quindi, farebbe gola a molti dei malviventi immigrati che popolano il nostro Paese.
Non a caso, le varie bande sgominate fra Roma e Milano fanno tutte capo ad organizzazioni di Rumeni e nomadi, che arrivano a nascondere la merce nei loro campi, ai bordi delle nostre città, e a rubare addirittura i cavi elettrici degli impianti di illuminazione dei paesi e delle tratte ferroviarie.
Un nuovo business, insomma, in forte crescita, soprattutto negli ultimi anni.
Poco interessa a questi personaggi dei disagi arrecati e dei soldi che ogni volta si devono investire, da chi onestamente lavora, per intensificare i controlli non solo nelle aree dismesse, ma anche in zone abitate.
C’è da chiedersi, ma dopo i furti nelle aziende, nelle nostre case e per le strade dei paesi, a cosa si arriverà in futuro?




