PADCONSUM, IL BOLLETTINO DEL CONSUMATORE: CONFCOMMERCIO, BONUS DI 80 EURO? EFFETTO QUASI INVISIBILE

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padconsum2[1]L’effetto del bonus “Renzi” , ossia l’aumento di 80 euro in busta paga a chi percepisce meno di 27.000 euro lordi all’anno, sui consumi è stato quasi impercettibile, almeno da quello che è il punto di vista dei commercianti: più 0,1% rispetto a Maggio, più 0,4% rispetto a Giugno dello scorso anno. La variazione è stata interpretata come fisiologica, ma non strutturale: sebbene positiva, non ha certo determinato il tanto atteso “effetto shock” sui consumi, quindi sulla fiducia dei consumatori. I risultati sono stati assolutamente scarsi rispetto alle aspettative del governo, e questo vale anche per il mondo del commercio. L’Indicatore dei Consumi Confcommercio di Giugno ci dice che aumenta dello 0,3% la domanda di beni su base mensile mentre per i servizi, ma la spesa cala dello 0,2%.

«Cercando l’effetto bonus a tutti i costi si può rinvenirlo nella crescita tendenziale dei consumi a giugno pari allo 0,4%, corrispondente a un +0,1% sul mese di Maggio. Troppo poco rispetto alle attese. Sono segnali positivi, ma straordinariamente deboli e insufficienti per affermare che la domanda delle famiglie sia giunta a un incoraggiante punto di svolta. Allo stato attuale, dunque, si conferma il permanere di un quadro economico privo di una precisa direzione di marcia, situazione che dopo un lungo ed eccezionale periodo recessivo non può non preoccupare molto» è quanto dichiara l’Ufficio Studi nell’Indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) relativo a Giugno.

Rispetto a Giugno 2013, ci sono stati aumenti per la spesa reale in beni e servizi per le comunicazioni (+3,8%), per i beni e servizi per ricreativi (+1,3%) e per gli alberghi, pasti e consumazioni fuori casa (+1,1%), settore su cui influisce l’incremento della spesa per gli alberghi. Una crescita più contenuta si è registrata invece per i beni e servizi per la cura della persona (+0,8%) e per gli alimentari, bevande e tabacchi (+0,5%). Una riduzione particolarmente significativa ha interessato i beni e i servizi per la mobilità (-1,1%) per effetto di un forte calo della vendita di carburanti, ma anche di un andamento negativo delle vendite di auto e motocicli a privati. Riduzioni dei consumi si sono registrate anche per l’abbigliamento e le calzature (-1,1%) e per i beni e servizi per la casa (-0,8%).

Spiega il presidente Confcommercio Carlo Sangalli: «Il bonus di 80 euro, anche se ha mosso qualcosa, non ha raggiunto, per il momento, il duplice obiettivo: avere un effetto shock sui consumi e generare una fiducia diffusa, elemento fondamentale per far ripartire la domanda interna. Sembra dunque che i primi effetti del bonus, che peraltro ha escluso ingiustamente il popolo delle partite Iva, sia stato “bruciato” dall’incertezza del momento e da troppe tasse. E che quindi sia stato percepito dai consumatori come una misura solo redistributiva e non per la crescita, non strutturale ma episodica. Confermiamo – ha aggiunto Sangalli – che si tratta di una misura che va nella giusta direzione, ma è evidente che il Paese si aspettava di più e che di più bisognava fare per ricostituire il reddito delle famiglie, tornato ai livelli di quasi 30 anni fa, e sospingere così la domanda interna che, per consumi e investimenti vale l’80% del Pil».

Secondo il presidente il 2014 sarà un altro anno di transizione, col rischio che vengano compromesse le prospettive di crescita per l’anno venturo. «Siamo di fronte ad una ripresa ancora troppo timida, fragile e incerta – ha detto Sangalli – e, ad eccezione del dato sull’occupazione che negli ultimi due mesi ha fatto registrare il segno più, il che dimostra che c’è un risveglio del sistema produttivo, tutti gli altri indicatori sono negativi: produzione industriale, Pil, fatturato della Gdo in tutti i canali di vendita, inclusi i discount, prezzi in calo il che vuol dire rischio deflazione e imprese del terziario di mercato che continuano a chiudere. La crescita deve essere la priorità nell’agenda di governo perché solo così eviteremo il rischio di una manovra correttiva». La ripresa quindi, pare ancora nn alla portata, speriamo che il prossimo trimestre ci possa portare novità significative.

 

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