PADERNO DUGNANO AL VOTO

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Il 26 Maggio la nostra Città sarà chiamata nuovamente al voto e la vera grande novità di quest’anno è che non ci sarà più Marco Alparone a guidarla come primo cittadino dal giorno successivo, dopo quasi 10 anni di amministrazione coerente e solida.
Nell’ultimo anno, in verità, alla guida dell’Amministrazione abbiamo avuto modo di conoscere il suo vice, Gianluca Bogani, che ne ha preso le redini in mano, successivamente alla nomina di Alparone come Consigliere Regionale.

Gianluca è stata una di quelle piacevoli rivelazioni che la vita ci riserva, un uomo intelligente, serio, dedito al lavoro, che non ama le luci della ribalta, innamorato del suo paese e degno di grande stima.
Per 10 anni è stato un elemento fondante della Giunta alparoniana, 10 anni di lavoro concreto, 10 anni di fatti e poche parole, preceduti da 10 anni come Consigliere Comunale di opposizione e con oltre 20 anni di militanza storica nella Lega.
Ritengo che a Paderno Dugnano quasi nessuno, ad oggi, possa vantarne certe peculiarità, fra le quali la medesima esperienza politica, la medesima determinazione ed il medesimo entusiasmo.
Su di lui ne abbiamo sentite di ogni ed in tanti, fra quelli che si sono rivelati falsi amici ed i suoi avversari, hanno provato ad infangarne il buon nome.
E se c’è una caratteristica che apprezzo di lui è che non demorde, non si lascia sopraffare dagli eventi e tira dritto verso l’obiettivo, sempre guardando al bene del prossimo e della sua Città, prima che al proprio tornaconto personale.
Abbiamo finalmente visto un Sindaco che pensa ai suoi concittadini, con i fatti e non solo con le promesse elettorali, un candidato che non crea false aspettative solo per avere qualche voto in più.
Un uomo di tale fattura e di levatura politica non può che avere tutto il mio consenso e tutto il mio supporto a governare la nostra Città per altri 5 ed anche 10 anni.
Motivo per il quale, a differenza del passato, ho deciso di metterci la faccia e di scendere in campo al suo fianco in prima linea, candidandomi al Consiglio Comunale, poiché, proprio seguendo il suo esempio, basta parole, devono seguire i fatti ed è ciò che intendo fare, mettendoci lavoro e impegno, tempo e dedizione, sicuro che con la sua guida, riusciremo a fare di Paderno tutta un’altra storia.

Ma quali sono gli altri candidati alla carica di Sindaco? Scopriamoli assieme.

Senza enorme sorpresa, dopo oltre 15 anni, rispunta un nome ben conosciuto della sinistra padernese, quello di Casati.
Per chi non ha avuto l’enorme (s)fortuna di conoscerlo negli anni ’90, oggi avrà modo di rifarsi.
Si tratta di un residuato bellico della DC -avvicinatosi in seguito alla sinistra comunista-, un ordigno esploso da tempo ed ormai inerte, che per un decennio ha governato la nostra Città, rendendola quel paese dormitorio che oggi lui stesso denuncia come tale, lasciandoci circa 20 milioni di Euro di debiti (grazie anche al successivo operato dal suo braccio destro Massetti, che ad oggi gli ha voltato le spalle assieme ad altri affezionati, ormai, ex-”amici”), cementificando quanto possibile ed azzerando, di fatto, ogni ragionevole politica di crescita.
Non per nulla, oggi si presenta con uno slogan che si proietta in tal senso, al “futuro”, forse dimentico del fatto che proprio lui è stato causa di molti mali di questo paese…che sia in cerca di redenzione?
Per quanto mi riguarda, trovo piuttosto patetico un ex-deputato che, rimasto senza seggiola, punta nuovamente a trovarne una e credo ben poco ai suoi buoni propositi per Paderno.
Invece si palesa solo adesso, nel momento dell’opportunità, come un uomo prossimo alla pensione, che non vuole rinunciare ad avere il suo posticino di rilievo nella società.
Tanto che attorno a lui non si vedono volti giovani, né tantomeno gli amici di un tempo, probabilmente stanchi e delusi dalla sua politica retrograda, che ormai appartiene alla generazione dei nostri nonni.

Gli ex-amici di Casati hanno invece circondato di grandi attenzioni l’altro candidato nella compagine di centro sinistra, Giuranna, che di certo non ha scoperto l’acqua calda, né si presenta con grandi novità (anche se vuol far credere il contrario), visto e considerato che nelle sue tante liste civiche di appoggio (alla faccia del voto utile che ci saluta con affetto) vediamo comparire un numero considerevole di ex-Verdi, ex-Margherita, ex-Partito Democratico, ex-comunisti/socialisti, ex-grillini, insomma “ex” di qualunque specie e genere.
Si direbbe, più che di liste innovative, di un ritrovo geriatrico per delusi di sinistra, i quali abbandonate le casacche ufficiali legate ai partiti nazionali, si riscoprono incredibilmente grandi idealisti civici…quasi tutta gente che ha avuto comunque un ruolo nelle passate amministrazioni di sinistra (sempre gli eroi del debito pubblico, che è stato sanato in seguito dal centro destra).
E quello che più mi spiace è che Giuranna, di suo, sta facendo un lavoro coraggioso, che quasi ammiro, ma non posso dire lo stesso per molti della sua squadra.
Da considerare che, in caso di ballottaggio, le sue fila di verde colore dovranno per forza fare i conti con la “potente” macchina Casati, un vecchio diesel inquinante e ingombrante che soffocherà buona parte dei loro propositi ecologisti.

Chi invece ha raccolto volti più “giovani” è Ghioni, l’altro competitor delle civiche, che forte di un’esperienza con Alparone, ha preso il meglio delle sue tornate elettorali e ne ha coniato un proprio percorso politico.
A dir la verità, considerandolo un amico ed essendo anche un nostro consociato di Paderno 7, mi torna difficile vederlo come un avversario vero e proprio, anche se non lo sceglierei, ad oggi, come Sindaco.
Semplicemente, abbiamo scelto cammini diversi, pur restando nella stessa direzione; sono solamente rammaricato che avremmo potuto far parte della stessa squadra, ognuno con la propria identità, ma con il medesimo intento.

Uno degli “outsider” di questa competizione politica resta infine il comunista Gligora, una salsa agrodolce di un tempo politico che ad oggi semplicemente non ha senso di esistere, con una lista di candidati, che, mi si passi il termine, è di bolscevica concezione.
Lui è anche apprezzabile nello sforzo che pone nell’apparire “moderno”, ma con chance di vittoria pressoché vicine allo zero cosmico, contando anche la competizione all’interno della sinistra, con nomi e liste certamente più carismatiche della sua.

L’altro “outsider”, o meglio, l’altra (considerato che si tratta dell’unica quota rosa in termini di candidatura a Sindaco) è Arosio, gettata nella mischia quasi all’ultimo minuto dei tempi supplementari, da una allenatore di vecchia esperienza, altro residuato bellico della DC (che anche lui ha “stranamente” voltato le spalle a Casati), Di Maio, che con l’attuale ministro grillino non ha alcuna attinenza parentale.
Scelta curiosa, anche considerando che per via della veneranda età, Di Maio avrebbe potuto benissimo candidarsi a Sindaco direttamente, contando che per lui sarà quasi certamente l’ultimo giro di giostra.
Ha scelto invece la strada della civica, chiamando a raccolta i vari delusi ex-Forza Italia, ex-Alleanza Nazionale (o Fratelli d’Italia), insomma, ennesimo listone degli “ex” di qualcosa, alla ricerca di una seconda vita al di fuori dei partiti nazionali.
Tanti altri vecchi amici, con i quali ho condiviso molte battaglie politiche sullo stesso terreno di guerra, che hanno scelto, come Ghioni, un diverso percorso.

Concludo questa lunga dissertazione con un’ultima considerazione personale.
Tante, troppe liste civiche, tutte rappresentative di un voto scarsamente utile alla Città, che per l’importanza strategica che ricopre e per via della densità di popolazione di un certo rilievo, ha bisogno di restare in contatto con gli organi provinciali e regionali, oltre che nazionali.
In questo senso, solamente i partiti politici convenzionali possono vantare tali collegamenti, varcando le mura della città in modo efficace; fra tutti, in questo momento storico, la Lega rappresenta la migliore opportunità per la nostra comunità e Bogani è l’unico vero candidato spendibile per guidare il nostro paese verso il futuro.

Chi, infatti, può meglio di tutti rappresentarmi all’interno delle istituzioni? Io sceglierei qualcuno che dimostri di avere esperienza, determinazione e passione.
L’unico che corrisponde a questa figura e che possiede questi attributi è Gianluca Bogani.

 

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