“PADERNO DUGNANO SCOMPARSA”, FILE #004: QUARTIERE CASSINA AMATA

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Quartiere: Cassina Amata, Via Reali, Chiesa di Sant’Ambrogio
Anno: inizio Novecento circa

La chiesa di Cassina Amata, dedicata a Sant’Ambrogio, è probabilmente quella più ricca di Paderno Dugnano. È stata progettata da Filippo Cagnola, l’architetto preferito dalla famiglia Borromeo. La sua costruzione è iniziata nel 1697 ed è stata completata nel 1714.

Dal punto di vista architettonico possiamo dire che ha una struttura barocca piuttosto interessante e di grande effetto, anche se sobria, in stile composito gigante. Questi elementi danno un’identità specifica e precisa all’edificio.

Il campanile è stato realizzato tra il 1728 e il 1742, su progetto dell’architetto milanese Francesco Croce, che è stato autore anche di molte altre opere interessanti quali la Biblioteca Sormani, la guglia della Madonnina del Duomo di Milano e molto altro.

All’interno, questa bella chiesa conserva:

- Arredi lignei del Sei/Settecento di ottima fattura (in sacrestia, angeli dell’altare e croce tedesca);
- Organo barocco datato 1735 di G. B. Reina, comasco. Uno degli organi più interessanti di tutta la provincia, restaurato nel 1997;
- Tele antiche tra cui due di Pietro Maggi (1722 circa), donate dal conte Antonio Brentano e dal conte Francesco Pecchio; e un bellissimo “San Francesco in estasi” del Seicento, restaurato da Alida Negrelli nel 2000;
- Pitture varie di Carlo Farina, pittore dell’Ottocento, con le storie di Sant’Ambrogio;
- Altari marmorei settecenteschi, con eleganti paliotti in scagliola (arte della Val d’Intelvi e del Lago di Como);
- Statue gigantesche di San Giuseppe, San Sebastiano, San Francesco, e Sant’Antonio Abate;
- Pannelli in bronzo del 1997 sul portale di ingresso di Gandola e Teruggi (docenti dell’Accademia di Brera), con Sant’Ambrogio.

Insomma, un vero e proprio scrigno di arredi sacri di grande eleganza e ottima fattura.

L’immagine che qui pubblichiamo è piuttosto insolita ed emblematica: è tratta da una cartolina di cui non si conosce la provenienza, né la datazione in quanto mai viaggiata. Si potrebbe datare approssimativamente all’inizio del ‘900. La chiesa e l’ambiente attorno sono quasi irriconoscibili, tanto sono stati ripuliti e manipolati. È un’immagine quasi irreale, stucchevole e ferma nel tempo. Probabilmente è stata quasi ricostruita completamente da un fotoritocco piuttosto pesante, come si usava un tempo, partendo da un documento fotografico originale. Sembra naturale pensare che siano state tolte abilmente anche delle piante, che in quel periodo con tutta probabilità c’erano dietro la chiesa, perché ne disturbavano la visione d’insieme. Anche il cielo appare ricostruito ad arte con delle nuvole di maniera, come del resto le due piante laterali, messe abilmente per dare profondità all’immagine. Molto probabilmente è stata cambiata anche la prospettiva delle due costruzioni confinanti (che non esistono più), per permettere alla bella facciata di emergere meglio insieme al sagrato antistante.

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