“PADERNO DUGNANO SCOMPARSA”, FILE #005: DUGNANO E LA SUA CHIESA

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Quartiere: Dugnano, Via Grandi, Chiesa dei Santi Nazaro e Celso
Anno: 1930 circa

Continua la nostra piccola rassegna delle chiese dei quartieri storici della nostra città.
A questo proposito, vale la pena ricordare ai più giovani che quelli che noi oggi consideriamo dei quartieri, al tempo dell’unificazione d’Italia (17 Marzo 1861), erano dei paesi distinti e con una propria amministrazione indipendente. Da qui, appare chiaro perché Paderno Dugnano non abbia mai avuto un centro storico vero, unico e inequivocabile, come qualunque altra città.

Solo per curiosità, riportiamo la popolazione allora certificata: Paderno 1.575 abitanti, Dugnano 1.417 abitanti, Incirano 526 abitanti, Palazzolo 1.186 abitanti, Cassina Amata 697 abitanti, per un totale di 5.401 (fonte: Archivio Storico Comunale). Successivamente, per volontà del Re Vittorio Emanuele II, queste realtà furono accorpate in un unico comune.
Ma torniamo alla nostra fotografia.

La chiesa di Dugnano era situata in Via Regina Margherita, in omaggio, appunto, alla Regina. Oggi la conosciamo tutti come Via Grandi che, tra l’altro, ospita anche il Municipio non molto lontano, luogo dal quale probabilmente venne scattata questa foto. La Chiesa fu dedicata ai Santi Nazaro e Celso, martirizzati a Milano nel 304 durante la persecuzione di Diocleziano. Fu costruita in circa due anni, tra il 1837 e il 1839, su un terreno che fu generosamente offerto dalla famiglia Dugnani, già proprietaria di molti terreni in zona. Il progetto è dell’architetto neoclassico Giacomo Moraglia, insigne professionista milanese molto attivo in Lombardia e nel Canton Ticino, noto anche per avere progettato anche la Chiesa di Incirano (che, possiamo anticiparvi, sarà oggetto della prossima scheda).

Le opere per costruire la nuova chiesa furono a carico dell’amministrazione pubblica sotto il Regno Lombardo-Veneto. Il progetto prevedeva la demolizione della vecchia chiesa, salvandone solo la parte finale e il campanile (che qui vediamo di fronte); l’edificio vero e proprio della nuova chiesa, più grande, fu edificato sul lato sinistro della vecchia (qui alla nostra destra – non visibile).

È una chiesa dalle linee semplici e sobrie, con una struttura di gusto tardo-neoclassico. Al momento di questa immagine era parroco Don Emilio Motta, che fu curato di questa chiesa dal 1927 al 1939. Rispetto alla situazione odierna, possiamo dire che è cambiato il campanile (ricostruito verso la fine degli anni ’40) e che non c’è più l’oratorio. Il recente restauro interno del 2008/2009 ha consentito il recupero della piacevole decorazione ottocentesca e dato maggior risalto all’elegante e importante ciclo degli affreschi di Luigi Tagliaferri (1890).
La parte delle costruzioni civili qui rappresentate sono sostanzialmente sempre quelle di allora.

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