PADERNO DUGNANO VERSO IL BALLOTTAGGIO. BOGANI CON GHIONI VICE vs CASATI-DI MAIO-GIURANNA (DI MAIO VICESINDACO?)

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ballottaggioDomenica 9 Giugno la Città sarà chiamata ancora una volta ad esprimere la propria preferenza per quello che sarà il futuro Sindaco che guiderà Paderno Dugnano nei prossimi 5 anni.

Dopo il primo turno di voto, finito con una sostanziale vittoria del centro destra con quasi il 38% dei consensi – guidato da una Lega in forte ascesa al 29% – e con una sostanziale conferma da parte dei padernesi della preferenza per l’attuale amministrazione guidata da Alparone prima e Bogani poi (è da evidenziare, infatti, che il 60% ha votato per una delle forze politiche che sostengono l’attuale amministrazione), adesso siamo tutti chiamati nuovamente alle urne per confermarne il risultato.

Da una parte troviamo Gianluca Bogani, che si è presentato alla Città con una squadra forte e coesa, con un solido programma e con grande pragmatismo si sta ponendo come leader capace e competente.
Gli anni di esperienza, uniti alla freschezza e all’energia di una giovane età, lo rendono l’uomo adatto al compito che spetta a un Sindaco di guidare un paese importante e complesso come Paderno, dove sarà necessario dimostrare di avere la forza e la determinazione proprie del suo carattere al fine di poter garantire alla comunità un roseo futuro.
In questo percorso, a Bogani e alla sua squadra si è andato ad affiancare in questo turno di ballottaggio anche la squadra di Alberto Ghioni, che con il primo ha condiviso il medesimo percorso in amministrazione dalle fila della maggioranza. Non è stato difficile, dunque, ritrovarsi, dal momento che i due gruppi hanno molti punti di programma in comune e condividono un’intera visione politica. I due, inoltre, hanno reso noto ai cittadini che in caso di vittoria Ghioni sarà investito del ruolo di Vicesindaco di Bogani. E’ da far notare che i due insieme, con i voti ottenuti al primo turno, ottengono oltre il 50% dei consensi.

Dalla parte opposta, invece, ritroviamo Ezio Casati, già Sindaco di Paderno dal 1995 al 2004, esponente politico provinciale in molteplici vesti nonchè deputato alla Camera non rieletto nel 2018, il quale dopo un modesto risultato al primo turno (23%), ha deciso di chiamare a raccolta tutte le forze politiche rimaste a guardare alla finestra il percorso del centro destra ed escluse da quest’ultimo. Dopo il collegamento tra Bogani e Ghioni, avvenuto venerdì pomeriggio, Casati ha sciolto le riserve domenica mattina alleandosi con forze politiche tra loro decisamente eterogenee, per non dire contrapposte.
In questo “Frankenstein” politico (che è difficile ora chiamare centro sinistra) troviamo nomi che spaziano dagli ex-sostenitori di estrema destra, al centro ed a quelli di sinistra. Basti vedere la Lista Di Maio, che ha governato con il centro destra negli ultimi 10 anni (Di Maio è ancora assessore) e la Lista civica 7 Frazioni (che vede al suo interno esponenti noti del centro destra degli ultimi anni, oltre che della destra fino a un mese fa). Al contempo vediamo la lista Sinistra per Paderno, con esponenti noti di Rifondazione comunista ed ex PD, e le altre liste civiche legate alla candidatura di Giovanni Giuranna.

Come è stato possibile raggiungere un accordo in extremis tra forza politiche così diverse? Le voci che si rincorrono tra gli addetti ai lavori sono relative all’organigramma che andrebbe a comporre la squadra Casati in caso di vittoria. L’ex democristiano Di Maio, quasi ottantenne e con ormai decenni di politica alle spalle tra la destra e la sinistra, andrebbe a ricoprire il prestigioso ruolo di Vicesindaco (anche se in questa campagna di ballottaggio risulta allo stato nascosto), la sua candidata Sindaco Arosio, personaggio politico da solo 1 mese, diventerebbe Presidente del Consiglio Comunale, mentre Giuranna e forse qualcun’altro dei suoi diventerebbero assessori. Considerando lo scarso bottino di Giuranna, che con quasi il 15% (seconda forza di coalizione) non ottiene nemmeno il posto da Vice, è da pensare che coerentemente sia riuscito ad ottenere da Casati l’assicurazione su alcuni punti del suo programma, anche se a volte contrastanti con quelli del PD. Un esempio è il no alla variante Carrefour, che porterebbe nelle casse del comune oltre 20 milioni di euro per la riqualificazione dei centri storici e molto altro (n.d.r. l’alleato Di Maio ha votato la variante in Giunta, mentre Casati da avvezzo politico non l’ha mai esclusa, quindi che si fa?). Purtroppo, però, bisogna ricordare che chi, escluso dal primo turno, decide di collegarsi a candidati Sindaci al ballottaggio deve accettare i programmi elettorali di questi ultimi.

E’ ovvio che Casati sia stato costretto dallo scarso consenso del primo turno a costruire una santa alleanza come questa, anche se appare strano che un candidato che sostiene di voler guardare al “domani” affidi il ruolo di Vicesindaco a Di Maio, che con alle spalle decine di anni in amministrazione (oltre che alla sua veneranda età) è difficile che porti una ventata di aria fresca.

Il confronto, dunque, al quale Paderno Dugnano assisterà domenica, non è tanto questa volta fra destra o sinistra. I cittadini chiamati al voto dovranno decidere a quale programma elettorale affidarsi e nemmeno questa sarà l’unica discriminante, poiché in verità saremo chiamati tutti a scegliere a quale squadra voler dare credito, alle persone prima degli spot elettorali, alla reale visione del futuro della nostra comunità.

Cosa vogliamo davvero per Paderno? Le battaglie future saranno sui temi ambientalisti, sulla sicurezza, sul lavoro, sul sociale?
Ognuno di noi guarderà alle proprie priorità o cosa secondo noi rappresenterà il meglio per il prossimo; ognuno nella cabina elettorale vedrà un nome, sostenuto da vari simboli e tutti quei simboli sono composti da persone, le stesse persone alla quali abbiamo affidato la nostra preferenza al primo turno.

Per quanto mi riguarda mi permetto di esprimere la mia opinione, condivisibile o meno ma qui rappresentata in maniera trasparente. Non ho dubbi che il team Bogani / Ghioni sia una certezza, trattandosi di due individui che riescono a completarsi a vicenda e che sono coesi verso l’obiettivo di continuare a lavorare verso una Paderno migliore e sempre più protagonista nel panorama politico del milanese. Hanno già avuto modo di lavorare per tanti anni insieme.
A Gianluca Bogani do piena fiducia per il domani, quello vero, un domani al quale lavoreranno persone giovani e piene di risorse, persone capaci, volenterose, con tanta vitalità ed energia e non vicine, o che già hanno passato l’età della pensione (quella politica più che quella anagrafica), stanche e meritevoli solo di un giusto riposo lontano dalla vita politica del paese.
Sarebbe più coerente, per queste persone avvizzite, lasciare spazio a individui freschi e in gamba, che invece tendono a soffocare solo per avere ancora una volta una medaglietta da aggiungere al petto ed una poltroncina sulla quale fare la pennichella del mezzogiorno sul futuro di Paderno Dugnano.

 

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