PADERNO FUTURO: IL NUOVO CENTRO INTORNO ALLE TILANE E LO SPOSTAMENTO DELLA STAZIONE. SOLUZIONI PER RIANIMARE LA CITTA’.

Ci teniamo a segnalarvi una serie di interessanti articoli apparsi su Il Giorno di venerdì e poi su Il Cittadino di sabato. Le prime pagine locali intitolavano “Paderno Futuro” e parlavano dei cambiamenti che sono allo studio dell’amministrazione per riammodernare la città, ma, soprattutto, per creare quel centro che Paderno Dugnano non ha mai avuto. Non è un mistero, infatti, che nella mente del Sindaco ci sia in primis il desiderio di costruire un punto d’incontro tra i sette quartieri della nostra città, per ricucire quelle odiate divisioni fisiche e strutturali, riuscendo ad animare i cittadini all’interno di quello che potremmo chiamare un vero e proprio“mortorio”. Mortorio non certo per colpa degli abitanti, i quali vivi e vegeti sono costretti a recarsi altrove per svagarsi o divertirsi, e non per forza a Milano, bastando anche solo la via principale di Cusano Milanino.

E proprio perchè questo è sempre stato lo slogan dell’attuale amministrazione durante la campagna elettorale, è allo studio un progetto che potrebbe cambiare il volto di Paderno Dugnano. Ancora non si sa molto, ma l’obiettivo è quello di trasformare Piazza della Divina Commedia, la nuova piazza della Biblioteca Tilane, nel nuovo centro unico della città, insieme anche alla vecchia Piazza Berlinguer. E come? Ricucendo lo strappo fisico, dovuto alle ferrovie Nord, tra il quadrilatero e la zona intorno al nuovo centro culturale. La prima mossa sarebbe quella di spostare la stazione per portarla proprio vicino alle Tilane: un’operazione che servirebbe sia ad evitare i grandi e vecchi disagi per i bambini e le famiglie della scuola De Marchi, sia a deviare il flusso di gente dalla stazione intorno alle due Piazze, le quali si riempiono di giorno ma rimangono perennemente deserte di sera, non avendo alcuna attrattiva.

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La seconda mossa sarebbe quella di creare dei sottopassi per eliminare la frattura fisica a causa dei binari e consentire il libero passaggio tra il centro e la Biblioteca. Ancora non si sa come dovrebbero essere queste infrastrutture, che agevolerebbero una logica pedonale e di libera circolazione. Quel che è certo è, come dichiarano i giornali locali, il volto della città cambierebbe radicalmente, e forse si riuscirebbe così a creare attorno alla biblioteca, costata ahimè milioni su milioni, un nucleo autentico, grazie anche ai negozi e al tanto desiderato caffè letterario.

Sempre Il Giorno affrontava altri aspetti del nuovo volto di Paderno: il secco no all’inceneritore da parte della Giunta, il progetto per la Rho-Monza ed il nuovo auditorium (anche se quest’ultimo è risultato dal concerto della settimana scorsa decisamente piccolo). Insomma, speriamo di poter realizzare il tanto sospirato e lungimirante cambiamento.

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9 Commenti a “PADERNO FUTURO: IL NUOVO CENTRO INTORNO ALLE TILANE E LO SPOSTAMENTO DELLA STAZIONE. SOLUZIONI PER RIANIMARE LA CITTA’.”

  • L’idea di spostare il Fabbricato Viaggiatori di fronte a piazza Berlinguer è nell’aria da tempo, già la passata Amministrazione l’aveva avuta ricevendo da Regione Lombardia e FERROVIENORD un secco ‘NO’. Ora è stata ripresa l’idea e rispetto al passato forse da parte loro ci potrebbe essere l’intenzione di metterla in pratica. Sulla carta non c’è ancora nulla, come invece lasciava intuire un articolo della scorsa settimana.

    Ora, per me spostare il Fabbricato Viaggiatori non è la soluzione per portare vita nel quartiere, ma solo uno spreco. Cerco di spiegarmi.

    Chi pagherà i lavori sarà FERROVIENORD ma soprattutto Regione Lombardia, a loro di rendere più viva Paderno Dugnano (cosiccome di salvaguardare il commercio di Incirano, ai tempi della chiusura del passaggio a livello di via Cappellini) NON interessa. Loro hanno un solo obiettivo: riqualificare adeguando a standard (come per Palazzolo) l’impianto ferroviario e ultimati i lavori tagliare sul personale di stazione impresenziandolo totalmente. (Ora dalle 5.50 fino a fine servizio è garantita la presenza di personale per biglietteria e informazioni ai viaggiatori, una volta resa sicura l’area non ci sarà più nessuno).
    Quindi non vedo quali siano i guadagni di FN e Regione in questo progetto, precisando che spostare il Fabbricato comporta dei costi maggiori rispetto alla ‘semplice’ riqualificazione delle strutture esistenti.

    E qui vorrei portare alla luce un problema che più volte ho iniziato ad accennare a Gianfra & Compagni ma che puntualmente è caduto con un tonfo cupo nel vuoto. Come detto, una volta risistemata l’area di stazione non ci sarà più personale e di conseguenza viene meno la sorveglianza e potrebbero seguire vandalismi con il rischio di portare la stazione nel baratro del degrado, allora il Comune può correre al riparo insediando negli spazi adibiti a biglietteria e ufficio delle attività commerciali o di volontariato e affidare a questi gestori il compito di sorvegliare, rendere pulita la stazione ed eventualmente fare servizio di biglietteria nelle ore di maggiore afflusso. Sembra un problema lontano ma non lo è, la stazione più vicina a noi già da mesi impresenziata è quella di Bovisio Masciago. Ed esistono altre stazioni come quella di Canzo o di Gavirate (VA) dove l’affidare gli spazi a terzi è stata la carta vincente. Alpa, Assessore Ape Maio spero inziate a lavorare in questa direzione.
    Poi non mi convince molto il progetto di collegare i servizi (stazione, biblioteca, parcheggi, piazza) con dei sott**assi. Il sott**asso a mio avviso è sinonimo di insicurezza, dopo una certa ora tutti lo eviterebbero e si darebbe in mano ai malintenzionati etc.
    E ancora a Paderno mancano dei centri di ritrovo, la piazza Meridiana risulta frequentata solo grazie al Bar/Pub che ha lì ubicata la sua attività, non per altro. Quindi bisognerebbe insediare queste attività (vedasi il centro di Cusano) non spostare la stazione! Che comunque dopo una certa ora non viene più frequentata.
    Infine occhio, FERROVIENORD con una mano dà ma con l’altra esige. E già da tempo vuole chiudere almeno uno dei due passaggi a livello di Paderno (oltre a quello di Palazzolo……).

    Io riprenderei in mano la bozza esistente di riqualificazione dell’attuale stazione, lasciando perdere grandi progetti e penserei a rivedere il commercio, che forse è quella la carta giusta.

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  • Francesco Rienzo:

    Simone questa osservazione è più che legittima, tanto che è venuta pure a me. Ma come si fa a intervenire sul commercio se non c’è affluenza di persone? Se non si interviene su questo aspetto, i piccoli commercianti continueranno a non poter rimanere aperti. Dalle poche spiegazioni che ho potuto ricevere (il progetto è ancora in fase di elaborazione), il progetto è del tutto diverso da quello con un sott**asso che ipotizzava la passata amministrazione, perché ricomprende la riqualificazione di tutta l’area fino alla Lares. L’unica zona con un minimo di possibilità di investimento in tal senso, il quadrilatero, dovrebbe unirsi alle Tilane, dove si sta studiando a pennello l’idea del caffè letterario e dei negozi. Questo può essere il punto di partenza, compresa piazza Berlinguer. L’area Tilane è diventata abbastanza affollata di giorno, e se si trovano modi per trascinare la gente di sera, con bar e negozi, superando la barriera passaggio a livello, potremmo avere una soluzione.
    Ovviamente tutto dipende dal progetto e dagli incentivi che così si potranno dare ai piccoli commercianti, i quali investiranno solo se troveranno una minima possibilità di attirare clientela.

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  • Lorenzo Locatelli:

    Da considerare anche la presenza di 2 grandi centri commerciali a poca distanza da Paderno (uno è praticamente in casa), che mettono in seria difficoltà i commercianti locali.
    Sono un po’ scettico che questa soluzione porterà ad un miglioramento della situazione e sono più in linea con le osservazioni di Simone.
    Credo a mia volta sia meglio non puntare troppo su progetti costosi che possono risultare inefficaci, ma orientarsi, invece, ad aiutare in modo sostanziale i piccoli commercianti, anche favorendo l’apertura di nuovi negozi o attività commerciali, magari con qualche incentivo.

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  • Colgo l’occasione per precisare anche un altro paio di questioni.

    La caffetteria in passato è stata dipinta come la manna dal cielo, come un qualcosa in grado di aggregare, sulla quale puntare tutto (cosa poi?) ma che nel contempo doveva riservare un servizio di élite e a costi leggermente più alti rispetto a quelli di un normale Bar. (I due fattori li trovo parecchio contradditori…..).

    A dicembre è stato fatto un primo bando andato praticamente deserto. Sui quattro spazi commerciali solo uno è stato richiesto. Il più piccolo. La Caffetteria snobbata.

    Nel nuovo anno è stato rifatto il bando cercando di andare più incontro alle esigenze dei commercianti, ritoccando la validità degli appalti, etc. Solo due spazi sono stati richiesti. La Caffetteria? Di nuovo ignorata.

    Io spero che si riveda un attimo il ruolo di questa attività. Dipinta come è stato fatto finora mi dà l’impressione di un posto di ‘prima classe’ frequentato nel pomeriggio da zitelle e niente più, dove io – cosiccome penso i miei coetanei – difficilmente potremo andare a passare i nostri pomeriggi e ancora meno le nostre sere.

    La lancio come idea, sperando che dall’altra parte qualcuno abbocchi, questo discorso può essere un ottimo spunto per un Consiglio di Quartiere a Dugnano. Ridisegnare il ruolo, le attività e la vita di Dugnano può essere una sfida, se non addirittura LA sfida del Quartiere. Si può partire dalle due piazze, dalla Biblioteca, dal centro culturale passando per piazza Oslavia, l’ex Aimeri (dove un mercato al coperto può essere un’ottima idea), rivitalizzando il Quartiere. Analogo discorso per Palazzolo.

    Ultima nota, anziché spendere soldi per spostare la stazione, li investirei piuttosto per costruire il terzo binario andando a completare tutti quei servizi che per carenza dell’infrastruttura da anni aspettano, in modo da avere almeno una piccola probabilità di non fare la figura da terzo mondo. Il 2015 si avvicina. E con esso l’EXPO.

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  • Francesco Rienzo:

    Come dicevo, anche io ho delle perplessità, più dovute ancora alla mancanza di un progetto. Quel che è certo è che ci devono essere soluzioni strategiche, perché abbiamo gia assistito allo sperpero di soldi comunali per una megabiblioteca che poteva costare molto meno ed ha mille problemi. Se si tratterà di incrementare il flusso di gente con dei buoni incentivi, penso possa andare bene.

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  • Francesco Rienzo:

    In effetti se si riuscisse a coordinare un discorso di questo genere tra quartieri sarebbe un buon inizio. Per la caffetteria, è stata anche l’amministrazione a confermare che vuole dei progetti seri e applicabili a tale scopo.

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  • Lodovico:

    Ritengo giusto e indispensabile rivitalizzare anche il centro di Palazzolo. Fino ad oggi si può considerare centro quella zona tra la piazza Addolorata e quella della chiesa, ma secondo me non riesce a soddisfare in pieno le esigenze dei cittadini che vorrebbero svagarsi, anche perchè queste due piazze sono troppo piccole per essere considerate un grande luogo di aggregazione e sono anche poco visibili a causa del perenne traffico che c’è nelle strade accanto.
    Un modo per rivitalizzare il quartiere, a mio parere c’è.
    Si potrebbe trasformare in una grande piazza la zona del Palazzo Vismara, sostituendolo con una struttura più piccola ma che possa contenere le sedi delle varie associazioni, alcuni esercizi commerciali e magari un locale per i giovani o anche un internet cafè. Secondo me tutto ciò rivitalizzerebbe il quartiere, soprattutto per i giovani, che come è stato scritto sull’articolo, sono costretti a spostarsi per divertirsi.
    Questo progetto a mio parere non è impossibile, anzi amplierebbe il centro di Palazzolo dalla piazzetta della Chiesa fino alla fine di via Coti Zelati, dove peraltro è vicina la stazione.

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  • Salve, sono Lavinia, ho 21 anni e mi sono trasferita a Paderno (dal Sud) da circa sei mesi.
    Scrivo perché forse potrebbe interessare il veloce parere di una persona che frequenta assiduamente sia la biblioteca Tilane che la stazione delle Nord, andando io all’Università.

    1. Da casa mia arrivare in stazione mi è molto comodo, inoltre pratico arti marziali nella scuola elementare Emilio De Marchi e mi è capitato spesso di dover scendere dal treno e recarmi direttamente in palestra. Il fatto che ci sia un bar, un’edicola e uno sportello per i biglietti funzionante e con delle persone mi ha sempre molto rassicurata. E, di sera, preferirei di gran lunga attraversare i binari piuttosto che scendere in un sott**asso.
    Sì, è vero, la ferrovia un po’ divide, questo era un problema di cui soffriva anche il mio paese in provincia di Caserta. Tuttavia, personalmente trovo che la divisione sia molto più “psicologica” che non effettivamente fisica. In fondo, basta attraversare il passaggio a livello, non c’è bisogno di sott**asso, anzi gradirei di più un ponticello, illuminato possibilmente. E, visto che vogliono fare qualcosa, perché non utilizzare un qualche pezzo dell’area per mettere un posteggio per biciclette? A Cusano Milanino c’è, è coperto e sorvegliato, le probabilità che la tua bicicletta faccia una brutta fine perché presa di mira da qualcuno sono molto basse. Non costerebbe uno sproposito dover spostare l’intera stazione? Perché sprecare ulteriore denaro quando le soluzioni esistono e sono più di una?

    2. Credevo che Paderno avesse un qualche luogo di aggregazione per i giovani. Non mi riferisco a C.A.G. o circoli ARCI, semplicemente anche un piccolo locale/caffè che possibilmente non chiuda alle 18 o nel quale si potesse andare anche una sera per fare quattro chiacchiere con amici, senza per forza dover radunare gente e spostarsi con la macchina in paesi vicini o, addirittura, a Milano.
    Quando ho letto che nel complesso Tilane avrebbero aperto un piccolo caffè letterario, ho pensato tutto il bene possibile: non amo le discoteche e i locali chiassosi, non le ho mai frequentate e non ho intenzione di iniziare a farlo ora per trovare nuovi amici qui. Per questo accoglievo l’idea con entusiasmo e ammetto di aver anche lavorato di fantasia figurandomelo con le sembianze di un caffè letterario parigino, londinese o berlinese (niente robe lounge o simil-chic). Poi, però, mi sono venute in mente un paio di domande: il caffè chiuderà anch’esso alle 19 come la biblioteca? Sarà abbastanza carino o si trasformerà nell’ennesimo baretto con i tavolini di plastica e le tovagliette a quadretti di cui sinceramente Paderno non ha bisogno?
    Diciamo le cose come stanno: Paderno Dugnano soffre del fatto che è ad uno sputo da Milano. Va bene, ma quindi cosa facciamo, la rendiamo una città-dormitorio? Anche gli altri paesi intorno hanno il nostro stesso tipo di problema, ma qualcuno è riuscito a risolverlo in ottimi modi, penso a Cusano, penso persino a Seregno, anche se è più lontana. È vero che ci sono ben due centri commerciali, ma ciò non significa che tutti i cittadini padernesi li frequentino, chi si trova da una parte o dall’altra della città ha comunque difficoltà ad arrivarvi senza un mezzo pubblico o privato che sia. E anche i quattro negozi che verrano insieme al caffè, non chiuderanno anch’essi alle 8? Non siamo sempre al punto di partenza?
    Seppoi rendere Paderno un mortorio è quello a cui si aspira, allora perdonate la mia ingenuità.

    3. Piazza Berlinguer è molto grande e unita a Piazza della Divina Commedia diventerebbe davvero mastodontica. Credo sia grande addirittura abbastanza da poter ospitare un palco per qualsiasi concerto e/o spettacolo. Mi pare addirittura ovvio che si cerchi un’idea per poterla sfruttare al meglio. Durante il giorno, Piazza della Divina Commedia è parecchio affollata, soprattutto da persone che entrano ed escono dalla biblioteca. Ma la biblioteca chiude alle 19. E qui già ci sarebbe molto da ridire. Nei giorni prima degli esami difficilmente uno studente come me smette di studiare alle 19, se lo fa è per prendersi una pausa, cenare, per poi tornare sui libri. Non tutti a casa possono permettersi una situazione di silenzio e concentrazione. La chiusura della biblioteca alle 19 – soprattutto nei giorni primaverili/estivi, in cui c’è luce fino alle 9 di sera – la trovo veramente poco sensata. O forse avrebbe senso se ragionassi in termini di stipendi dei bibliotecari. Spostare l’orario di chiusura sarebbe un significativo passo avanti per movimentare la zona.

    Be’, attualmente è tutto quel che ho da dire.

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  • Francesco Rienzo:

    @ Lavinia: concordo esattamente con te. Sono un fedelissimo utente delle Tilane, e quella zona la conosco molto bene.

    Riguardo agli orari della Biblioteca, alla sua gestione e a tutti i suoi problemi, ti posso dire che siamo al lavoro come Paderno 7.0 per accendere i riflettori su questi problemi molto sentiti dalla maggior parte dei cittadini

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