IMU, IL COMUNE NON AUMENTA L’ALIQUOTA ANCHE PER LE ABITAZIONI DELLE COOPERATIVE EDILIZIE
Già diverse volte vi abbiamo parlato di Imu e dell’impatto che avrà a Paderno Dugnano. Il Comune ha già deciso di lasciare la nuova tassa sugli immobili allo 0,4% standard imposto dalla legge e senza aumenti. Veniamo ora a sapere che l’Amministrazione comunale ha ritenuto di lasciare invariata anche l’aliquota per le cooperative edilizie a proprietà indivisa.
In sostanza, verrà applicato lo stesso 0,4% stabilito per le abitazioni principali anche alle abitazioni delle cooperative edilizie e a quelle dell’Aler per non creare disparità. Una soluzione che non possiamo che apprezzare, data l’alta pressione fiscale che già il Governo Monti imporrà alle nostre famiglie. Ecco le dichiarazioni dell’Amministrazione comunale.
DOPO IL SALTO, LE DICHIARAZIONI
“SGUARDI URBANI”: IL PARCO DE MARCHI
Siamo giunti alla seconda puntata della nostra rubrica e oggi ci spostiamo verso il quartiere di Incirano occupandoci però, non di una piazza come nel post precedente, ma di uno spazio verde. Il luogo che visitiamo è il Parco ‘’Emilio De Marchi’’, una piccola perla naturale dentro il tessuto urbano della frazione.
Per la precisione siamo in via Italia – l’antica Comasinella – che costituisce l’arteria principale di Incirano, ed è da questa strada che si accede al parco che in realtà è un giardino storico, infatti in passato faceva parte della Villa Orombelli. Già che l’accesso avviene tramite una piccola salita coperta da un muro, comporta il fatto che si tratta di un parco un po’ ‘’nascosto’’, quindi si ha la sensazione di trovarsi di fronte a uno spazio chiuso, quando non lo è. Alla fine però, possiamo parlare di uno dei parchi più caratteristici di Paderno. Di forma rettangolare, le origini del parco De Marchi risalgono al XVIII secolo e ancora oggi presenta alla sua entrata due tassi vetusti in linea con l’asse mediano della villa che costituisce l’originario cannocchiale prospettico.
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EQUITALIA VIA DAI COMUNI? PADERNO DUGNANO LO HA GIÀ FATTO DALLO SCORSO ANNO. L’OPPORTUNISMO DI CHI LEGGE LE NORME NEL MOMENTO DEL BISOGNO
E’ di questi giorni la proposta di alcune parti politiche di estromettere Equitalia dalla riscossione dei tributi nei singoli Comuni. I Sindaci, infatti, hanno la possibilità di esonerare la tanto odiata società pubblica affidando la riscossione ad una società privata, selezionata tramite un regolare bando.
Ma nonostante la norma non sia nuova, diversi Sindaci si apprestano solo in queste ore ad intraprendere tale soluzione, rescindendo i contratti già posti in essere con Equitalia. E sol perchè spinti dalle pressioni dei cittadini sempre più risentiti verso alcuni comportamenti della società pubblica.
Apprendiamo, invece, che Paderno Dugnano ha già provveduto in tempi non sospetti all’estromissione di Equitalia. Il nostro Comune, infatti, ha deciso proprio dallo scorso anno di affidare la riscossione ad una società privata.
“In questi giorni assistiamo ad una levata di scudi contro Equitalia con conseguente rescissione dei contratti in essere da parte di molti Sindaci e Amministrazioni Comunali – sono le dichiarazioni del Sindaco Marco Alparone – Sono critiche assolutamente condivisibili e non a caso a Paderno Dugnano già l’anno scorso avevamo deciso di cambiare rotta, affidando ad una società diversa da Equitalia il servizio di riscossione“.
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“LA MAFIA E’ MEGLIO DEI PARTITI”. BEPPE GRILLO, IL COMICO CHE NON FA PIÙ E CHE RISCHIA DI TRASCINARCI NELL’ANARCHIA
«La mafia non ha mai strangolato i suoi clienti, si limita a prendere il pizzo. Ma qua vediamo un’altra mafia che strangola la sua vittima»
Ecco la deriva a cui può arrivare l’antipolitica: paragonare la mafia allo Stato, assolvere la prima rispetto alla seconda. E’ di Beppe Grillo questa ennesima sparata, anche se qualcosa di più grande possiamo cogliere in queste parole. Uno schiaffo non solo verso chi crede nelle istituzioni, ma soprattutto verso i familiari delle vittime che la mafia l’hanno vissuta sulla loro pelle. Insieme all’acido in cui sono stati sciolti.
Questo è il populismo nel quale rischiamo di cadere. E’ nel gioco delle parti che nei momenti di crisi, come quello che stiamo vivendo, ci siano delle “sirene” che, gettando fango su tutto e su tutti, pensano di poter incantare qualche malcapitato in più. Ma c’è un limite che non deve essere superato, oltre il quale si mette a rischio il nostro sistema democratico. Perchè? Semplice, è sempre capitato nella storia che qualche chiacchierone di troppo diventasse da semplice demagogo un pericolo nazionale. Quando si demoliscono le fondamenta del nostro Stato, deve scattare un allarme dentro di noi: starà dicendo il vero o ci vuole trascinare verso l’anarchia?
Bene, Grillo rischia di farci precipitare nel buio più totale, se mai riuscisse ad aumentare i suoi consensi (ma a quel punto sarebbe anche colpa di chi si è fatto convincere): come potrebbe governare la cosa pubblica con i suoi estremismi? Come tratterebbe chi non la pensa come lui, le opposizioni? Li relegherebbe in un angolo con la scusa che rischiano di essere peggio della mafia?
DOPO IL SALTO, IL VIDEO DELLA SPARATA
E L’ATTACCO A NAPOLITANO
- IL SOLEISMO- CONVERGENZE ECONOMICHE E I NUOVI RE D’EUROPA – TERZA PARTE –
Prologo: “Il 26 giugno 1974 alle 15:30 (ora dell’Europa centrale, C.E.T.) le autorità tedesche disposero la chiusura di Bankhaus Herstatt, un istituto di medie dimensioni molto attivo sui mercati valutari. Quel giorno alcune controparti della banca avevano effettuato a suo favore pagamenti irrevocabili in marchi tedeschi per ingenti ammontari, ma non avevano ancora ricevuto le contropartite in dollari, dal momento che la giornata operativa sui mercati finanziari USA era appena iniziata. La chiusura di Herstatt innescò una reazione a catena che perturbò i sistemi di pagamento e regolamento. La sua corrispondente a New York sospese tutti i pagamenti in dollari a valere sul conto della banca tedesca; le istituzioni che quel giorno avevano effettuato versamenti in marchi a Herstatt si ritrovarono così scoperte per l’intero valore di tali transazioni. Altri istituti newyorchesi rifiutarono di eseguire pagamenti in proprio o per conto della clientela fintantoché non avessero ricevuto conferma dell’avvenuto accredito dei relativi controvalori. Queste turbative si propagarono ulteriormente attraverso il sistema di regolamento netto multilaterale usato a New York. Si stima che nei tre giorni seguenti il volume dei trasferimenti lordi veicolati da questo sistema si ridusse del 60%.
La chiusura di Herstatt rappresenta il primo e più grave caso di fallimento bancario in cui il mancato regolamento di transazioni valutarie abbia causato gravi difficoltà ai sistemi di pagamento e regolamento. Il valore delle transazioni con Bankhaus Herstatt in attesa di regolamento era stato stimato in $200 milioni. Alcune banche avevano altresì stipulato con l’istituto tedesco operazioni a termine, che dovevano ancora essere regolate al momento della chiusura di Herstatt, e dovettero pertanto essere sostituite”.
Tratto da ”Il rischio di regolamento nei mercati valutari e CLS Bank” di Gabriele Galati. Rassegna trimestrale BRI, dicembre 2002.

Pioggia battente. Questo è quello che succedeva nel mondo della finanza quando non esisteva internet……Il mancato pagamento delle transazioni valutarie provocò il default della banca tedesca. Il fallimento della Herstatt fu un colpo che provò duramente il sistema bancario internazionale: oltre alle ripercussioni sul piano economico, questo default provocò anche una comprensibile preoccupazione negli animi dei grandi banchieri mondiali, che nel giro di breve, consapevoli anche dei tempi che stavano mutando, si riunirono in una sorta di “concilio”.
L’azione promossa da Peter Cook, chief della banca d’Inghilterra ( inizialmente dette il suo nome anche al comitato) che assieme ai presidenti delle banche centrali dei 10 paesi più industrializzati (G10), decisero di riscrivere le modalità di collaborazione tra banche internazionali quindi migliorarne i meccanismi in materia di vigilanza, onde evitare future Herstatt. Cosi’ nel Dicembre 1974 vede la luce “ il comitato Cook” che successivamente verrà rinominato “Comitato di Basilea”, dato l’ausilio che la Banca dei Regolamenti Internazionali con sede a Basilea dette al progetto.
L’intento iniziale del comitato, fu quello di rafforzare e migliorare il sistema interno, aumentare la viglilanza e i controlli interbancari e promuovere una maggiore collaborazione internazionale tra istituti. Sebbene il comitato non legiferi, piuttosto fornisca degli standard e linee guida, gli accordi proposti dal comitato a partire dal 1988 più che un consulto per le banche, divennero una normativa vincolante in più di 100 paesi, tra i quali un requisito fondamentale richiesto agli stati europei per entrare “nella nuova zona Euro”.
In sostanza con il “primo accordo di Basilea” ( o Basilea1 ) s’impone alle banche l’applicazione di un modello di misurazione del rischio, per capire se l’istituto è realmente in possesso di un capitale adeguato a fronte di tutti i rischi che scaturiscono dalla sua attività. Esemplificando: se si limita il capitale della banca, e gli investimenti sono in funzione vincolante dello stesso, questa non sarebbe stata altro che una sana normativa volta alle “aziende bancarie” per non farle crescere a dismisura, onde evitare agli istituti un esposizione tale, da generare quelle “combo” che riperquotendosi via via su altri istituti, avrebbero portato uno scompenso a tutto il sistema economico-finanziario.
CONCORSI DE MARCHI E VIDUSSO, PARTONO LE ISCRIZIONI PER I DUE PREMI LETTERARIO E MUSICALE DE “I CAVALIERI PER L’EUROPA”
I Cavalieri per l’Europa è un movimento culturale europeista fondato nel 1965 dal musicista Coppelli e presieduto dal pittore Moretti che promuove l’unità della cultura europea con diversi cenacoli. Il movimento ci comunica la partenza della 18a Edizione del Concorso Letterario “Emilio De Marchi” e la 12a Edizione del Concorso Nazionale Pianistico “Carlo Vidusso”, realizzati grazie all’apporto di Abitare, Fondazione Bernardelli, Edilcase, il Comune di Paderno Dugnano con l’Assessorato Cultura e Biblioteca Tilane, la VicePresidenza CPL’E.
Si tratta di due importanti concorsi culturali, ormai affermatisi da diversi anni. Per maggiori informazioni e per partecipare alle due iniziative, clikkate sulle foto per il Premio letterario De Marchi. Per saperne di più, invece, del Concorso musicale Vidusso, clikka qui per il volantino (avanti e retro).
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ULTIMISSIMA, SENAGO: IN FIAMME UNA DITTA TRA VIA PIEMONTE E VIA RISORGIMENTO (IN DIRETTA CON FOTO E VIDEO)
Secondo le ultime indiscrezioni, la ditta si chiamerebbe “Power Solutions” e tratterebbe tubi per impianti di teleriscaldamento. Alcuni dicono che tutto potrebbe essere stato generato da delle bombole di acetilene, anche se il sabato la ditta sarebbe chiusa. I testimoni nelle vicinanze parlano di uno scoppio sentito anche a distanza.
Questa volta è toccata a Senago. Dopo avervi ripreso in diretta l’incendio alla Lares di Paderno, vi mostriamo in esclusiva le immagini dell’emergenza che in questi istanti sta interessando la città di Senago. Pochissimi istanti fa, un grandissimo fumo nero e delle fiamme sono cominciate a divampare nella zona tra Via Piemonte e Via Risorgimento.
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TUTTE LE ULTIME FOTO
MAPPA DELLE CRITICITÀ DEL VILLAGGIO AMBROSIANO. IL PDL: “MERITA ATTENZIONE”
Riceviamo e pubblichiamo una mappa delle criticità del Villaggio Ambrosiano, seguita dalle dichiarazioni del Coordinamento PDL di Paderno Dugnano. Nella mappa vengono prese in esame le diverse problematiche del quartiere.
Il Villaggio Ambrosiano merita attenzione
Negli ultimi anni la nostra città è stata ed è ancora oggi coinvolta in numerosi progetti infrastrutturali di carattere sovra comunale. Su tutti, quelli viabilistici con la riqualificazione della Rho-Monza e il potenziamento della linea tramviaria Milano-Limbiate. Progetti che coinvogono in particolar modo il quartiere Villaggio Ambrosiano dove già insistono altre criticità dovute alla presenza di realtà industriali “pesanti” e richieste di nuovi insediamenti come il termovalorizzatore sull’area ex Tonolli e di un’Ikea su territorio di Cormano ma con ingresso e traffico potenziale dirottato tutto sulla nostra città.
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DIETROFRONT SULLE AUTO BLU. DOPO LA RIVOLTA SUL WEB IL GOVERNO CI RIPENSA E CHIARISCE
(Fonte Ansa) ”Il governo non acquistera’ nuove ‘auto blu’ nel 2012”. Palazzo Chigi interviene con una nota ufficiale a bloccare le polemiche. La notizia del bando da dieci milioni affidato alla Consip per l’acquisto di ”berline medie” da utilizzare nelle amministrazioni pubbliche, ha scatenato un putiferio in Rete, proteste e polemiche. E allora il governo interviene a spiegare che non solo non comprera’ nessuna auto nuova quest’anno, ma il bando serve solo a stipulare un accordo quadro e che i dieci milioni non verranno necessariamente spesi.
La polemica nasce da una gara indetta dal ministero dell’Economia per l’acquisto di 400 berline con cilindrata non superiore ai 1.600 cc (tale il limite fissato lo scorso anno). Il bando, emesso a gennaio, e’ scaduto a marzo ed e’ stato oggetto di un’interrogazione da parte dell’Idv Antonio Borghesi. L’11 aprile il viceministro Vittorio Grilli nell’Aula della Camera ha spiegato che 400 e’ il numero massimo di auto acquistabili e che quel ”quantitativo non e’ garantito” alla societa’ che vincera’ la gara, ”ne’ vincolante” per la P.a. Ma la risposta del ministro non ha soddisfatto l’Idv, che ancora questa mattina con Antonio Di Pietro accusava l’esecutivo di aver ‘’spudoratamente dato una risposta burocratica” su quello che e’ un ”grave” e ”dissennato” ‘’spreco inutile di risorse pubbliche”. Una spesa intollerabile in tempi di crisi, secondo i cittadini indignati che hanno protestato sul Web.







