“PARLAMENTARI RIDOTTI IN MISERIA”, PAROLA DELL’ONOREVOLE (!?) PEPE.
Siamo abituati a sentirne di tutti i colori, tra chi fa le sparate gigantesche, chi si crede alla pari dell’Onnipotente e chi arriva a dire anche la cretinata più micidiale in pieno periodo di crisi.
E’ questo il caso dell’onorevole Mario Pepe, un politico (per modo di dire) moderno che si muove in base alle correnti del vento da un gruppo ad un altro per mantenere la seggiolina in Parlamento.
Facente parte del gruppo misto “Repubblicani e azionisti” (ed ex Liberale, PdL, Responsabili, Popolo e Territorio) nel corso dell’intervista al programma radiofonico la Zanzara è riuscito a pronunciare la seguente frase choc:
“Con le nuove misure di Monti sui vitalizi i parlamentari saranno ridotti alla fame“; non contento, questo simpatico personaggio ha continuato asserendo che: “Tra nove giorni compio sessant’anni e prendo il vitalizio. Dopo tre legislature prendo tremila euro, tremila e qualche cosa e se mi togliessero il vitalizio, sarei in difficoltà, perchè da 12 anni non faccio più il medico ma solo il parlamentare. Se mi togliessero il vitalizio percepirei una pensione di 1200 euro, che è una miseria“.
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Fattogli notare che in molti percepiscono quella cifra (il sottoscritto, per inciso, non ci si avvicina nemmeno!), il parlamentare ribatte: “E vabbè, e allora saremo tutti uguali nella miseria! Questa pensione è una miseria. Dobbiamo lavorare per migliorare le condizioni degli altri. Il vitalizio non è una pensione, ma una specie di assegno di reinserimento, perchè chi svolge una funzione legislativa deve avere la massima serenità economica perchè deve legiferare nell’interesse dei cittadini. In questa battaglia mi sento erede dei padri costituenti“.
Ma la difesa ridicola di Pepe prosegue, imperterrita, affermando quanto segue: “Lo sapete quante volte ho fatto da testimone di nozze quest’anno, lo sapete quanti regali ho portato? Io ho fatto il testimone di nozze a 21 matrimoni. Il deputato deve fare da ufficiale di collegamento coi cittadini. Io sono un deputato all’antica, quello che prendeva le preferenze del Partito Liberale. Se uno deve tenere i rapporti con gli elettori e sentire i loro bisogni, ha delle spese che non ha il professore di liceo“.
Soprattutto quest’ultima uscita davvero poco felice, mi fa riflettere sulla stupidità (politica e non) dell’uomo, che arriva a giustificarsi in un modo al limite del grottesco.
Mi chiedo chi possa dare voti ad una persona del genere, un tizio che chiaramente compra i voti dei propri elettori e che non si fa eleggere per le sue idee, un tizio senza ideali, che passa da un gruppo ad un altro allo stesso modo con cui si cambiano le scarpe di stagione in stagione a seconda delle esigenze.
Se per questo signore è importante avere un vitalizio che sia sufficiente al sostentamento dei suoi vizi, posso solo dare un consiglio utile: che vada o torni a lavorare e che si guadagni la pensione come facciamo tutti!
La mattina, guardandosi allo specchio, provi a pensare che se l’Italia è conciata così male è grazie a lui e ai suoi colleghi.





Quest’uomo fa schifo! Dovrebbero lapidarlo sulla pubblica piazza.
Senza arrivare a lapidare un essere umano, almeno che dia le dimissioni se per lui fare politica è solo un fatto di business.
E come lui, ce ne sono molti (troppi) altri…poi ci scandalizziamo se l’economia non funziona…certo che fino a che avremo imbecilli del genere seduti in Parlamento, cosa possiamo sperare?
Il ragionamento in linea teorica è giusto: se uno è un famoso professionista e lascia la sua attività per andare ad amministrare la cosa pubblica ad altissimo livello è ingiusto che vada in pensione a 1200 euro al mese.
Purtroppo dopo che il PDL ha messo in lista gente come Pepe così in alto da renderne sicura la elezione (insomma lo ha nominato) gli italiani invece di rifiutarsi di votare quel partito lo hanno riempito di voti.
E ora gli stessi italiani si indignano perché questo pretende di essere trattato in maniera rispettosa del ruolo del parlamentare e perché bisogna chiamare in fretta e furia dei tecnici perché la maggioranza parlamentare non è stata in grado di governare.
C’è una legge elettorale che limita questi problemi: è quella con i collegi uninominali richiesta dal referendum Segni.
I candidati in quei collegi usati in Inghilterra e negli USA vengono passati al body scanner e più che sentire le promesse sulle cose da fare sul futuro gli elettori si concentrano su cosa hanno combinato in passato (nel caso di Pepe credo nulla).
Il Mattarellum ci si avvicinava: ovviamente il PDL, con la Lega, hanno abolito questa legge rimettendo il proporzionale e con le liste bloccate.
Anche in questo caso nelle elezioni successive hanno preso una marea di voti.
Sempre da molte delle stesse persone che oggi si lamentano di non poter scegliere i loro parlamentari (fra queste molti politici eletti nei partiti che l’hanno votata).
Insomma, più che una repubblica fondata sul lavoro la nostra sembra una repubblica affondata sulla schizofrenia.
Se sei un “famoso” professionista che già percepisce un ragguardevole stipendio, non credo che te ne possa fregare di andare a fare il Deputato, a meno che questo non ti convenga economicamente.
In tutta onestà non me ne frega nulla se sei stato candidato nel PDL o nel PD o nel “partito del pincopallo”, ma certe cose per radio non le dici.
Se hai fatto un cattivo affare nella tua vita, questi sono problemi tuoi e non devono ricadere sui cittadini.
Fare politica non dev’essere visto come un business, perchè non lo è!
Forse questa cosa su wikipedia non è scritta…
Quindi stai dicendo che Berlusconi, professionista ricchissimo, è entrato in politica per convenienza economica?
E lo stesso vale per Romani (ex editore di Telelombardia), Versace (imprenditore), Tremonti (che ha un importante studio di commercialisti) e per i vari avvocati come Ghedini (c’è chi ha contato 134 avvocati in Parlamento, molti del PDL)…
Be’ devo dire che viene definitivamente zittito chi vi definisce vicini al centrodestra padernese.
Affermazioni così dure sul centrodestra non le ho viste neanche nei blog più a sinistra…e, sinceramente, io le eviterei perché detto così è a rischio querela…
Perché la convenienza economica non viene certo da uno stipendio che pur alto non raggiunge i guadagni di un grande studio professionale.
E quindi non può che venire dall’uso di denaro pubblico a fini privati.
E mi fermo qui…
Rubagotti, lei mi piace perchè di politica ne mastica davvero poco, però s’impegna tantissimo nei suoi interventi e lo apprezzo in modo particolare.
Fino a qui la chiacchierata è stata piacevole, ma non andiamo OT per favore.
Il mio articolo (o meglio sarebbe dire “post”, perchè non sono certo un giornalista) voleva sottolineare quanto detto da un medico che di professione ha deciso di fare il politico e si lamenta dello stipendio da “poveraccio”.
Se vogliamo commentare le p***ate che questo tizio ha detto, sono più d’accordo, altrimenti, chiudiamo qui.
Degli altri discorsi retorici sono scarsamente interessato.
[...] giorno addietro, vi abbiamo portato a conoscenza di un tal Onorevole Pepe che lamentava uno stipendio (e relativa prossima pensione) da poveraccio, il tutto visto in un’ottica di chi vanta certamente uno stile di vita prossimo a quello di [...]