PONTE CICLOPEDONALE DI PALAZZOLO, LE CONSEGUENZE NEL SEGNO DELL’INCURIA

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Chi è solito a camminare, correre o pedalare tra i parchi di Palazzolo sicuramente non potrà non essersi accorto della brusca interruzione presso il ponte ciclopedonale del Parco del Seveso, che attraversa l’omonimo fiume e la ferrovia Milano-Asso, in condizioni estremamente critiche.
A causa di un cedimento del parapetto in legno, che comporta condizioni di grave pericolo di caduta per gli utenti del percorso, un’ordinanza della Città Metropolitana dello scorso 29 Aprile, dopo numerosi sopralluoghi effettuati per monitorare lo stato dell’infrastruttura e un vano tentativo di messa in sicurezza dello stesso parapetto, ha sancito la chiusura del ponte a tempo indeterminato.
Tale ordinanza nel corso delle settimane non è stata rispettata del tutto, dato che molti utenti, ignari del pericolo, preferiscono percorrere la passerella, punto focale che permette una percorribilità più fluida del percorso lungo il Canale Villoresi, e nemmeno le transenne, con tanto di percorsi alternativi, atte a rendere invalicabile il ponte sono servite a bloccare il flusso di persone. C’è da constatare però che a distanza di settimane, nonostante la gravità della situazione, nulla è stato fatto per mettere in sicurezza il parapetto, anzi, ormai è crollato a terra e altre porzioni stanno dando ulteriori segni di instabilità.

Purtroppo, questa situazione del ponte ciclopedonale di Palazzolo non è per noi una novità. In tempi non sospetti, avevamo già segnalato più volte su questo blog delle precarie condizioni d’instabilità in cui versa tale passerella. E la nostra intenzione è di fare un po’ di ordine sulla vicenda.
L’infrastruttura risale ormai a dieci anni fa ed è stata costruita allo scopo di favorire il collegamento della pista ciclabile lungo il Canale Villoresi, reso impossibile dalla ferrovia e dal fiume Seveso che ne interrompe la fluida percorrenza. Il ponte, dalla lunghezza di circa 300 metri, è stato realizzato in legno lamellare con le strutture portanti in acciaio patinabile in lega ad alto contenuto di rame. Il progetto, dal costo complessivo di 1.400.000 euro, è stato finanziato dalla fu Provincia di Milano – che ha investito 971.000 euro – e dall’allora Giunta Massetti a cui sono spettati i restanti 429.000 euro. Si tratta di un’opera fondamentale dal punto di vista paesaggistico, che permette un miglior collegamento col sopracitato percorso che segue tutta l’alzaia del Canale Villoresi dal Ticino fino a Monza.
Purtroppo nel giro di pochi anni il ponte si presentava già in uno stato di usura al punto da compromettere la sicurezza di chi lo utilizzava: marcescenza dei corrimano in legno (dovute a numerosi infiltrazioni d’acqua); instabilità dei piloni di sostegno, a causa della mancanza del loro riempimento sul terreno; crepe nel percorso che col tempo è sempre più inclinato.

Alla luce dei fatti, non si tratta di un singolo problema di cedimento di una parte del parapetto, ma è il ponte nella sua interezza ad averi seri problemi strutturali e il corrimano ceduto è soltanto una delle piccole conseguenze di tale incuria.
La gestione dell’infrastruttura è di competenza della Città Metropolitana di Milano, ma ai tempi delle prime segnalazioni, quando era ancora Provincia di Milano, l’ente ha sottovalutato la gravità della situazione, assicurando interventi di messa in sicurezza, che alla fine sono risultati molto blandi.
In seguito, l’oblio. Nessun tipo di manutenzione pare essere stato effettuata e le continue segnalazioni agli enti locali preposti sono rimaste inascoltate, fino ad arrivare alla situazione che conosciamo.
Formalmente la chiusura della passerella è a tempo indeterminato, perciò non siamo a conoscenza di quando verranno svolti gli interventi di messa in sicurezza, anche se a giudicare dalle condizioni generali del ponte, è necessario una sostanziosa opera di manutenzione straordinaria o, addirittura, di procedere alla demolizione del ponte per ricostruirne uno più sicuro e stabile.

Ricordiamo come nel nostro Paese una corretta gestione delle infrastrutture è condizione indispensabile per evitare eventuali disastri e garantire la sicurezza dei cittadini. Questa condizione vale anche per semplici passerelle in legno. Quello che ci auguriamo è che il Comune si faccia alla svelta portavoce presso la Città Metropolitana al fine di sollecitarla a intervenire il più presto possibile. I cittadini di Paderno Dugnano, ma anche tutte le persone provenienti dagli altri Comuni che frequentano la ciclabile del Villoresi, lo chiedono a gran voce.

 

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